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Controllo di routine: ecco cosa può rilevare un dottore

Controllo di routine: ecco cosa può rilevare un dottore

II medico di famiglia, in parte psicologo, in parte agente investigatore, è abituato a valutare sia il corpo sia il suo proprietario che, forse, lo trascura. Le persone che ritengono di godere di buona salute sì curano poco del proprio benessere fisico: lo considerano una realtà che non si discute. Quando si trovano a dover ammettere l'idea della loro mortalità per esempio quando un loro amico, coetaneo e in apparenza sanissimo, muore improvvisamente può darsi che vengano risvegliati ad agire. Giureranno forse di dare un taglio ai cibi troppo pesanti o di far più esercizio fisico; magari chiameranno addirittura il loro dottore per sottoporsi ad un tardivo check-up. L'azione dettata dalla paura, forse attuata troppo tardi, non è evidentemente il modo migliore per amministrare una vita sana; e non si tratta solo del fatto che prevenire è meglio che curare. Curare non può essere possibile se si è abusato di un corpo per troppo tempo e questa è la ragione per cui migliaia di aziende in tutto il mondo tengono d'occhio i loro dipendenti con controlli fisici annuali.

Centri medici di screening, da lunga data operanti negli Stati Uniti, incominciano ora a sorgere anche in Europa. Due sono i sistemi principali di screening, entrambi destinati a scoprire i difetti nascosti nel modo di funzionare di un corpo. Una tecnica usata sempre più diffusamente è costituita da un questionario — spesso si tratta di un tipo idoneo per essere valutato da un calcolatore — che tocchi in dettaglio ogni aspetto pensabile dello stato di salute. Cronistoria della famiglia dell'individuo sotto esame, storia personale, malattie avute e descrizione di qualsiasi disturbo, le notizie possono servire come base per studi successivi da effettuarsi in anni futuri. Il procedimento del check-up più frequente è, però, una intervista personale col medico. Per una persona di media buona salute, il numero di domande e di prove può, all'inizio, mettere alquanto a disagio e tutto può sembrare più preoccupante di quanto sia realmente. L'atteggiamento migliore per il paziente è quello della completa sincerità: nulla che possa dire meraviglierà o scandalizzerà il medico. E i medici sviluppano una stupefacente capacità di leggere fra le righe. Il testo che segue, con le relative illustrazioni, è la registrazione sommaria di un'intervista abbastanza tipica. Il signor Robustelli è l'archetipo dei dirigenti industriali e ha quarantasette anni. Gli è stato consigliato di sottoporsi a un check-up perché un suo coetaneo è deceduto. In primo luogo il medico si presenta, invita il paziente a sedersi, fa qualche osservazione sul tempo per metterlo a suo agio e, dopo aver annotato alcuni particolari preliminari, inizia a porre domande: «Le farò alcune domande sulla sua famiglia: sono ancora vivi i suoi genitori?». «Mia madre ha settantasei anni e sta abbastanza bene. Mio padre morì a sessantadue anni, per infarto, credo». «Ha fratelli e sorelle?». «Un fratello più giovane e una sorella. Mio fratello maggiore morì l'anno scorso a cinquantun anni: fu un infarto». «È sposato?». «Sì, è il mio secondo matrimonio. Il primo finì con un divorzio dodici anni fa. La mia attuale moglie lavorava per me e ci siamo sposati poco dopo il divorzio».

