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I sintomi fisici causati da ragioni mentali sono noti col nome di sintomi psicosomatici o psicogenici: comprendono ulcere, coliti, asma, allergie, anoressia, sovralimentazione, le cefalee, la balbuzie.

I sintomi fisici causati da ragioni mentali sono noti col nome di sintomi psicosomatici o psicogenici: comprendono ulcere, coliti, asma, allergie, anoressia, sovralimentazione, le cefalee, la balbuzie.

Come molti altri problemi psicologici, l'ossessione può essere causata da ansia. Una persona veramente ossessionata si sente costretta a ripetere certe azioni, come rigirarsi alcune volte prima di chiudere una porta, anche se azioni del genere sono assai scomode ed evidentemente assurde. L'azione delle ossessioni è quella di stornare l'ansia. Come eliminare il blocco mentale Mentre un dottore in medicina può curare i sintomi e le malattie del corpo, ci vuole un metodo tutto particolare per venire a capo dei conflitti emotivi. Le persone che soffrono di fobie possono avere tanta paura, per esempio di topi, ragni, vasti spazi o folle, da essere presi dal panico o addirittura da ammalarsi. La fobia si comporta alla stregua di una specie di protezione della mente contro un problema emotivo più profondo con il quale la gente non riesce a venire a patti.

Le nostre menti si trovano ad essere costantemente sotto stress non solo per cause esterne (l'ambiente e le altre persone), ma anche per cause interne imputabili alle nostre reazioni emotive. I conflitti emotivi sono inevitabili, ma di solito si possono risolvere senza sforzo eccessivo. Tuttavia quando si cerca di evadere da quei conflitti, o di reprimerli, è possibile precipitare in una spirale discendente in cui peggiorano continuamente le condizioni fìsiche e mentali. I sintomi fisici causati da ragioni mentali sono noti col nome di sintomi psicosomatici o psicogenici: comprendono le ulcere, le coliti, l'asma, le allergie, l'anoressia (mangiare troppo poco), la sovralimentazione, le cefalee, la balbuzie, i disturbi mestruali e molti altri sintomi che non si immagina neppure possano essere psicosomatici come certi raffreddori. È anche possibile che le malattie di cuore e il cancro (le grandi malattie 'assassine' del secolo) siano in buona parte le conseguenze di sentimenti profondamente repressi e sepolti nell'incosciente. Sembra che l'uomo sia capace, in modo davvero sconvolgente, di modificare le reazioni chimiche del suo corpo e siamo ancora alla fase iniziale delle scoperte del 'come' e del 'quando'. Da un punto di vista mentale, gli psicologi classificano i disturbi mentali in molti modi, ma le categorie principali sono le nevrosi che, per quanto procurino notevoli sofferenze, non interferiscono con la capacità di un individuo di affrontare la maggior parte degli aspetti della vita, e le psicosi che, invece, sono causa di gravi interferenze e debolezza.

Gli stati di stress dovuti a problemi emotivi possono essere rivelati da una notevole varietà di disturbi della personalità. Una personalità debole, per esempio, è incapace di reagire allo stress e, anziché affrontare i problemi, non tenta neppure di resistere. D'altra parte la personalità paranoide è ipersensibile allo stress e reagisce in modo esagerato diventando sospettosa o gelosa. La personalità ossessiva coercitiva evita lo stress abbandonandosi a un rigido rituale quotidiano, per esempio vestendosi e preparandosi al lavoro tutte le mattine nello stesso, esatto ordine, perfino nei più piccoli dettagli. Disturbi della personalità di questo genere sono, però, solo esempi di casi estremi dei quadri di comportamento che molti sviluppano per fronteggiare gli stati di stress della vita: il bimbo che ha fame piange per attirare l'attenzione della madre; l'uomo d'affari deluso sfoga i suoi sentimenti aggressivi in qualche attività sportiva. I guai sopravvengono quando il tipo di comportamento adottato o è insufficiente per conseguire gli scopi che si erano prefissi, o non risolve il conflitto emotivo che si vorrebbe risolvere. A questo punto ne risente la condizione di salute generale e con essa anche il corpo. Nell'età adulta la condizione emotiva della salute dipende da molti fattori, compresi lo sviluppo mentale verificatosi nell'infanzia e i rapporti interpersonali. Sembra, però, che un importante fattore di base sia il modo in cui ciascuno valuta le proprie emozioni. Il primo passo verso una possibile soluzione di un problema emotivo è spesso costituito dal riconoscere quali sono Ì veri sentimenti nei riguardi di una particolare situazione. Se tali sentimenti vengono repressi e costretti nell'inconscio, è possibile che si vada instaurando uno stato di conflitto permanente e dannoso.

