Sezione: Farmaci

I farmaci chemioterapici sono oggi in particolare distinti in antibiotici (e sulfamidici) e antitumorali (hanno la proprietà  di agire sulle cellule tumorali anche metastatizzate)

Farmaci di origine chimica ottenuti per sintesi di laboratorio, che esercitano attività  specifica contro determinati agenti patogeni, provocandone la morte o l'arresto dello sviluppo all'interno dello stesso organismo che li ospita. Loro caratteristica è di avere una specificità  di azione verso alcuni agenti patogeni e non verso altri, per cui ogni chemioterapico è medicamento elettivo per determinate malattie.
I primi chemioterapici ad essere introdotti in terapia furono gli arsenobenzoli (1907, Ehriich e collaboratori), impiegati con successo nella cura della lue; a questi seguirono l'emetina, usata nella terapia della amebiasi, e gli antimalarici clorochina e atebrina. Nel 1935 furono impiegati per la prima volta i sulfamidici che costituirono il primo potente mezzo di difesa verso alcune gravi malattie infettive di origine batterica (infezioni da stafilococco, streptococco, piocianeo ecc.); la terapia sulfamidica tuttavia venne entro pochi anni soppiantata dalla scoperta degli antibiotici.
Altri chemioterapici sono: isoniazide, acido palicoraaminosali-cilico (PAS), etambutolo, cicloserina, che rappresentano una tappa fondamentale nella terapia della tubercolosi.I farmaci chemioterapici sono oggi in particolare distinti in antibiotici (e sulfamidici) e antitumorali (hanno la proprietà  di agire sulle cellule tumorali anche metastatizzate). L'inconveniente di tali tarmaci è che i primi tendono a provocare la formazione di ceppi batterie! resistenti all'antibiotico stesso e i secondi a colpire anche le cellule sane.

Autore: Redazione Medicina33.com