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Come vanno trattati i foruncoli? Quale è il trattamento appropriato per i foruncoli?

Come vanno trattati i foruncoli? Quale è il trattamento appropriato per i foruncoli?



I foruncoli sono causati da infiammazione delle ghiandole sebacee e sudorifere e del bulbo pilifero in seguito a infezione di stafilococchi e streptococchi. I foruncoli si possono manifestare in qualsiasi punto della superficie cutanea dove esistono peli e ghiandole sebacee. Il foruncolo inizia con la comparsa di una piccola tumefazione rosso scura attorno a un pelo; nelle 24-48 ore successive assume una forma conica, più o meno dolente a seconda della sede. Il bulbo del pelo e le ghiandole sebacee annesse vanno incontro a un processo di necrosi per l'attività dei germi e delle loro tossine; i tessuti caduti in necrosi formano quella parte giallo biancastra detta « cencio » che verrà poi eliminato e che è determinante per la guarigione. La cura consiste nell'accelerare il normale processo di evoluzione del foruncolo con l'uso di impacchi caldi che calmano il dolore, affrettano la formazione del pus e l'eliminazione del cencio necrotico. Per evitare che il pus emesso infetti la pelle circostante provocando la formazione di nuovi foruncoli, si disinfetta con acqua ossigenata. Se si verificano recidive (foruncolosi) occorre consultare il medico per il trattamento appropriato.

Quando il foruncolo è superficiale si può semplicemente rompere la sua punta giallastra, poi si fa penetrare nell'interno un cristallo di acido fenico che calma il dolore, favorisce l'allargamento del foro e accelera la guarigione. Se il foruncolo è grosso e non guarisce, non bisogna insistere a spremerlo, ma rivolgersi al medico. Comunque occorre assolutamente evitare la manovra di compressione del foruncolo per fare uscire il cencio.

I foruncoli della faccia, e specialmente quelli del labbro superiore, del naso e della fronte, devono essere curati con particolare cautela per evitare complicazioni anche molto gravi. Più ancora che per gli altri foruncoli, per questi vale la raccomandazione di non comprimerli mai, ma cercare di favorire l'eliminazione del pus e delle parti necrotiche senza disturbare i naturali processi di difesa che tendono a limitare le infezioni. Nelle prime ore, si può tentare di arrestarli applicando sulla loro punta una piccola quantità di tintura di iodio o di pomata antibiotica. Se provocano forte gonfiore, dolore vivo, elevazione della temperatura, occorre interpellare subito il medico per la cura antibiotica.

Il favo o antrace è un agglomerato di foruncoli, causato per lo più da streptococchi, che può assumere notevole gravita. Individui particolarmente predisposti sono i diabetici. Una delle regioni più frequentemente colpita è fra il collo e la nuca.

I vari focolai suppurativo-necrotici del favo si evolvono rompendosi con fuoriuscita di pus e in seguito i cenci necrotici hanno la tendenza di fondersi fra loro. Il favo provoca un dolore pulsante che si accentua a ogni movimento e spesso provoca manifestazioni generali tossiche con febbre a 39°40°, disturbi gastrointestinali e talvolta diarrea. La cura non è molto differente da quella del foruncolo, ma il ricorso al medico è sempre indispensabile anche per accertare l'eventuale presenza di qualche malattia concomitante, specie del diabete. Nell'attesa, non comprimere ne incidere il favo, ma applicarvi compresse caldo umide.





   

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