Prendiamo il caso della ragazza grassa, che mangia non per fame, ma perché si sente sola e infelice. Invece di affrontare il problema cercando di risolverlo, lo reprime. Forse vorrà spiegare su base razionale: «ho bisogno di cibo per tirare avanti»; o scaricare la responsabilità su altri: «mia madre mi ha sempre costretta a lasciare il piatto vuoto»; o negare la situazione: «non sono poi sovrappeso data la mia costituzione»; o illudersi: «questo abito nuovo mi fa sembrare davvero più snella»; o reagire per evitare una possibile soluzione: «sarei disposta ad acquistare una bilancia da bagno, ma non ci si può mai fidare di quegli apparecchi»; o trovare un'altra spiegazione per una delusione: «quell'uomo non si interessa affatto di me, ma presumo comunque che sia sposato». Analogamente un uomo che soffra di ulcera non può avere la minima idea di quello che sta alla base del suo problema, perché rifiuta di ammettere a se stesso che è pieno di risentimento nei confronti del suo direttore. Cosa succede se una schietta autovalutazione non consente di trovare una soluzione per un problema emotivo? Se il conflitto è abbastanza vecchio ed è sepolto abbastanza in profondità, il blocco può essere spostato solo da particolari procedimenti. Spesso però ci si pone il problema di come affrontare lo stress solo dopo che alcolici in abbondanza e tarmaci di tutti i tipi hanno dimostrato la loro insufficienza. Le pretese insistenti di teorici fra loro in concorrenza nel campo della psicoterapia possono anche spiegare in parte questo fenomeno.

Eppure alcuni tipi di psicoterapia moderna hanno percorso molta strada dai tempi in cui Sigmund Freud fondava il metodo della terapia analitica. Molte persone incominciano una psicoterapia dall'estremo più superficiale e finiscono per trovare che il sollievo finale è insito nelle profondità di trattamenti più esaurienti. Ma una terapia attiva, che si concentri su problemi correnti, spesso da risultati più rapidi che se si insiste su traumi subiti nell'infanzia. Un buon psicoterapista non è uno che predica o suggerisce o dice al paziente come organizzare la sua vita, ma uno che ascolta con mentalità aperta e tenta di dare a ciascuno l'occasione di risolvere i propri problemi. Egli non prescrive tarmaci o terapie di contrasto per affrontare i problemi emotivi, ne considera chi si rivolge a lui alla stregua di un essere umano inferiore. Nel corso di una sessione di cura, che può durare cinquanta minuti, egli lascia che il paziente dica tutto ciò che gli passa per la mente, per quanto schietto possa essere, allo scopo di capire le difficoltà individuali e, utilizzando l'esperienza acquisita da altri casi come pure da quello dinanzi a lui, di poter dare consigli pratici e utili indicazioni.

Oltre ai rapporti fra singoli paziente e psicoterapista molta gente trova sollievo nella terapia di gruppo. Questa assume forme diverse, ma ha lo scopo fondamentale di incoraggiare le persone ad aiutarsi l'una con l'altra, condividendo i propri problemi e sentendosi meno isolati. Riunioni di gruppo, che si stima siano state frequentate in America da circa due milioni di persone, si servono di una vasta gamma di metodi faccia a faccia per riuscire a penetrare nella guardia dei singoli inducendoli a esprimere i loro reali sentimenti. A un livello ancor più semplice, coloro che non vogliono inserirsi in situazioni tanto impegnative riescono non di rado a sfogare le proprie ansie semplicemente esponendole a interlocutori comprensivi e sensibili, come del resto ben sanno i sacerdoti e i medici di famiglia. Qualunque forma assuma, la psicoterapia comporta un viaggio di ritorno tipicamente individuale attraverso le barriere erette contro i sentimenti, spesso conseguenza di stress. Barriere del genere possono interessare sia il corpo che la mente e per questa ragione, se si vuoi dare un contributo durevole ai problemi emotivi, bisogna preoccuparsi di curare 'l'individuo nel suo insieme'. Piuttosto che far uso di tranquillanti per bloccare nel corpo gli effetti di fatti emotivi, con dannose conseguenze per la salute generale, o cercare di autoconvincersi per togliersi un problema, il modo migliore per affrontare un conflitto emotivo è quello di mettersi d'accordo con la parte più intima di se stessi.

L'ipocondriaco è convinto in permanenza di essere ammalato. Questa totale preoccupazione per la propria salute e la paura delle malattie e della morte è uno dei modi con i quali si esprime la massima insoddisfazione nei confronti della vita. L'ipocondriaco cronico è diffìcile da curare perché continua a cambiare il suo medico. Chi soffre di nevrastenia si lamenta di costante debolezza e affaticamento, ma, appena le cose incominciano ad andare meglio e diminuisce l'ansia, scompare anche la fatica. Un individuo prostrato dall'ansia non è sempre in grado di affrontare i propri problemi con l'energia necessaria e ha bisogno dell'aiuto di uno psicoterapista.





   

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