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Cosa fare in caso di frattura? Tecniche di pronto soccorso per tutti i tipi di ossa fratturate.

Cosa fare in caso di frattura? Tecniche di pronto soccorso per tutti i tipi di ossa fratturate.

La frattura è la rottura di un osso in seguito a un trauma. Ogni frammento da una parte o dall'altra del tratto fratturato può restare sul posto (frattura chiusa) oppure spostarsi lacerando il tessuto muscolare e cutaneo (frattura esposta). Segni immediati di frattura sono la deformazione della zona traumatizzata, l'incapacità di servirsi della parte lesa, la sua mobilità anormale. L'incapacità dell'infortunato di rialzarsi dopo una caduta od un investimento può essere indizio di frattura alle gambe, al bacino, o alla colonna vertebrale; chi ha subito una frattura a un braccio, sostiene questo con il braccio sano; la parte fratturata può anche produrre un particolare rumore (scroscio) percepibile all'udito e alla palpazione. Non sempre il dolore è un sintomo certo di frattura perché, all'inizio, può essere scarso o assente; mentre una semplice contusione o una lussazione possono essere più dolorose di una frattura. Segni tardivi di frattura sono gonfiore ed ecchimosi. Il pronto soccorso consiste nell'immobilizzare la frattura senza far rientrare il frammento osseo che eventualmente sporge; proteggere la ferita, se esiste, per evitare l'infezione; prevenire o curare lo shock traumatico. Ed ecco come bisogna procedere, in attesa del medico, per immobilizzare le ossa fratturate.

FRATTURA DEL CRANIO
Quando si sospetta una frattura del cranio, l'infortunato deve sempre e in qualsiasi modo essere posto, anzitutto, con la testa più bassa rispetto al torace, dopo avergli slacciato gli abiti e ogni altro indumento che lo stringe. Se le sue condizioni circolatorie e respiratorie richiedono la respirazione artificiale, è preferibile praticare quella boccanaso o boccabocca. In attesa del medico, le ferite alla testa non vanno toccate ma semplicemente tamponate e bendate con grande precauzione mediante garza secca o tela pulita. Se vi è perdita di sangue o di liquido grigiastro dall'orecchia o dal naso, si tratta di una lesione grave e il ricorso al medico è urgentissimo..

FRATTURA DELLA MASCELLA INFERIORE
Coricare l'infortunato su un lato, mai sul dorso, porlo con la testa più bassa del torace, sorvegliare la sua respirazione. Per immobilizzare la mascella, procurarsi una benda (o comunque un pezzo di tessuto, per esempio una sciarpa) lunga circa un metro e larga una decina di centimetri, fenderla nel mezzo alle due estremità per una lunghezza di alcuni centimetri, in modo da formare quattro legacci. Mettere sulla parte fratturata un grosso strato di ovatta, applicare la parte media della benda sul mento, passare una estremità sulle orecchie e incrociarla sulla nuca, l'altra estremità lungo le guance e annodarla sulla testa; riprendere l'estremità passata sulla nuca, riportarla in avanti sulla fronte e sotto l'altra estremità, fissarla con un nodo o con una spilla di sicurezza. L'infortunato non deve parlare ne masticare. Fargli sciacquare la bocca con una soluzione di acido borico (5 cucchiaini da caffè in mezzo litro di acqua bollita) o di permanganato di potassio (una compressa da 0.25 g. in un litro d'acqua). Portare l'infortunato in ospedale appena possibile.

FRATTURA DELLA CLAVICOLA
Oltre ai segni abituali di frattura, si nota un abbassamento evidente della spalla infortunata. Anzitutto, mettere un grosso strato di ovatta sotto l'ascella e sostenere il braccio con una sciarpa Quando vi è frattura costale, il dolore è accentuato dalla tosse e dall'inspirazione profonda. La respirazione normale è dolorosa e talvolta si verifica una lieve ematenesi. Avvolgere al più presto e strettamente il torace con una lunga benda oppure con una sciarpa o un asciugamano. Porre in letto l'infortunato, semiseduto o steso sul lato sano. Il ricorso al medico è ancora più urgente se l'infortunato presenta sintomi di soffocazione o gonfiore al collo.

FRATTURA DELLA COLONNA VERTEBRALE
Se l'infortunato non è più in grado di muovere le gambe, o avverte dei formicolii, oppure non è capace di camminare, ciò significa che probabilmente anche il midollo spinale è léso. Bisogna evitare un aggravamento toccando o spostando l'infortunato in modo maldestro: se è necessario rimuoverlo, mantenerlo in posizione rigida senza rialzarlo ne sollevarlo per le spalle o per le ginocchia, farlo trasportare da quattro persone, coricato su un piano duro, e lasciarlo immobile. Fargli scivolare un cuscino sotto i reni, mantenere unite le gambe, i piedi e i polsi. Chiamare al più presto un medico. Nell'attesa, curare alla meglio lo stato generale, il dolore, e le eventuali ferite evitando sempre di provocare movimenti intempestivi.

FRATTURA DEL BRACCIO
Provvisoriamente, sostenere il braccio fratturato con una sciarpa. Se le cure mediche ritardano, immobilizzare il braccio con tré stecche o assicelle bene imbottite con ovatta. La prima stecca va posta sul lato esterno del braccio, la seconda sul lato interno, la terza dietro al braccio; quindi mantenere il braccio flesso per mezzo di una sciarpa e assicurarsi che la circolazione non sia ostacolata e non vi siano paralisi nei movimenti. Per il gomito e l'avambraccio, imbottire abbondantemente con ovatta, immobilizzare la frattura con una stecca ad angolo retto se la frattura è al gomito, fasciare e sostenere con una sciarpa robusta. Far muovere le dita, osservare se si verificano disturbi circolatori o nervosi che si manifestano con formicolii, gonfiori, pelle bluastra. Per la mano, stecca della stessa forma di quella per l'avambraccio, ma che raggiunge l'estremità delle dita, applicata sul palmo della mano protetta con ovatta e fasciata. Per le dita, fissarle alla stecca con un cerotto, sostenere mediante una sciarpa. Trasportare l'infortunato all'ospedale appena possibile.

FRATTURA DELLE GAMBE
Per la coscia, ricorrere a due assicelle larghe circa 15 centimetri. La prima viene applicata lateralmente contro il torace e raggiunge il lato esterno della coscia, cioè deve andare dall'ascella al bordo del piede corrispondente; la seconda è applicata contro il lato interno della coscia e deve andare dall'inguine al piede. Le due assicelle vengono fissate al torace e alla coscia fratturata mediante legami piuttosto larghi e stretti. Per la rotula, immobilizzarla con una lunga stecca bene imbottita, disposta al di dietro e che va dalla natica al piede. Riempire gli interstizi con ovatta sotto il ginocchio. Porre la gamba in posizione leggermente obliqua in rapporto al piano del letto, tenendo leggermente alta la sua estremità inferiore per mezzo di un cuscino. Per la gamba, utilizzare le stecche come nella frattura della coscia, ma quella del lato esterno parte dal bacino. Per il piede, avvolgerlo in ovatta e immobilizzarlo ponendo sotto la pianta una stecca bene imbottita che, partendo dal tallone, oltrepassa leggermente gli alluci; fissarla con una fascia senza stringere troppo. Mantenere l'infortunato steso. Anche in tutti questi casi il trasporto dell'infortunato all'ospedale deve avvenire al più presto.





   

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