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Funghi velenosi: cosa fare in caso di intossicazione? quali sono i sintomi di intossicazione dei funghi velenosi?

Funghi velenosi: sintomi di intossicazione e pericoli.

A seconda della loro composizione, le sostanze tossiche contenute nei funghi hanno effetti diversi e di differente gravita. I funghi acroresinosi (boleto malefico, lattario, rossola, ecc.) hanno azione irritante sull'apparato digerente con sintomi di gastro-enterite acuta (malessere, nausea, sete ardente, dolori, vomito ostinato, diarrea) che iniziano precocemente, da mezz'ora a 2 ore dopo l'ingestione. Guarigione rapida in 24-48 ore. I funghi muscarinici (amanita muscaria, ovolaccio, ovolo malefico, agarico muscario) hanno azione paralizzante sul sistema nervoso simpatico e sul vago con numerosi sintomi come salivazione abbondante, sete, nausea, sudori, vampate di calore, dolori gastrici violenti, crampi, diarrea, delirio gaio, disturbi visivi ecc. Come per i funghi acroresinosi, l'inizio dei disturbi è precoce, da mezz'ora a 2 ore dopo l'ingestione. La prognosi è generalmente favorevole, la mortalità media solo del 2-3 per cento.

Tra gli altri funghi tossici, i più pericolosi sono i tossine-emolitici, appartenenti al genere Amanita, che agiscono principalmente sui globuli rossi provocandone la distruzione e sul fegato causando un'epatite tossica. Circa il 90 per cento dei casi mortali di avvelenamento da funghi è provocato da Amanite, in particolare Amanita falloide, Amanita verna, Amanita citrina. E ciò perché i segni dell'intossicazione hanno inizio tardivo da 9 a 24 ore dopo l'ingestione quindi dopo che il veleno ha già raggiunto l'intestino o è stato assimilato. Sintomatologia: gastro-enterite violentissima, forte spossatezza e depressione psichica con coscienza integra, breve periodo di remissione, poi uremia, stato confusionale, convulsioni, coma.

Se i sintomi di avvelenamento si manifestano a breve distanza dall'ingestione, in attesa del medico il pronto soccorso consiste nel promuovere o rinforzare il vomito (dita in gola o somministrazione di acqua tiepida molto salata). È urgente individuare il tipo di fungo ingerito perché il medico possa somministrare l'antidoto adatto: se l'intossicato non è in grado di descriverlo, se ne ricercano le spore nel materiale emesso con il vomito o con le feci; materiale, quindi, che deve essere conservato per un eventuale invio in laboratorio. Se invece i sintomi si manifestano tardivamente (9-24 ore dopo l'ingestione) è quasi certo che si tratta di un gravissimo avvelenamento da Amanita. Il ricovero in ospedale è urgentissimo, e nell'attesa, dare da bere acqua in abbondanza. La migliore prevenzione di questi avvelenamenti consiste nell'acquistare funghi freschi o secchi controllati dal locale Ufficio di Igiene o raccolti da persone di sicura competenza. È sempre pericoloso improvvisarsi raccoglitore di funghi sulla base di descrizioni e illustrazioni approssimative. In Italia, le specie più frequenti di funghi sono circa 600: di esse, 363 innocue e non commestibili; 220 commestibili, ma fra esse quelle apprezzate sono appena una dozzina; le velenose sono 13, le velenose mortali 4.

Occorre infine mettere in guardia il pubblico contro pregiudizi che spesso sono la causa di avvelenamento da funghi in interi nuclei familiari. Si tratta soprattutto delle « prove » popolari per distinguere i funghi velenosi da quelli commestibili. Ecco, in sintesi, quelle più comuni: i funghi tossici cambiano colore quando vengono spezzati; sono viscidi o lattiginosi; crescono sui tronchi degli alberi; hanno odore nauseabondo e cattivo sapore; le lumache e i bruchi non li mangiano; durante la cottura, fanno annerire lo stagno e l'argento; l'aglio e la cipolla assorbono il loro veleno; il disseccamento li rende innocui; il gatto di casa non accetta di mangiarli. Non una di queste « prove » può dare affidamento.





   

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