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Epilessia: cause, disturbi genetici ereditari che possono causare epilessia.

Epilessia: cause, disturbi genetici ereditari che possono causare epilessia.

Lo spettro dell'eziologia dell'epilessia varia nelle diverse fasce di età e località geografiche. Si può dire grossolanamente che le cause congenite e genetiche sono le più comuni nei casi di epilessia della prima infanzia. Nei bambini più grandi e negli adolescenti, le cause più comuni sono costituite dalla predisposizione ereditaria, dalla sclerosi ippocampale, dall'abuso di alcol, dall'assunzione di alcuni farmacie dai traumi. Nelle persone più anziane le cause più comuni sono costituite dalle malattie vascolari. Le epilessie da tumore cerebrale o da infezione cerebrale acuta possono comparire a qualsiasi età, anche se quelle su base tumorale hanno un'incidenza maggiore nei soggetti di età superiore ai 30 anni. In alcune aree geografiche, le epilessie da infezioni endemiche sono relativamente più frequenti. L'epilessia ha spesso genesi multifattoriale e così, indipendentemente dal tipo di patologia, ha maggiore probabilità di manifestarsi se coesiste una predisposizione familiare per epilessia, come è stato ben dimostrato nei casi di epilessia da trauma cranico, da abuso di alcol . Le diverse sindromi epilettiche, inoltre, sono età-dipendenti.

In uno studio condotto su 784 pazienti , per ciascun paziente è stata presa in considerazione la causa ritenuta predominante. Due sono i principali limiti di questo studio, comprendente i casi diagnosticati tra il 1984 e il 1987. Il primo è rappresentato dal fatto che lo studio è precedente all'uso diffuso della risonanza magnetica (RM), con l'inevitabile conseguenza che la proporzione di epilessie idiopatiche e criptogenetiche è molto più elevata di quanto non risulterebbe attualmente.

L'errore riguarda presumibilmente soprattutto i casi di sclerosi ippocampale, che non era riscontrabile in vivo prima dell'uso della RM. Il secondo limite è che nelle categorie idiopatica e criptogenetica non è stata fatta alcuna reale distinzione tra le due. Nonostante tali limitazioni, questo studio comunque fornisce informazioni valide circa la distribuzione delle diverse cause di epilessia in una popolazione non selezionata. Gli elenchi delle cause di epilessia spesso associano senza distinzione situazioni cliniche e malattie, sindromi e meccanismi . D'altra parte, è effettivamente difficile delineare una classificazione razionalmente adeguata. Nei diversi casi singoli, infatti, possono essere plurimi i fattori che predispongono all'epilessia.

Disturbi genetici ereditari
Il potenziale epilettogeno è diverso nelle diverse parti del cervello, e così il rischio di epilessia per qualsiasi tipo di patologia focale varia a seconda della topografia della patologia, oltre che della natura della medesima. Le lesioni sottotentoriali. così come quelle emisferiche profonde, non sono epilettogene; sono viceversa epilettogene le lesioni corticali, in particolare frontali, temporali e ippocampali.

Disturbi genetici che causano solo epilessia.
L'ereditarietà gioca un ruolo importante nell'epilessia. Ma, mentre i fattori genetici ed ereditari hanno un ruolo significativo nelle varie sindromi epilettiche idiopatiche o primarie e probabilmente anche in alcune epilessie secondarie, solo 1'1-2% dei casi di epilessia è documentatamente legato a un disturbo genetico identificabile in un singolo gene. D'altra parte, frequentemente in questi casi si tratta di epilessie assodate a disturbi neurologici e cognitivi vari e significativi. La modalità di ereditarietà delle epilessie generalizzate idiopatiche non è ben conosciuta ,viceversa i meccanismi di ereditarietà delle epilessie miocloniche progressive si stanno rapidamente delineando.

Recentemente sono stati riportati in letteratura diversi studi documentanti peculiari link genetici in diverse forme di epilessia idiopatica: nelle convulsioni neonatali familiari benigne (EBN1 (20q), EBN2 (8q)), nell'epilessia mioclonica giovanile o sindrome di Janz (6p, alcune famiglie), nell'epilessia del lobo frontale familiare (20q, alcune famiglie), nell'epilessia parziale con parossismi elettroen- cefalografici focali migranti .

Condizioni ereditarie con epilessia e altri disturbi neurologici
Sindrome dell'espansione del DNA. Alcune delle malattie dominanti ereditarie con fenomeni anticipatori risultano sostenute da uno specifico tipo di mutazione, e più precisamente da un'abnorme espansione di una sequenza ripetuta di trinucleotidi (triplette). Queste espansioni possono verificarsi in una sezione non codificante del gene, come nella sindrome dell'X fragile (forma comunemente associata a deficit intellettivo), o in una parte codificante del gene, come nella malattia di Huntington o nell'atrofia dentato-rubro-pallido-luisiana. In queste condizioni l'epilessia può essere la manifestazione principale del quadro clinico, soprattutto nei casi a esordio precoce, nei quali generalmente il numero delle triplette risulta più elevato.

