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La salute è legata alla qualità e quantità dei cibi consumati: questa convinzione sta creando una nuova coscienza alimentare che, in futuro, impedirà il ripetersi di errori dannosi per l'organismo.
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La salute è legata alla qualità e quantità dei cibi consumati: questa convinzione sta creando una nuova coscienza alimentare che, in futuro, impedirà il ripetersi di errori dannosi per l'organismo. Non è facile cambiare le abitudini alimentari, e non è detto che ciò debba essere fatto sempre. Ma qualche aggiustamento si rende necessario, non fosse altro che per adeguare l'alimentazione alle esigenze attuali e per fare tesoro delle continue scoperte della scienza dell'alimentazione. II benessere economico e sociale, ne prendiamo lentamente atto, non può essere identificato con la quantità di cibo che si consuma. Una convinzione del genere poteva essere giustificata, sia sotto il profilo materiale che psicologico, negli anni Cinquanta, dopo le sofferenze e le privazioni della guerra e le difficoltà della Ricostruzione. Oggi sappiamo che la salute è strettamente legata alla quantità e alla qualità degli alimenti che consumiamo, tanto che cominciamo a metterci a tavola con un atteggiamento diverso nei confronti del cibo. Stiamo lentamente imparando a scegliere prodotti che, oltre a soddisfare il palato, rispondano a requisiti di genuinità e di equilibrio per il contenuto di nutrienti, per le tecniche di conservazione, per l'assenza di coloranti o conservanti nocivi.
A parere di molti, grazie anche alla divulgazione, alla ricerca scientifica, alle organizzazioni dei consumatori e alle nuove legislazioni, sta nascendo una coscienza alimentare e si fa largo una revisione critica nei confronti di antiche e radicate convinzioni. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora molto lunga: nuove abitudini prendono piede preoccupando non poco i nutrizionisti e luoghi comuni, dubbi ed errori permangono. Con gravi danni per la salute.
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