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Avere un cuore allenato porta moltissimi benefici: per migliorare l'efficienza del cuore non serve tanto l'intensità dello sforzo quanto la sua durata
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Avere un cuore allenato porta moltissimi benefici: per migliorare l'efficienza del cuore non serve tanto l'intensità dello sforzo quanto la sua durata Come tutti gli altri muscoli,
anche il cuore deve fare esercizi.
Per eseguirli, però, c'è un modo
corretto e un modo sbagliato.
Il cuore è un organo assai poco conosciuto
nonostante la sua importanza 'vitale'. In versi,
canzoni e novelle, la sua funzione è intesa
come puramente romantica, fonte dell'amore
e delle emozioni. Una persona descritta come
dotata di un 'grande cuore' a immaginata co
me molto affettuosa e generosa.
Malgrado le canzoni e le poesie d'amore dove
il 'cuore' gioca un ruolo di primo piano i me
dici sanno bene che il cuore è essenzialmente
un muscolo, anche se un muscolo notevole
che per funzionare con efficienza ha bisogno
di una sua ginnastica. Quanto più è robusto,
tanto meglio funziona. Un buon cuore non fa
ne più generosi ne migliori, ma è in grado di
pompare più sangue dal sistema venoso al
sistema arterioso: e questo è il suo unico
compito.
Durante ogni suo battito il cuore si riempie
del sangue che gli viene pompato dai muscoli,
e poi lo comprime nelle vene. Quindi il modo
per giungere al cuore, allo scopo di tenerlo in
esercizio, è tramite i muscoli. Esercitando i
grandi gruppi muscolari, maggior quantità di
sangue viene pompata al cuore e questo è
obbligato a premere con maggior forza per
costringere il carico eccedente a uscire. Questo è il miglior allenamento che possa ricevere. Non si può raggiungere lo scopo, con il
solo aumento della frequenza del battito cardiaco. Così, per esempio, il cuore batte con
maggior forza durante i momenti di stress
emotivo, ma non viene in alcun modo allenato perché non sta ricevendo dai muscoli un
quantitativo supplementare di sangue. Quindi non ha nulla in più da comprimere e i suoi
battiti sono fievoli e poco efficaci ai fini circolatori. L'emotività dunque non costituisce
un lavoro proficuo.
Gli atleti, soprattutto i podisti che si dedicano
ai lunghi percorsi, hanno la tendenza a sviluppare particolannente il cuore e, a riposo,
hanno battiti eccezionalmente lenti. Quando
il dottor Roger Bannister incominciò ad allenarsi per il suo tentativo di battere il primato
dei quattro minuti sul miglio, la frequenza del
suo cuore a riposo era intomo alle 75 pulsazioni. Dopo aver abbassato il tempo del primato la frequenza del suo cuore a riposo fu misurata fra trentasei e trentotto pulsazioni al minuto.
Il cuore dilatato di un atleta, con le sue contrazioni forti e lente, favorisce anche lo
scambio dei gas nei polmoni che diventano molto più efficienti. I polmoni di un uomo adulto medio contengono circa sei litri di aria, di cui solo una frazione viene scambiata a ogni respiro. A riposo, per ciascun respiro si inspira e si espelle circa mezzo litro di aria,
ma questo valore aumenta sensibilmente durante l'esercizio fisico. La capacità vitale dei polmoni è la quantità di aria che si riesce ad espellere dopo aver inspirato quanto più profondamente possibile: si tratta di solito di un volume fra quattro e cinque litri, che diminuisce sia con l'età che con le malattie e l'inattività. L'esercizio mantiene questa ca
pacità a un livello elevato e migliora il rifornimento di base dell'ossigeno al cuore.
L'esercizio da vigore al cuore essenzialmente
in tré modi: in primo luogo migliora l'effetti
va qualità del miocardio (il vero e proprio
muscolo cardiaco); in secondo luogo aumen
ta la capillarizzazione, cioè mantiene aperti i
vasi sanguigni e aiuta la circolazione; in terzo
luogo migliora il coordinamento della con
trazione delle fibre del cuore allorché pom
pano fuori il sangue.