Altre patologie ereditarie con coinvolgimento extrapiramidale. Crisi epilettiche possono verificarsi in casi di malattia di Wilson (6% dei casi), di sindrome di Haller-vorden-Spatz e di neuroacantocitosi. La malattia di Niemann-Pick tipo C è una lipidosi familiare a trasmissione autosomica recessiva. Il progressivo deterioramento neurologico può comparire nella prima o nella seconda infanzia, nell'adolescenza o in età adulta. I sintomi clinici comprendono all'esordio una peculiare compromissione dei movimenti di verticalità dello sguardo e atassia, con successiva comparsa di demenza, disturbi extrapiramidali e crisi epilettiche a semeiologia variabile. Nei casi a esordio precoce, può associarsi epatosplenomegalia. La diagnosi si fonda sul riscontro mediante biopsia midollare di istiociti ricoperti di lipidi. Altri errori metabolici congeniti. Altri errori metabolici congeniti responsabili di crisi epilettiche sono la piridossino-dipendenza, la fenilchetonuria e altri disordini degli aminoacidi, le organico-acidurie, i disturbi dei ciclo dell'urea, l'acidosi lattica (incluso il deficit di biotinidasi), i disturbi del metabolismo della vitamina B12 i disturbi perossisomiali, le poliodistrofie, la malattia di Menkes (sindrome dei capelli d'acciaio), la gangliosidosi GM,, la malattia di Krabbe, la malattia di Canavan-van Bogaert e alcune leucodistrofie (per esempio, metacromatica e adrenoleucodistrofia). La degenerazione neuronale progressiva associata a malattia epatica (malattia di Alpers) è un disordine autosomico recessivo con progressione rapida ed esito fatale che si manifesta generalmente nella prima e seconda infanzia. I sintomi iniziali sono costituiti da ipotonia, arresto della crescita, ritardo psicomotorio; successivamente, compaiono crisi farmaco-resistenti e insufficienza epatica.

Nel 25% dei casi circa, l'esordio è più drammatico e la ricorrenza di crisi farmaco-resistenti costituisce il sintomo d'esordio. Forme con sintomatologia d'esordio simile con sintomi e segni visivi e sensoriali, crisi farmaco-resistenti e mioclonie sono state riportate anche in giovani adulti. Lo stato di male intrattabile in questi casi è di osservazione frequente. L'adrenoleucodistrofia X-linked (ADL) geneticamente mappata sull'Xq28, è una delle forme da disordine perossisomiale del gruppo 2, con perossisomi normali e difetto enzimatico singolo. Nei disordini del gruppo 1, i perossisomi sono viceversa ridotti di numero o assenti. La diagnosi di adrenoleucodistrofia si fonda sul riscontro nel plasma di acidi grassi a catena molto lunga, Si può manifestare con la forma cerebrale infantile, con iperattività e disturbi attentivi seguiti dalla comparsa di crisi epilettiche, demenza, atassia e disturbi uditivi e visivi.

La progressione è rapida con drammatica ingravescenza dei deficit neurologici fino allo stato vegetativo e quindi al decesso. Altri quadri meno comuni sono l'adrenomieloneuropatia con esordio nell'età adulta (AMN) e l'insufficienza surrenalica (>20% dei pazienti con ADL). Il 20% delle femmine eterozigoti presenta AMN. Queste variazioni del fenotipo all'interno della stessa famiglia suggeriscono l'influenza di un gene autosomico modificante. La diagnosi precoce è importante dato che il trattamento farmacologico è inefficace negli stadi avanzati della malattia. Non è stata comunque dimostrata alcuna efficacia ne del trattamento dietetico prima dell'esordio dei sintomi neurologici ne del trapianto del midollo osseo quando il coinvolgimento neurologico è ancora minimo.

Disordini metabolici creditori con disturbi intermittenti
Porfiria. Nella porfiria si possono presentare crisi epilettiche associate a dolori intermittenti addominali, disturbi psichiatrici e neuropatia motoria. Se sono necessari farmaci antiepilettici, vanno evitati quelli che possono scatenare le crisi epilettiche.

Sindromi neurocutanee
Sclerosi tuberosa (sindrome di Boumeville). La sclerosi tuberosa è una malattia autosomica dominante relativamente frequente a penetranza variabile con una frequenza di un neonato su 10.000. Questa sindrome è stata associata al 9q e al 16p. Le caratteristiche più comuni sono l'epilessia (80%), il deficit intellettivo (50%), le macchie ipocromiche alla luce ultravioletta (90%), il facoma/amartoma retinico (50%), il fibroma periungueale (25%), il rabdomioma cardiaco (40%) e l'angiolipoma osseo (50%).





   

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