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Stanchezza, irritazione, arrossamento, lacrimazione sono i sintomi più frequenti (accompagnati spesso da un po' di mal di testa) di una innaturale situazione di luce.

Stanchezza, irritazione, arrossamento, lacrimazione sono i sintomi più frequenti (accompagnati spesso da un po' di mal di testa) di una innaturale situazione di luce.

Benché l'occhio sia uno degli organi più adattabili del corpo, la luce artificiale, molto più di quella naturale, può creare condizioni sfavorevoli al suo funzionamento. Stanchezza, irritazione, arrossamento, lacrimazione sono i sintomi più frequenti (accompagnati spesso da un po' di mal di testa) di una innaturale situazione di luce. È comprensibile che, quando questa si prolunga nel tempo, possa creare un po' di malessere: così come crea qualche problema, per esempio, una giornata di luce abbagliante d'estate oppure la guida notturna dell'automobile. Chi soffre di qualche disturbo visivo, d'altra parte, rischia di vedere peggiorata la sua situazione se la luce artificiale che utilizza non è quella più indicata.

Ne troppa ne troppo poca. Minuziose ricerche sperimentali hanno permesso di stabilire quale sia l'intensità di luce adatta a ogni tipo di lavoro. Non esiste infatti "una" intensità luminosa ideale, ma tanti tipi di intensità ideale, secondo lo sforzo cui l'occhio viene sottoposto di volta in volta. Possiamo così riassumere le indicazioni più importanti:
piano di cucina: da 500 a 700 lux
leggere o scrivere: da 300 a 500 lux
illuminazione generale degli ambienti: 100 lux.
ricamo e lavori molto fini: più di 1000 lux


II lux è l'unità di misura dell'intensità luminosa controllata sugli oggetti e non corrisponde evidentemente a sorgenti luminose (cioè a lampadine) di determinata potenza: poiché oltre alla potenza della lampada entrano in gioco altri fattori, come la distanza dalla lampada, i colori dell'ambiente e degli oggetti. Ma la classifica che abbiamo fatto può essere utile, almeno, a stabilire una graduatoria approssimativa della luminosità secondo le varie occupazioni.

Conta anche la posizione e il contrasto. È molto importante naturalmente anche la posizione della sorgente luminosa. Quando si dice che «la luce deve venire da dietro» si sottolinea il fatto, in realtà, che i suoi raggi non debbono colpire direttamente gli occhi: ma è altrettanto importante che gli oggetti che interessano siano esattamente illuminati. Quanto ai "colori della luce", la caratteristica più utile è che nel loro insieme essi aiutino a formare contrasti netti e precisi: la luce bianca, per questa ragione, è preferibile a quella azzurra (purché, evidentemente, non sia troppo forte). Occorre dire che molto difficilmente oggi le qualità "positive" della luce artificiale, sia dal punto di vista dell'intensità che della posizione e dei colori, vengono prese nella dovuta considerazione: questa carenza di attenzione, purtroppo, è riscontrabile non solo nelle abitazioni private, ma anche nei luoghi pubblici e negli uffici.





   

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