Le ricerche effettuate al City Gymnasium di
Londra hanno dimostrato che a migliorare
l'efficienza del cuore e dei polmoni non serve
tanto l'intensità dello sforzo quanto la sua
durata. Come guida approssimativa si può
dire che bisogna fare esercizi fisici per almeno
due minuti prima di riuscire ad apportare il
benché minimo beneficio allo stato del siste
ma cardiovascolare.
Basta che l'intensità degli esercizi per il cuore
e i polmoni sia tale da aumentare i battiti a un
valore fra 110 e 120 al minuto, che però de
vono essere mantenuti oltre il limite dei due
minuti. Negli individui di debole costituzio
ne, oltre i 120 battiti al minuto il cuore batte
troppo velocemente per potersi riempire a
buona capienza: quindi non viene sottoposto
al tipo corretto di esercizio.
Sebbene i battiti del cuore a riposo possano
variare fra cinquanta e cento al minuto, negli
uomini in media la frequenza è di 72-76 pul
sazioni al minuto, mentre per le donne medie
è di 75-80. Se la frequenza di un cuore a
riposo è superiore ai cento battiti al minuto
vuoi dire che, sebbene si stia seduti, il cuore
sta lavorando alla velocità che dovrebbe ave
re se si stesse camminando. La maniera più
pratica per ridurre la frequenza del battito del
cuore a riposo, migliorandone la forza e l'ef
ficienza, è l'esercizio: è importante, però, non
strafare: lo sforzo che ciascuno deve compiere
per incominciare a migliorare la propria con
dizione cardiovascolare dipende in gran parte
dell'età e dall'effettivo grado di forma.
Esiste, però, un sistema attendibile e sicuro
per stabilire con esattezza quanto si dovrebbe
fare e cioè contare i battiti del polso prima,
durante e dopo ogni esercizio.
Esercizi di resistenza per il cuore e i polmoni
Prima fase: fìnta corsa sul posto. Questo
esercizio fa bene al cuore e ai polmoni quanto
l'andar fuori a fare una corsa e per la maggior
parte delle persone è assai più pratico. Chi non
è in buone condizioni incominci
tranquillamente senza sollevare troppo le
ginocchio. Forse all'inizio dell'esercizio non si
riuscirà ad andare oltre i 30 secondi, ma col
passare delle settimane aumenta la resistenza.
Si tenga presente che fino a quando non si
riesce a continuare per oltre due minuti, non si
produce alcun miglioramento significativo
nella propria condizione cardiovascolare. Si
mantenga il controllo del polso per essere certi
di non andare oltre la frequenza massima delle
pulsazioni correlate all'età e alle condizioni
fìsiche. Col miglioramento della forma,
sollevare di più le ginocchio e continuare al
proprio passo fino a quando si acquista la
capacità di correre sul posto per otto/dieci
minuti senza sforzo.
Seconda fase: prendere uno sgabello basso e
mettersi in piedi a circa 30 cm di distanza, con
le mani lungo i fianchi. Salirvi per 15 volte
portando avanti il piede sinistro e per 15 volte
col piede destro. Aumentare gradatamente il
numero di salite fino a un massimo di 30 con
ciascun piede; poi aumentare poco alla volta
l'altezza dello sgabello/ino a un massimo di
45 cm. Quando si riesce ad eseguire con
facilità, fare riferimento al tempo cercando di
continuare per sei minuti senza eccedere con
la frequenza del polso.
Terza fase: a questo punto è stata raggiunta
una forma migliore e, desiderandolo, si
possono combinare i due esercizi oppure
svolgere un 'attività all'aria aperta.
L"handicap' della forma rispetto alla
frequenza del polso è ora più basso e ci si
accorge di dover lavorare di più per
raggiungere quel livello del polso che occorre
per esercitare il cuore.
Quarta fase: bisogna ora cercar di ridurre il
proprio 'handicap' al valore più basso indicato
per il proprio gruppo di età. Si possono
effettuare a piacimento tutte le combinazioni
di esercizi di resistenza sia in casa che all'aria
aperta. A questo punto la forma conseguita
dovrebbe essere buona.
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