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Che cos'è l'eclampsia? Quali sono i sintomi dell'eclampsia?

Che cos'è l'eclampsia? Quali sono i sintomi dell'eclampsia?

L'eclampsia è una grave sindrome clinica caratterizzata dall'insorgere improvviso di convulsioni epilettiformi che si manifesta durante o subito dopo la gravidanza (dal quinto mese a due settimane di puerperio), inclusa tra le tossicosi gravidiche. I sintomi dell'eclampsia sono la rigidità pupillare, le contrazioni dei muscoli facciali e le convulsioni tonico-cloniche degli altri muscoli del corpo. Quando insorge l'attacco si ha cianosi del viso, fuoriuscita di schiuma dalla bocca, alterazione del ritmo respiratorio. Talvolta si verifica un unico attacco seguito da coma, mentre altre volte gli episodi si possono susseguire numerosi e più o meno ravvicinati. Se non curata in tempo può condurre a gravi complicazioni quali l'arresto della respirazione durante un accesso o l'edema polmonare e quindi morte della paziente. Frequente è anche il distacco della placenta per le scariche contrattili e quindi la morte del feto. Circa le cause dell'eclampsia, nulla si sa ancora di sicuro.

Sembra accertato, da molti segni, che si tratti di un'intossicazione a punto di partenza renale e la costante albuminuria che la precede lo confermerebbe. Si è constatato, inoltre, che essa è più frequente nelle primipare e colpisce più facilmente le attempate che le giovani. Per l'eclampsia si possono usare due metodi di cura: a) il metodo del parto rapido, che consiste nel promuovere l'espletamento del parto (parto pilotato, taglio cesareo) il più presto possibile; b) il cosiddetto metodo dell'attesa, che è basato essenzialmente su cure mediche e ricorre al parto operativo solo in caso di assoluta necessità. La migliore terapia per l'eclampsia comunque è essenzialmente preventiva e deve tendere a evitare l'albuminuria gravidica.

Quest'ultima, infatti, quando è elevata e accompagnata a ipertensione ed edemi, può sfociare nell'eclampsia. Sarà quindi opportuno mettere l'ammalata a letto e fornirle un'alimentazione prima idrica, poi lattea e latteo-vegetariana accompagnata da una certa limitazione nell'introduzione di sale. Se si è stabilita l'eclampsia con i tipici accessi convulsivi generalizzati sarà opportuno svuotare l'intestino con purganti drastici o clisteri purgativi. L'ammalata verrà isolata in un ambiente tranquillo oscuro e caldo. Si somministreranno farmaci ipotensivi e diuretici. Saranno inoltre utilissimi i sedativi (bromuro di potassio, idrato di cloralio, barbiturici, morfina ecc.). Come prima accennato, ove questa terapia sarà insufficiente, si ricorrerà alla provocazione del parto. Se il travaglio del parto è già iniziato sarà ugualmente opportuno accelerarne l'andamento.





   

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