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Come iniziare lo svezzamento? Quanti e quali cibi introdurre nell'alimentazione del bambino?

Come iniziare lo svezzamento? Quanti e quali cibi introdurre nell'alimentazione del bambino?

A partire dal terzo, quarto mese di vita, l'alimentazione esclusivamente lattea non è più sufficiente a coprire il fabbisogno vitaminico e proteico del bambino. Perciò oggi si tende ad iniziare presto lo svezzamento. Già a due mesi la mamma può incominciare a dare al bambino qualche cucchiaio di succo d'arancia o di limone (dolcificato). A tre mesi e mezzo, quattro al massimo potrà iniziare, sotto la guida del pediatra, lo svezzamento vero e proprio che dovrà iniziare in un periodo di perfetta salute del bambino.

Per evitare cattive sorprese, è necessario prima di tutto procedere gradualmente, offrendo al bambino un nuovo alimento alla volta, in piccole dosi, in modo da poter controllare l'effetto della « novità » sull'organismo. Solo dopo alcuni giorni,quando si avrà la certezza che il primo nuovo alimento è ben tollerato, si somministrerà un secondo nuovo alimento, con le stesse cautele. L'intolleranza del bambino per un alimento nuovo può manifestarsi con feci diverse dal normale, non digerite o diarroiche, o con reazioni cutanee di tipo allergico. In casi del genere, si sospenderà la somministrazione del nuovo cibo: se i fenomeni non scompaiono è necessario consultare il pediatra.

Si consiglia di iniziare lo svezzamento sostituendo un pasto di latte — di solito quello di mezzogiorno, ma anche quello del pomeriggio, se risultasse più comodo alla mamma — con una pappa di cereali o crema di riso cotta in brodo vegetale.

Il brodo vegetale si preparerà nel seguente modo: far bollire in due litri di acqua, per circa due ore, 1 patata, 1 carota, 1 zucchina, 1 costa di sedano, qualche foglia di spinaci. Evitare invece le cipolle, il cavolo, i fagioli, i piselli ecc.

Si filtra tutto e il brodo ottenuto può essere conservato 24 ore in frigorifero. Dopo circa una settimana, se il bambino mostra di assimilare bene questo primo pasto, si aggiungerà alla pappa un cucchiaino di omogeneizzato di pollo o di vitello; nei 10-15 giorni successivi si aumenterà gradualmente la dose di carne fino a 50 grammi circa.

In seguito si unirà alla pappa anche un cucchiaio e poi due di passato di verdure: le verdure con cui è stato preparato il brodo, passate al setaccio fitto. Contemporaneamente si unirà anche un cucchiaino, due al massimo, di olio d'oliva crudo. Dopo circa un mese, si sostituirà con una seconda pappa anche un altro pasto latteo: ma anziché unire carne, si stempererà un po' di formaggio magro: prima un cucchiaio, poi via via di più fino a circa 40-50 grammi.

Alla fine di ogni pasto si darà succo di frutta, mela grattugiata, succo di carote o di pomidoro ricavato con la centrifuga ed eventualmente corretto con succo di limone o zucchero, secondo le preferenze. Altri cibi, come prosciutto, pesce, cervello, fegato, uovo verranno dati solo dopo che il bambino abbia compiuto sei o sette mesi. All'inizio dello svezzamento si consiglia di solito l'uso degli omogeneizzati di carne perché sono triturati al massimo e privati di tutte le parti grasse o fibrose di difficile digestione.

In seguito, si potrà passare tranquillamente alla carne cotta al vapore (fra due piatti, su una pentola d'acqua in ebollizione) o in graticola (ma senza farla colorire troppo) e tritata finemente, con un'apposita macchinetta che ne frantumi le fibre. Il pesce sarà magro, lessato, spinato accuratamente e tritato. Il cervello sarà bollito e schiacciato con la forchetta; il fegato cotto al vapore o alla griglia e tritato con la macchinetta. Se il bambino lo gradisce, si potrà dargli presto la carne, il pesce, il cervello e il fegato a parte, conditi con poco olio e alcune gocce di limone.

L'uovo verrà dapprima unito alla pappa: un cucchiaino di tuorlo, dopo qualche giorno due, fino ad arrivare all'intero tuorlo dopo circa 15 giorni. A otto mesi si potrà anche dare un intero uovo a la coque. Intanto anche i pasti di latte del mattino e del pomeriggio verranno arricchiti con biscotti tritati o fette biscottate: se il bambino non fa fatica ad usare il cucchiaio, si potranno dare anche questi dalla tazza.





   

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