Sezione: Alimentazione

Il metabolismo degli obesi è significativamente diverso da quello degli individui di peso normale.

Il metabolismo degli obesi è significativamente diverso da quello degli individui di peso normale. L'obesità  è una disfunzione del ricambio caratterizzata da un accumulo eccessivo di tessuto adiposo. L'obesità  può essere limitata a un aumento di peso o alla perdita della linea, ma spesso porta con sé sintomi patologici fra cui i più comuni sono difficoltà  di respirazione dopo uno sforzo, depressione dello stato generale, dolori alle articolazioni che sostengono il peso eccessivo, intolleranza al caldo, disturbi digestivi e insonnia. All'obesità  si associano spesso ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, diabete e, nel complesso, una morbilità  e una mortalità  nettamente più elevate che negli individui non obesi.

Contrariamente a un'opinione popolare ancora molto diffusa, è piuttosto raro che l'obesità  sia causata da disfunzioni ormonali. Invece nel 95 per cento dei casi questa malattia è provocata dall'ingestione di alimenti in eccesso (soprattutto grassi e carboidrati) rispetto ai bisogni dell'organismo. Bisogna anche tenere conto che esistono variazioni importanti del ricambio individuale, per cui alcune persone possono eccedere nell'alimentazione senza ingrassare mentre altre aumentano di peso se non si sottopongono a una severa limitazione dei grassi e dei carboidrati.

L'ingestione di alimenti in quantità  eccessiva può essere un'abitudine familiare (obesità  familiare); può essere connessa con una riduzione dell'attività  muscolare (lavoro sedentario, vecchiaia) alla quale non fa riscontro una diminuzione proporzionale della quantità  di cibo; può derivare da una malattia che abbassa il metabolismo basale o da un eccesso di insulina nel sangue. Piuttosto frequente è l'obesità  psicogena, cioè dovuta al fatto che alcuni individui sono indotti a trarre una soddisfazione emotiva o a calmare il loro stato di ansietà  con pasti abbondanti: spesso, infatti, essi cercano nel cibo un " compenso " alle frustrazioni che subiscono nella vita affettiva familiare, sociale, erotica, ecc.

Basandosi sul principio che i grassi e l'acqua non sono mescolabili e che quindi la massa d'acqua di un organismo è tanto più piccola quanto maggiore è il suo contenuto di grassi, è stato ideato un metodo che consente la misurazione della quantità  totale dell'acqua intracellulare ed extracellulare di un organismo. La misura dell'acqua totale ha permesso inoltre di distinguere anche la quantità  percentuale di massa secca (scheletro, minerali, proteine, ecc.) presente nell'organismo.

Questo metodo fornisce risultati molto utili per lo studio dell'obesità  permettendo di distinguere, nei casi di eccesso di peso, se questo è dovuto ad accumulo di grasso o invece a ritenzione di acqua, a un apparato scheletrico più pesante del normale, o a un forte sviluppo delle masse muscolari. L'obesità  è una malattia del metabolismo che spesso si accompagna a ipertensione, aterosclerosi, diabete, artrosi, insufficienze vascolari e cardio-respiratorie; di conseguenza, l'obesità  contribuisce ad aumentare la mortalità .

L'origine dell' obesità  malattia è molto complessa, quindi non è da collegare soltanto a uno squilibrio calorico e ad alimentazione eccessiva. Il metabolismo degli obesi è significativamente diverso da quello degli individui di peso normale; inoltre accanto a fattori eredo-costituzionali, abitudini familiari, sociali e di lavoro, anche i fattori psicologici sono stati chiamati in causa, soprattutto nella genesi di alcune forme di obesità  denominate appunto " psicogene ".

Autore: Redazione Medicina33.com