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Perché l'obesità è pericolosa? Quali sono le cause dell'obesità?
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Perché l'obesità è pericolosa? Quali sono le cause dell'obesità? Nel linguaggio comune obeso è sinonimo di grasso, ma nella terminologia medica il significato del termine è molto più preciso. Infatti, se una persona supera il suo peso-ideale soltanto di qualche chilo, si dice che è in sovrappeso; quando supera del 20 per cento il peso-forma, si dice che è obesa; infine, gli uomini che superano i 120 chili e le donne che superano i 100 chili vengono definiti come "grandi obesi".
Ma questa precisazione terminologica, non definisce ancora l'importanza della questione: il fatto è che in tutti i paesi industrializzati il numero degli individui che pesano più del dovuto è attualmente enorme e in continuo crescendo.
Secondo gli ultimi rilievi internazionali si può dire che una donna su 3 e un uomo su 5 sono, in queste zone del mondo, francamente obesi; e che la percentuale delle persone in sovrappeso è certamente superiore al 50 per cento.
Nella donna il sovrappeso e l'obesità compaiono soprattutto in due fasi del suo ciclo vitale, alla fine dell'adolescenza e, in modo ancora più marcato, dopo la prima o la seconda gravidanza. Negli uomini l'aumento ponderale si registra prevalentemente dopo i quarant'anni: ma c'è da aggiungere che anche la quota dei bambini obesi, sia maschi
che femmine, è andata aumentando durante gli ultimi anni in tutto l'occidente, Italia compresa .
Perché l'obesità è pericolosa? In se stessi sovrappeso e obesità possono costituire un problema estetico, ma non vanno considerati come una malattia. Numerose indagini (eseguite tra l'altro anche dalle compagnie che stipulano le assicurazioni sulla vita)
hanno però accertato che i chili in più sono un importante fattore di rischio nei confronti di molte e gravi malattie: sovrappeso e obesità infatti favoriscono l'aterosclerosi e l'infarto, i disturbi renali e quelli artrosici, il diabete e i calcoli della cistifellea. È stato calcolato, per esempio, che chi pesa il 40 per cento in più del proprio peso-forma ha un rischio doppio rispetto alla media di essere colpito da infarto. L'obesità dunque rappresenta un problema sociale tra i più importanti sul piano della salute:
sconfiggerla equivale ad accrescere la lunghezza media della vita.
Le cause dell'obesità. Se l'obesità può generare delle malattie, non è altrettanto vero che essa deriva da un disturbo organico:
soltanto il 2-3 per cento dell'obesità può essere attribuito a disordini endocrini, cioè a uno squilibrio delle ghiandole che regolano gli scambi biochimici dell'organismo. Nella grandissima parte dei casi, invece, l'obesità è causata da errate abitudini di vita e nello stesso tempo da predisposizioni ereditarie.
Una alimentazione eccessiva (e eccessivamente calorica) è la primissima causa dell'obesità. Per quanto riguarda le abitudini alimentari degli italiani, per esempio, si può dire che in media vengono introdotte oggi più di 2500 calorie al giorno mentre, per una persona adulta, ne basterebbero meno di 2000.
La ridotta attività fisica è la seconda causa dell'obesità. Anche in questo caso si tratta di una abitudine sociale, di un modo di vita collettivo, caratteristico attualmente di quella che viene definita come la civiltà del benessere: in Africa, per esempio, o nell'Asia orientale c'è meno obesità che in Europa, per la semplice ragione che in Africa e in Asia orientale si mangia molto meno che da noi e ci si muove di più.
Normalmente però non basta mangiare troppo e muoversi poco per accumulare dei chili in più: occorre anche essere predisposti geneticamente all'obesità. Ci riferiamo in particolare al cosiddetto metabolismo basale, cioè al consumo di calorie che in ogni organismo umano si registra anche a riposo. Il corpo, infatti, consuma energia per mantenere costante la temperatura, per il continuo funzionamento dei suoi organi vitali (il cuore, per esempio, o i polmoni) e per digerire: ebbene, esistono vistose differenze tra individuo e individuo nel livello del metabolismo basale. Le persone che" consumano di più, anche a riposo, non ingrassano mai o ingrassano relativamente, anche se mangiano molto:
quelle che consumano poco, al contrario, accumulano facilmente qualche chilo in eccesso anche se mangiano poco.
Se siete in sovrappeso, dunque, è perché mangiate troppo e vi muovete troppo poco: la vittoria sull'obesità non può passare di conseguenza che attraverso queste due decisioni, mangiare meno (o comunque cibi me no calorici) e fare una sistematica attività fisica.
Sembrano direttive molto semplici da attuare, tuttavia esistono a questo proposito numerosi tranelli più o meno pubblicizzati, tranelli che occorre saper evitare. Bisogna diffidare prima di tutto delle diete troppo drastiche, quelle che non possono essere mantenute a lungo: una ragionevole dieta dimagrante non va mai ai di sotto delle 1200-1300 calorie al giorno.
Attenzione alle diete pericolose
Anche le diete eccessivamente diverse da nostro modo abituale di mangiare sono sconsigliabili, cosi come quelle che sono fondale su una alimentazione squilibrata Sono utili, al contrario, i regimi alimentar realmente equilibrati e ragionevolmente ipocalorici, perché possono essere seguiti per lungo tempo, anzi per sempre. Quanto all'attività fisica, occorre scegliere anche in questo caso una iniziativa che si integri facilmente con il vostro tipo di vita: è vero che un'ora di bicicletta o di jogging possono bruciare anche 3-400 calorie, ma forse è più facilmente attuabile per la gran parte della popolazione un esercizio meno intenso ma più accessibile, come la rinuncia all'ascensore, per esempio, o all'automobile per fare la spesa.
Farmaci e bisturi anti-obesità. I chili in più possono essere anche combattuti con farmaci e con il ricorso alla chirurgia Questi metodi vanno però riservati alla cura della vera e propria obesità: in particolare le "pillole per dimagrire", di qualsia' tipo sono normalmente da sconsigliare per i loro effetti collaterali, a chi deve perdere soltanto qualche chilo.
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