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Come funziona la memoria? E' possibile migliorare la memoria con l'esercizio e l'allenamento della mente?

Come funziona la memoria? E' possibile migliorare la memoria con l'esercizio e l'allenamento della mente?

La memoria è l'archivio mentale in cui conserviamo immagini, sensazioni, voci, profumi, nozioni. È un patrimonio prezioso a cui nessuno rinuncerebbe, anche se fanno parte della memoria molte cose che si vorrebbero dimenticare. La memoria però non è un archivio completo: le cose che vi vengono depositate sono selezionate. Poter ricordare tutto sarebbe una maledizione: una persona non potrebbe mai liberarsi dei ricordi dolorosi, il suo presente sarebbe affollalo di ricordi passati. Attraverso processi sconosciuti ogni persona finisce per ricordare solo un certo numero di eventi e di concetti. Spesso però ci si chiede come mai si dimenticano cose che si giudicano importanti, e si rammentano episodi, facce, nomi a cui non si da rilievo. Il fatto è che la memoria dipende da numerosissimi fattori.

In parte la si può considerare come un'operazione fisica, neurologica. In parte è un'operazione psicologica ed emotiva Le cose importanti che si dimenticano sono, a ben vedere, importanti per gli altri, per la società, per la cultura, ma non per se stessi. Questo è il tipico caso della lezione dimenticata alla svelta dallo studente. Lo stesso studente ricorda alla perfezione una canzone. Come mai? Perché quella canzone gli piace, lo emoziona, lo diverte, lo coinvolge. Vediamo come funziona la memoria. In una prima fase detta di fissazione, la mente rimane impressionata da un fatto, da un nome, da un numero. Impressionata proprio come un negativo fotografico.

In una seconda fase detta di ritenzione, la memoria seleziona il dato che ha ricevuto e lo archivia, o lo scarta. I ricordi scanali in realtà non vanno perduti. O si depositano molto in fondo, e tornano a galla dopo anni, o si depositano addirittura nell'inconscio, e allora solo determinati eventi , spesso traumatici, riescono a farli riaffiorare. In una terza fase, della di riattivazione, il ricordo viene richiamato, e riconosciuto. Non si può dire di aver memorizzato una cosa se non si è in grado di ripensarla, magari di raccontarla, e di riviverla. Le tre fasi dipendono dall'attività neurologica del cervello. Ma, come dicevamo, sono influenzati dal significato affettivo ed emotivo della cosa da ricordare. Molte persone, invecchiando, si lamentano di perdere la memoria. Ciò può dipendere dall'invecchiamento fisico del cervello, ma anche dal fatto che, col passar del tempo, gli eventi hanno, dentro una persona, un'eco sempre minore. Un bambino piccolo si stupisce di tutto, nella sua mente sgombra ogni fatto diventa una pietra miliare. Ma per un anziano, le novità sono poche, le cose già imparate sono molte, i ricordi importanti oscurano tutto il resto. Non è la memoria che manca, ma il bisogno di ricordare.

Alcune persone anziane, poi ricordano solo il passato, e lo rivivono intensamente, come se fosse il presente. In loro, accanto a un deterioramento cerebrale, c'è il bisogno psicologico di calarsi in quella parte della vita in cui si sono sentiti amati, giovani, felici.

Tutti si chiedono se si può migliorare la memoria. I medici dicono di si. E pare che la miglior medicina sia l'allenamento. È dimostrato che tenere la mente in esercizio significa attivare dei circuiti neurologici sempre nuovi. Le malattie, la stanchezza, l'ansia incidono negativamente sulla memoria. Ma soprattutto incide la capacità di finalizzare ciò che si impara. Qualunque persona, giovane o vecchia che sia, ricorda ciò che le serve e dimentica ciò che non le serve o che nuoce.





   

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