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L' apparato genitale femminile : le ovaie, le tube, l'utero e la vagina, e in genitali esterni, denominati vulva.

L' apparato genitale femminile : le ovaie, le tube, l'utero e la vagina, e in genitali esterni, denominati vulva.

Conoscere l'anatomia, cioè la conformazione macroscopica e la struttura microscopica dei vari organi che compongono il corpo umano, costituisce la premessa indispensabile per comprendere il loro funzionamento (fisiologia): ogni singola componente del nostro organismo, anche la più piccola, ha una sua precipua struttura finalizzata a un ben preciso scopo. Ogni organo è deputato a una o più funzioni e quasi sempre, per svolgere pienamente il suo compito, coopera in armonia con altri organi a volte anche anatomicamente molto distanti. Per fare ciò instaura con essi una fitta corrispondenza servendosi solitamente di sostanze chimiche, quali gli ormoni e i mediatori chimici, che raggiungono il destinatario attraverso la circolazione sanguigna, oppure di impulsi elettrici trasmessi dalle fibre nervose e muscolari.

Quanto detto è valido per tutti gli apparati del corpo umano e quindi anche per l'apparato genitale, maschile e femminile, denominato anche « apparato riproduttivo » perché finalizzato alla riproduzione. Come vedremo, nei due sessi gli apparati riproduttivi presentano alcune analogie dovute alla comune origine embriologica.

L' apparato genitale femminile
Gli organi che costituiscono nel loro insieme l'apparato genitale femminile si distinguono in genitali interni, quali le ovaie, le tube, l'utero e la vagina, e in genitali esterni, denominati « pudendo muliebre» o vulva .

L'ovaio (o gonade femminile).
È l'organo preposto alla produzione delle cellule germinali, gli « oociti ». Il suo omologo nel sesso maschile è il testicolo o gonade maschile. È un organo pari, cioè ogni donna ne possiede due, uno per lato; nella donna adulta ha la forma e le dimensioni di un dattero. È alloggiato nella cavità addomino-pelvica, a ridosso della parete laterale ossea del bacino, in una apposita nicchia, la « fossetta ovarica ». Alla parete del bacino è, per cosi dire, appeso mediante un peduncolo che contiene i vasi sanguigni necessari al suo nutrimento; un altro peduncolo lo collega all'utero: in tal modo la maggior parte della sua superficie è libera ed è proprio dalla superfìcie che vengono emesse, durante l'età fertile, con cadenza periodica più o meno mensile, le cellule uovo. Sezionando l'ovaio ed esaminandone la struttura al microscopio si possono distinguere due parti: una interna, «midollare», contenente anche alcune cellule deputate alla produzione di piccole quantità di ormoni maschili, gli androgeni, e una esterna, « corticale», contenente le cellule uovo; ognuna di esse è circondata da una singola fila di cellule che la racchiudono come in un nido; tale formazione prende il nome di « follicolo primordiale ». Le ovaie di una giovane donna contengono parecchie migliaia di follicoli primordiali. A ogni ciclo mestruale uno di essi è destinato ad accrescersi per il riprodursi in più strati delle cellule che circondano l'uovo, denominate « cellule della granulosa », e si trasforma nell'arco di 10 14 giorni in una piccola cisti ripiena di liquido, che può raggiungere il diametro di 20 25 mm, contenente al suo interno la cellula uovo che nel frattempo va maturando. Nel crescere, il follicolo si avvicina alla superficie dell'ovaio, la sua parete si assottiglia, fino ad aprirsi come un fiore che sboccia emettendo l'uovo ormai maturo: tale fenomeno prende il nome di « ovulazione ». Subito dopo le pareti del follicolo, ormai svuotato del suo contenuto, collabiscono e le cellule si riempiono di pigmento giallo dando luogo al « corpo luteo ». Dopo una breve vita di circa 14 giorni, il corpo luteo va incontro a involuzione trasformandosi in una cicatrice biancastra. Le cellule che costituiscono il follicolo ovarico producono in prevalenza ormoni femminili detti « estrogeni », ma anche piccole quantità di ormoni maschili, detti « androgeni ». Le cellule del corpo luteo producono un altro ormone femminile denominato « progesterone ».

Per riassumere, l'ovaio è in grado di svolgere due funzioni: quella riproduttiva in quanto in esso sono contenute, maturano e da esso vengono rilasciate le cellule uovo; quella endocrina (si chiama ghiandola endocrina una struttura capace di produrre ormoni) in quanto produce e immette in circolo gli ormoni femminili e piccolissime quantità di ormoni maschili. Attraverso questi ormoni l'ovaio controlla e modifica la struttura e la funzione di organi vicini, come l'utero, e lontani, come la mammella assolvendo al ruolo di regista dell'apparato riproduttivo femminile.