Durante i primi minuti di convenevoli dell'intervista, il dottore aveva gettato uno sguardo rapido alle mani del paziente, alla sua pelle, agli occhi cercando eventuali indizi di disturbi, per esempio alla tiroide o al fegato: non vi sono segni di alcunché di grave, ma Robustelli appare molto pallido e stanchissimo. Il medico osserva che vi sono indizi di passati stress emotivi e la prematura morte del padre e del fratello bastano a indicare un curriculum familiare di malattie di cuore. «Ha mai sofferto di malattie gravi?». «No, non mi pare... però ho dovuto inghiottire del bario undici anni or sono per una indigestione, ma mi sono messo a regime e da allora non ho avuto altri disturbi». Il dottore sta rimuginando se la polvere di bario sia stata somministrata per controllare l'esistenza di un'ulcera: il fatto è avvenuto all'incirca al momento del divorzio. Di nuovo gli viene il sospetto di uno stato precedente di stress. «Vedo che lei è vicedirettore generale: ha, in questo momento, particolari difficoltà?». «Beh... il lavorare sodo non mi ha davvero mai spaventato. Certo, mi preoccupo per l'avvenire dell'azienda anche se ci stiamo sviluppando in nuovi settori dai quali, secondo me, dovremmo restar fuori». La risposta fa pensare al medico che vi siano dei giovani brillanti che stanno facendosi innanzi, forse minacciando la posizione di lavoro del paziente. «Deve viaggiare molto per i suoi incarichi?». «Un viaggio di una settimana, un paio di volte all'anno. In questo campo non ho nulla che mi preoccupi... del resto ho una segretaria di prim "ordine».

Il dottore si domanda se per caso il paziente ha una relazione: è spesso un fattore notevole di stress. Difatti i pensieri del paziente rivelano l'esistenza di una relazione — in atto già da sei mesi — con la sua segretaria, relazione che ha provocato alcune scenate traumatizzanti con sua moglie. «Lei fuma?». « Si » «Quante ne fuma?». «Troppe... circa trenta sigarette al giorno». Al dottore viene in mente un rapporto scientifico letto da poco, nel quale si stimava che Ì fumatori che confessano di fumare quindici sigarette al giorno, di solito ne fumano venti; confessandone venti-trenta al giorno, vuoi dire che ne fumano quaranta. Le dita di Robustelli, macchiate di nicotina, ben potevano farne un punto di rilievo nel quadro. «Quanto beve?». «È diffìcile da dire. Dipende dal lavoro e dalla pressione in genere; suppongo che tendo a bere di più quando sono sotto pressione». Ecco, di nuovo, una risposta vaga, sulla difensiva. Può darsi che indichi un problema latente di alcolismo.

«Si tratta di liquori, vino o birra?». «Beh... vino al pranzo, poi un paio di whiskies alla sera, e a fine settimana generalmente mi concedo qualche birra». Tutto questo non sembra costituire un problema, ma se si è trattato di un modo di vita per una ventina d'anni, può aver aiutato l'insorgere di disturbi al fegato e al cuore. «Che ne è del suo appetito?». «Beh... mi piace quello che mangio, ma cerco di stare attento; mangio piuttosto poco, ma non mi pare di perdere peso». Il dottore si accorge che Robustelli è un po' soprappeso e pensa che colpevoli ne siano, almeno in parte, dei grandi pranzi di lavoro. «Come dorme?». « In modo vario; quando dormo va tutto bene, ma trascorre parecchio tempo prima che io riesca ad addormentarmi». II dottore incomincia a tirare qualche conclusione a titolo approssimativo: una certa autodelusione in fatto di cibo; alcune vaghe preoccupazioni; qualche difficoltà col sonno; fumatore e bevitore piuttosto pesante. E si tratta di reazioni tipiche agli stress che spesso precedono disturbi cardiaci. «Pratica esercizi fisici?». «Vorrei avere il tempo per farne di più, ma mi mantengo in discreta forma giocando a golf e tagliando il prato del giardino». «Soffre, per caso, di qualche male o doloretto, quando si sforza?». «Non ho più il fiato che avevo: mi manca un po' di respiro quando corro a prendere il treno; ma nessun dolore». «Molto bene, signor Robustelli, penso proprio di non aver più nulla da domandarle. Allora posso darle un'occhiata? Si spogli, la prego, fino alla vita». L'esame fisico generalmente ha inizio col dottore che segna la statura e il peso del paziente. Annota anche se si vede una tonalità azzurrastra della pelle (indizio di disturbi cardiaci) e adopera un calibro per misurare lo spessore della piega di pelle, onde stabilire il grado di obesità.

