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Trombosi cerebrale e trombosi coronarica: rischi , cause e sintomi.

Trombosi cerebrale e trombosi coronarica: rischi , cause e sintomi.

La trombosi è l'occlusione di un vaso sanguigno già gradualmente alterato per infiammazione, arteriosclerosi, ecc. da parte di un trombo, cioè di un corpo estraneo (più spesso coagulo di sangue, oppure accumulo di germi, frammento di tumore ecc.). Il quadro clinico della trombosi è diverso da quello dell'embolia: nella prima, la malattia si instaura progressivamente; nella seconda, insorge all'improvviso. Tra le forme più gravi di trombosi vi sono la cerebrale e la coronaria.

TROMBOSI CEREBRALE
È l'occlusione di un'arteria cerebrale, già gradualmente alterata (l'arteriosclerosi è la causa più frequente) da parte di un trombo. La trombosi (come l'embolia) provoca la formazione di un infarto nell'area cerebrale circostante. I sintomi fanno parte del quadro clinico dell'ictus, cioè sono simili a quelli dell'embolia cerebrale, ma meno bruschi e a volte nettamente progressivi con segni premonitori (cefalea, vertigini, difetti di memoria, irritabilità, formicolii, diminuzione di forza dal lato del corpo che sarà poi paralizzato) e le paralisi si producono lentamente e variano da un giorno all'altro. Il coma può mancare e il malato assistere senza perdita di coscienza allo stabilirsi dell'emiplegia (paralisi del lato destro o sinistro del corpo). La prognosi è migliore che nell'embolia e nell'emorragia cerebrali, benché le paralisi persistano abbastanza spesso. La trombosi cerebrale (80 per cento degli ictus) colpisce più spesso gli individui che hanno superato i 50 anni.

TROMBOSI CORONARICA
È l'occlusione di una arteria coronaria, già alterata gradualmente da lesioni ateromatose (sclerosi coronaria). La trombosi coronaria si produce nel seguente modo: su una placca ateromatosa si forma una trombosi; poi nella placca ateromatosa avviene una emorragia capillare con formazione di un ematoma (raccolta di sangue) che ostruisce la arteria già ristretta. La trombosi coronarica è la causa più frequente dell'infarto del miocardio. Le trombosi lente favoriscono lo sviluppo di una circolazione sanguigna collaterale e non si accompagnano sempre a infarto.





   

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