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L'emicrania oltre che con i farmaci va curata con il silenzio e il riposo lontano da fonti rumorose o di luce.

L'emicrania oltre che con i farmaci va curata con il silenzio e il riposo lontano da fonti rumorose o di luce.

L'emicrania è un dolore caratterizzato per lo più da crisi di cefalea, di solito violenta, ad un lato della testa, accompagnata da vomito e da altri disturbi che si manifestano all'improvviso, durano varie ore o un giorno e sono separati da periodi intervallati di perfetto benessere. Il sintomo iniziale dell'emicrania è però di tipo visivo. I caratteri fondamentali sono quindi il manifestarsi dell'emicrania (letteralmente il termine significa "mezza testa" e fu introdotto nella terminologia medica da Galene) ad accessi improvvisi e la completa assenza di ogni sintomo nei periodi interacessuali; queste peculiarità cliniche sono sufficienti per distinguere l'emicrania da altre forme di cefalea. Nella forma più frequente, detta atipica, il sintomo fondamentale, e spesso il solo, è il mal di testa.

E malattia spesso ereditaria che predilige il sesso femminile; tendente a regredire dopo la menopausa, le sue crisi spesso coincidono con il periodo premestruale. Può essere scatenata da stress fisici, emozioni, influenze meteorologiche, da ingestione di particolari cibi o bevande che si rivelano allergici (alcol, cioccolato, arance, formaggi, vino, fragole, uova). Si sono anche riscontrate alterazioni ormonali. E dovuta a disturbi vasomotori di origine neurovegetativa ed in particolare ad una vasodilatazione della carotide esterna e dei rami che da essa si dipartono, che fa seguito ad una prima fase in cui al contrario si ha un angiospasmo degli stessi vasi. Il dolore è in relazione con la vasodilatazione, mentre la fase spastica non è dolorosa ma provoca altresì dei sintomi premonitori che spesso precedono le gravi crisi di cefalea.

Essi durano pochi minuti e sono rappresentati per lo più da disturbi visivi (scotomi scintillanti) caratterizzati da una sensazione di una linea luminosa che circonda uno spazio scuro; inoltre spesso nelle ore che precedono, si possono riscontrare una certa svogliatezza, depressione, malumore e vertigini. Inizia poi violentissima la cefalea che può limitarsi ad una sola metà del cranio ma che il più delle volte si estende a tutta la testa, si accompagna a nausea e a vomito ripetuto e dura in media 12 - 24 ore, anche se talvolta può protrarsi per tré o quattro giorni (stato di male emicranico). Il farmaco di elezione, risultando nulli gli effetti dei comuni analgesici, usato in queste crisi è l'ergotamina (e derivati), che agisce provocando una costrizione dei vasi cerebrali; spesso viene associata con successo a caffeina; l'azione di questi farmaci va coadiuvata dall'eliminazione di cause che possono provocare un'esacerbazione del dolore; sono quindi indicati il silenzio e il riposo lontano da fonti rumorose o di luce.





   

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