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L'insonnia colpisce anche i bambini: ecco quali potrebbero essere le misure per prevenirla.

L'insonnia colpisce anche i bambini: ecco quali potrebbero essere le misure per prevenirla.

Tra le cause dell'insonnia dei bambini è stata osservata anche la mancanza di regolarità nell' andare a letto la sera. I bambini sono metodici e abitudinari, senza poi contare che nell'organismo esistono processi fisiologici dotati di un andamento ritmico: perciò è senz'altro bene che il fenomeno dell'addormentamento possa inserirsi in questa "organizzazione", per così dire, generale, Per ottenere buoni risultati è dunque necessario che il bambino si rechi a letto rispettando un appuntamento fisso, che può essere, per esempio, anche la fine di un programma televisivo di suo piacimento.
Altro fattore è la tendenza del bambino a dormire troppo durante il giorno; in questo caso i genitori dovrebbero tenere d'occhio i "sonnellini" quotidiani: può darsi che non sia proprio il caso di fare addormentare il bimbo a pomeriggio inoltrato. A questo proposito ricordiamo che dopo i quattro anni non è più necessaria la "siesta pomeridiana". Inoltre anche se la famiglia, dopo cena, si rilassa davanti al televisore, quando ci sono piccoli spettatori è necessario far sempre attenzione al tipo di spettacolo che si sceglie di vedere e non bisogna esitare a cambiare programma se questo contiene scene forti, capaci di turbare la serenità del piccolo. Al momento di andare a letto potrebbe non esserci un ambiente sufficientemente tranquillo attorno al bambino; i genitori, in questo caso, dovrebbero sforzarsi di accantonare lo stress accumulato durante il giorno e assicurare il più possibile al figlioletto calma e tranquillità. Esistono però anche nei bambini forme di insonnia più gravi.

I disturbi del sonno sono di frequente riscontro nei bambini con cefalea primitiva. Dall'Association of Sleep Disorders Center sono stati classificati in insonnie (difficoltà di addormentamento, sonno agitato, risvegli notturni) e parasonnie (enuresi, incubi, sonniloquio, pavor, sonnambu lismi, bruxismo, iacatio capitis). In conclusione, sembra che nei bambini cefalalgici siano presenti con maggiore frequenza rispetto ad una popolazione sana non cefalalgica. Questo dato confermerebbe la teoria, sostenuta da vari autori, che considera i disturbi del sonno come espressione di un'alterazione funzionale biochimica neurotrasmettitoriale a livello del Sistema Nervoso Centrale simile a quella implicata nell'etiologia della cefalea essenziale (teoria centrale del dolore di Sicuteri).





   

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