Contattaci

La forma più efficace di recupero per i tossicodipendenti è quella delle comunità terapeutiche.

La forma più efficace di recupero per i tossicodipendenti è quella delle comunità terapeutiche.

Gli uomini hanno sempre fatto uso di droga, in qualsiasi epoca della storia e a qualsiasi livello culturale. Da molti secoli, per esempio, alcune popolazioni arabe del nord Africa, in prevalenza pastori e contadini. fanno largo uso di hascisc. Nell'Europa del secolo scorso la cocaina e l'oppio venivano utilizzate soprattutto negli ambienti artistici e intellettuali, sia pure da un numero limitato di persone. In Messico, infine, potenti allucinogeni ricavati da piante locali sono stati usati per secoli durante i rituali medico religiosi: e un uso generalizzato degli oppiacei è tradizionale presso alcune tribù nella penisola indocinese. Tuttavia soltanto da alcuni decenni la droga ha dato origine a un vero e proprio fenomeno sociale, noto come tossicodipendenza, diffuso soprattutto tra i giovani dei paesi più ricchi dell'occidente. Rispetto ai modelli tradizionali di consumo della droga, sono molto cambiate le dimensioni e la pericolosità del fenomeno.

Il cambiamento dipende probabilmente da diversi fattori. Primo fra tutti, l'esistenza di un "mercato mondiale della droga", che si è rivelato un affare di gigantesche proporzioni. Poiché non viene contrastato con la dovuta energia, lo spaccio degli stupefacenti organizzato a piramide, dai vertici mafiosi, ai "corrieri", ai piccoli spacciatori che sono quasi sempre drogati costretti a vendere per procurarsi le dosi necessarie rappresenta da solo la più potente spinta al consumo di droga. D'altro canto, la diffusione della droga trova spazio nelle vaste e profonde situazioni di disagio sociale nelle classi giovanili delle società evolute. (È noto, per esempio, che negli Stati Uniti il primo incentivo alla tossicodipendenza è venuto dalla guerra del Vietnam, dove molti militari hanno trovato nella droga un illusorio strumento per evadere a una situazione per molti aspetti insopportabile). Anche nel meridione italiano, del resto, la responsabilità del disagio sociale nella diffusione della droga non può essere facilmente sottovalutata.

Infine, non è da trascurare il peso dei problemi di ordine familiare e individuale. Quanto conti la situazione personale nel problema "droga" è evidente soprattutto nel momento di un eventuale recupero. Non sono tanto le crisi di astinenza (la cosiddetta "scimmia") a riportare, infatti, sulla strada della droga: quanto la mancanza di motivazioni ideali e prima ancora di una esperienza positiva di se stessi e dell'esistenza. Per quanto riguarda la definizione e la classificazione delle droghe, questo non è un problema facile da risolvere. A rigore di termini 'infatti anche l'alcol e il fumo dovrebbero essere considerate droghe, poiché anche il loro uso può generare i due fattori che vengono considerati come caratteristici del consumo di droga: l'assuefazione, cioè l'esigenza fisiologica di dosi sempre più alte per ottenere gli stessi effetti, e la dipendenza, cioè la difficoltà a staccarsi, anche dal punto di vista fisico, dall'uso della droga. Una classificazione delle droghe più in uso può essere tentata comunque a partire dai diversi effetti provocati.

Droghe sedative euforizzanti. A questo gruppo appartengono l'alcol. gli anestetici, i solventi e, tra le droghe "pesanti", gli oppiacei e i barbiturici. Dall'oppio deriva anche l'eroina che è, con la cocaina, la droga attualmente più diffusa nel mondo. Droghe stimolanti. Sono la caffeina, la nicotina, la amfetamina, alcuni tarmaci prescritti per il sistema nervoso e soprattutto la cocaina. Naturalmente c'è molta differenza tra gli effetti di una tazzina di caffè o di una sigaretta e la "frustata" (in gergo si chiama anche flash ) di una dose di cocaina: è simile tuttavia anche se in gradi diversi la sensazione di euforia.

Allucinogeni. I più noti sono l'hascisc (o "canapa indiana"), la mescalina, l'LSD. Quanto agli effetti nocivi delle droghe, questi variano molto anche secondo le dosi, il tempo (solitamente misurato in anni, purtroppo) dell'abitudine e il modo dell'assunzione. Difficilmente il drogato muore per una overdose (dose eccessiva), molto più facili sono le malattie infettive provocate dalla scarsa igiene con cui i tossicodipendenti utilizzano le siringhe: l'iniezione endovenosa infatti è il metodo di assunzione di gran lunga più utilizzato. In alcuni casi (come per l'AIDS, molto diffusa tra i tossicodipendenti) si tratta di infezioni molto gravi; in altri casi (come per l'epatite, pure molto diffusa) ciò che è più grave è la difficoltà a curare la malattia contratta in modo adeguato, con il rischio di continue ricadute. Ancora più devastanti sono le conseguenze psicologiche di un uso prolungato della droga, conseguenze che si manifestano in un progressivo distacco dalla realtà, in un inaridimento emotivo e in un invincibile senso di auto svalutazione.

La lotta alla droga. È evidente che la lotta contro la tossicodipendenza passa prima di tutto attraverso misure legali e di polizia che, concordate internazionalmente, si dimostrano in grado di smantellare il business della droga. È opportuno aggiungere a questo proposito che siamo ancora lontani da un livello accettabile di iniziativa e di efficienza. Ma perseguire i produttori e i trafficanti di droga non basta: molto utile è anche una corretta campagna di informazione, svolta soprattutto nelle fasce sociali e di età che si dimostrano come le più vulnerabili dal fenomeno della tossicodipendenza e dove è ancora carente, purtroppo, una conoscenza adeguata del problema.

Il recupero dei tossicodipendenti. La forma più efficace di recupero per i tossicodipendenti è quella delle comunità terapeutiche. Queste si sono imposte in tutto l'Occidente come la migliore tecnica per strappare i drogati al loro mondo artificiale e crudele. Il primo obiettivo di queste comunità è quello di ristabilire un contatto diretto tra i tossicodipendenti e la compagine sociale, suscitando interessi, abilità e capacità di autonomia personale che nell'esperienza precedente erano assenti. Purtroppo le comunità terapeutiche operano in molti paesi, Italia compresa, senza il sostegno dello Stato, cui avrebbero diritto: soprattutto perché hanno il merito di aver dimostrato che la battaglia contro la droga può essere non soltanto combattuta ma anche vinta.





   

Scarico di Responsabilità: 

MEDICINA33.COM e collaboratori non sono legalmente obbligati o responsabili per eventuali errori contenuti in questo documento, o per ogni speciale, incidentale o consequenziale danno che sia stato causato o che si supponga sia stato causato direttamente o indirettamente dalle informazioni contenute in questo documento.

Prima di seguire qualsiasi consiglio letto in questo sito (MEDICINA33.COM) è suggerito che consultiate il vostro medico e seguiate i suoi consigli.