Sezione: Oculistica

Il collirio

Il collirio

Il collirio è un prodotto farmaceutico liquido destinato a essere applicato sull'occhio, allo scopo di combattere localmente alcuni disturbi e affezioni. Data la delicatezza della parte sulla quale vengono impiegati, i colliri sono farmaci da usare con grande attenzione: da un lato, infatti, occorre utilizzarli in base a una chiara cognizione delle loro proprietà farmacologiche, dall'altro è necessario seguire, nell'impiego, avvertenze di carattere igienico tali da evitare che il prodotto o il suo contenitore fungano da veicoli di agenti infettanti o comunque lesivi per l'occhio. Gli unici colliri che possono essere acquistati liberamente, in farmacia, sono i preparati destinati al trattamento delle forme più lievi di congiuntivite. Con questo termine si definiscono tutti gli stati di irritazione dell'occhio, anche quelli che da un punto di vista medico dovrebbero essere qualificati come semplici congestioni.

Queste possono essere determinate dall'introduzione nell'occhio di corpi estranei, dall'esposizione al fumo, al vento, allo smog, alla polvere, da prolungati sforzi visivi, da intolleranza alle lenti a contatto , da un insufficiente riposo notturno, dall'eccessiva ingestione di alcool, da alcune malattie come il morbillo o gli orecchioni e così via. In genere l'arrossamento recede in breve tempo appena si elimina la causa; in maniera esclusivamente sintomatica, esso può essere ridotto o eliminato con colliri a base di farmaci che provocano la costrizione dei vasi, e sono detti per questo vasocostrittori, Le congiuntiviti propriamente dette consistono, anziché in semplici congestioni, in veri e propri stati di infiammazione della congiuntiva, che possono essere dovuti a varie cause, fra le quali infezioni, batteriche o virali , che si manifestano entrambe con bruciore e arrossamento.

Un'altra causa di congiuntiviti sono le allergie provocate in alcune persone da sostanze veicolate dall'aria o trasferite sull'occhio per contatto; l'infiammazione può essere curata innanzitutto eliminando la presenza dell'agente che provoca la reazione allergica, e inoltre, in maniera sintomatica, applicando colliri a base di vasocostrittori e/o di farmaci antiinfiammatori e antiallergici quali gli antistaminici. È importante che i vari disturbi della congiuntiva molti dei quali si presentano con sintomi molto simili vengano curati ognuno con un collirio adeguato, È necessario inoltre tener presenti alcune importanti controindicazioni nell'uso di certi colliri: quelli ad azione vasocostrittrice, ad esempio, dovrebbero essere evitati nelle persone con pressione sanguigna troppo alta, o con disturbi del cuore, o con diabete, o ancora con malattie oculari come il glaucoma. Seguire scrupolosamente le norme per un corretto uso è importante per i colliri ancor più che per tutti gli altri farmaci. Volendo impiegare un prodotto già presente in casa, è necessario verificare sempre con attenzione la sua validità  ; in ogni caso di dubbio, è bene far esaminare il preparato al farmacista. Prima dell'instillazione occorre lavarsi accuratamente le mani; il flacone, inoltre, non deve mai esser posto a contatto con parti dell'occhio, e va richiuso immediatamente dopo l'uso.

Le gocce vanno fatte cadere nell'angolo esterno dell'occhio, tenendo la testa piegata all'indietro e abbassando leggermente la palpebra inferiore in modo da formare un "sacco" che accolga il liquido; tra la deposizione di una goccia e quella della successiva le palpebre devono essere aperte e chiuse alcune volte, in modo che il farmaco possa entrare in contatto con tutta la superficie dell'occhio.

Se l'occhio presenta, oltre all'irritazione o all'infiammazione congiuntivale, anche dolore o problemi di visione, l'autocura va evitata fin dall'inizio, e occorre rivolgersi al più presto a un oculista; a una visita di quest'ultimo è necessario sottoporsi inoltre in tutti i casi in cui un disturbo trattato con prodotti per automedicazione non scompaia nel giro di pochi giorni.



Autore: Redazione Medicina33.com