Le tube.
La cellula uovo emessa dall'ovaio viene convogliata verso l'utero attraverso uno speciale condotto, la « tuba ». Le tube di Falloppio sono due canali, uno per lato, dalla forma di tromba rovesciata, con la parte più ampia rivolta verso l'ovaio e fornita di digitazioni, le « fimbrie », e la parte stretta inserita nella parete muscolare del corpo uterino verso il fondo; il lume del dotto è rivestito da una mucosa delicatissima formata da cellule in unico strato, di due tipi: secernenti muco e ciliate, cioè dotate di finissime ciglia (« cilia ») che sporgono nel lume tubarico. Le tube sono lunghe circa 10 cm e molto mobili. Queste caratteristiche consentono alla tuba di raccogliere come in una mano rivestita da un morbidissimo guanto la cellula uovo appena emessa, sospingerla verso l'utero con movimenti di tipo peristaltico simili a quelli del tubo intestinale (si contrae prima la porzione a monte dell'oggetto da sospingere e poi quella a valle, mentre la prima porzione rimane contratta), nutrirla durante il viaggio con il muco secreto dalle sue cellule, muco che fluisce verso il basso grazie anche al movimento delle cilia in quella direzione. È proprio nel terzo esterno della tuba che può avvenire l'incontro tra uovo e spermatozoo e la fecondazione: a essa spetta quindi il compito di nutrire il nuovo essere umano nei primissimi giorni della sua vita, quando ancora è in cammino verso il luogo dell'annidamento (utero) . Lo sbocco del canale tubarico nella cavità uterina è circondato da un manicotto muscolare ad azione sfinterica (si contrae e si rilascia senza l'intervento della volontà chiudendo e aprendo l'orifìcio): questo meccanismo, associato al fluire del muco verso l'utero grazie al movimento ciliare, costituisce una parziale protezione della delicatissima struttura tubarica dall'ascesa dei germi e quindi dalle infezioni. Tuba e ovaio, insieme, costituiscono i cosiddetti « annessi » dell'utero (dal latino: partes adnexaé).

L'utero.
È un organo unico, dalla forma di pera rovesciata, situato al centro del bacino tra l'intestino retto (posteriormente) e la vescica (anteriormente). Misura in età fertile circa 7,5 cm di lunghezza e 2,5 cm di spessore. La sua principale funzione è quella di accogliere, contenere, fare sviluppare ed espellere, una volta raggiunta la maturità, il prodotto del concepimento. Per svolgere questa funzione in maniera ottimale, l'utero è costituito da due porzioni anatomicamente unite, ma funzionalmente distinte:

a) il corpo (i due terzi superiori) costituito da robuste pareti muscolari che circondano una cavità rivestita da una delicata mucosa denominata endometrio. Il corpo uterino è dotato di grande elasticità, per potersi distendere durante la gravidanza, accompagnando la crescita del corpo fetale; è inoltre capace di esprimere durante il travaglio di parto una notevole forza contrattile per consentire l'espulsione del feto.

b) il collo (il terzo inferiore) costituito da un manicotto di tessuto muscolare e fibroelastico attraversato dal « canale cervicale », anch'esso rivestito da una mucosa le cui cellule sono specializzate a produrre il muco cervicale. Durante la gravidanza il collo agisce come uno sfintere per impedire la fuoriuscita del prodotto del concepimento e il canale è ripieno di un muco gelatinoso che impedisce la risalita dei germi dalla vagina verso la cavità uterina. Al momento del parto il collo, diventato particolarmente morbido e cedevole, consente il passaggio del feto dilatandosi; se così non fosse il feto, durante le contrazioni uterine, verrebbe stretto come in una morsa.

Il muco cervicale, al di fuori del periodo di gravidanza, ha, come vedremo, l'importante compito di consentire o di impedire agli spermatozoi di penetrare nella cavità uterina. La vagina. è una sorta di canale dalle pareti molto elastiche che congiunge l'utero alla vulva; in condizioni di riposo le pareti vaginali collabiscono, rendendo il canale virtuale, per dilatarsi in occasione della copula durante il rapporto sessuale e, al parto, per consentire il passaggio del corpo fetale. La vagina, essendo in diretta comunicazione con l'ambiente esterno, è particolarmente esposta all'aggressione da parte dei microrganismi potenzialmente patogeni (in grado di provocare infezioni), soprattutto quando si esercita l'attività sessuale. Una mucosa robusta e, durante l'età fertile, la presenza di un grandissimo numero di «bacilli di Dòderlein», non patogeni, difendono la vagina dalle infezioni. Questi bacilli, producendo acido lattico, rendono acido l'ambiente vaginale e impediscono così il proliferare di altri germi patogeni. Tale meccanismo di protezione è operante solo in presenza di grandi quantità di ormoni estrogeni e pertanto viene meno in determinati periodi della vita, come nell'infanzia o dopo la menopausa, e in determinate condizioni disfunzionali, come in caso di prolungata assenza dell'ovulazione.

I genitali esterni .
Letteralmente vulva significa coperchio, a indicare la sua funzione di protezione dell'apparato genitale dalla penetrazione dei microrganismi che albergano in gran numero sulla superficie di tutto il corpo. È composta dal « monte di Venere», un cuscinetto di tessuto adiposo situato al di sopra della sinfisi pubica, la cui cute è ricoperta dai peli pubici. Dal monte di Venere si dipartono due pieghe cutanee, le « grandi labbra», le quali, portandosi indietro verso il perineo (quella zona situata tra la vulva e l'orifìcio anale), circondano come tra due parentesi le altre strutture vulvari; la loro superficie laterale è coperta di peli, mentre quella interna è liscia e ricca di ghiandole sudoripare e sebacee. L'omologo maschile delle grandi labbra è lo scroto. Le « piccole labbra » sono due pieghe cutanee più sottili, glabre e ricche di ghiandole sebacee, che decorrono parallelamente alle grandi labbra al loro interno; posteriormente si fondono nella «forchetta», anteriormente incappucciano un corpicciolo denominato « clitoride » costituito da tessuto spongioso rivestito da una cute ricchissima di terminazioni nervose sensoriali. Grazie al tessuto spongioso, il clitoride è in grado di aumentare le proprie dimensioni durante l'eccitazione sessuale riempiendosi di sangue, esattamente come accade a una spugna quando si imbeve di un liquido. La ricchezza di innervazione sensitiva fa dell'area clitoridea la principale zona erogena. L'omologo maschile del clitoride è il pene.





   

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