Indizi rivelatori della condizione del sistema cardiovascolare saranno rilevati dall'aspetto delle mani e delle unghie del paziente nonché dalle rughe sulle mani e agli angoli degli occhi. Vengono poi esaminati gli occhi di Robustelli mediante un oftalmoscopio, non per effettuare un controllo della vista, ma perché l'occhio è l'unico punto del corpo nel quale i vasi sanguigni possono essere osservati direttamente. Il battito del polso sarà poi una guida per valutare la velocità e il ritmo del cuore stesso. Quest'ultima osservazione gli consentirà anche di accorgersi di un eventuale indurimento delle arterie che, in casi avanzati, si possono sentire come fossero dei pezzi di filo di ferro. La pressione del sangue di Robustelli viene poi misurata con uno sfigmomanometro, che porta una scala a mercurio collegata a un manicotto gonfiabile che il dottore sistema attorno al braccio e riempie d'aria. A mano a mano che scarica lentamente la pressione, ascolta attraverso un fonendoscopio premuto su un'arteria all'altezza del gomito e prende nota del livello della pressione al quale riappare il battito arterioso.

Rileva anche la pressione minima del sangue, cioè ' quella esistente durante l'azione di pompaggio del cuore e la fase di rilasciamento miocardico. Queste due letture si chiamano rispettivamente livelli di sistole e di diastole. Un buon valore medio sarebbe di 120/80 mm di Hg. I dati per Robustelli sono 145/95, quindi alti. Proseguendo nel suo lavoro di controllo del sistema cardiovascolare di Robustelli, il dottore prende nota sia della forma generale e dell'espansione del torace del paziente sia della posizione del cuore. Per fare ciò, percuote la parete toracica con le dita e poi, con lo stetoscopio, cerca di percepire eventuali rumori o mormorti che indichino disfunzioni delle valvole del cuore. Il tipo di mormorio, in relazione con i suoni del cuore, fornisce valide notizie sullo stato delle valvole. il battito cardiaco di Robustelli ha un carattere di spinta, indicativo di qualche ingrossamento; ma un controllo delle caviglie non rivela alcun indizio di quel rigonfiamento che potrebbe essere sintomo di disturbi cardiaci. Il dottore si sposta poi ad osservare il sistema respiratorio rendendosi conto dello stato dei suoi polmoni picchiettando con due dita per auscultare il torace; con lo stetoscopio può ascoltare i rumori prodotti dall'aria che entra nei polmoni e ne è espulsa e si accorge di ogni eventuale diversità dal suono normale.

Il controllo dell'apparato digerente incomincia dai denti e dalla bocca. Servendosi di una spatola, il dottore comprime la lingua, abbassandola per poter esaminare la zona posteriore della gola e le tonsille. Durante l'esame dell'addome di Robustelli il dottore tasta il fegato per vedere se per caso non sia troppo ingrossato. Esegue anche un controllo dei reni e della milza e accerta che in nessuno degli organi addominali vi siano strappi. Esamina, quindi, i testicoli per assicurarsi che non siano gonfi e, per finire, la ghiandola prostatica. Ora il dottore, rivolgendo la sua attenzione al sistema nervoso centrale del paziente, ne accerta il tono muscolare generale e l'agilità, e ne saggia i riflessi, generalmente picchiando sulla gamba appena al di sotto della rotula. Controlla quindi il naso e le orecchie adoperando un otoscopie per osservare i timpani. Un campione di sangue analizzato in laboratorio consentirà di ricavare un maggior numero di dati, magari confermando alcuni dei disturbi suggeriti dall'esame fisico. Un campione di urina si analizza per il contenuto in zuccheri e albumina onde essere certi che non vi sia tendenza al diabete.

Per finire vengono fatti una radioscopia e (poiché vi sono già significativi indizi di disturbi cardiaci) un elettrocardiogramma per valutare il quadro dell'attività del muscolo cardiaco. L'ECG traccia un grafico che, di solito, è rivelatore di qualsiasi sforzo o malattia del cuore ed è di fondamentale importanza quando vi è il seppur minimo sospetto che il rifornimento del sangue al cuore sia scarso. Nel caso di Robustelli la lettura indica qualcosa di lievemente anormale: sintomo precoce di una malattia di cuore. Con in mano tanti dati e tante notizie, il dottore può ora tirar le somme sulle condizioni di salute del paziente e dargli dei consigli. Gli raccomanda di introdurre qualche cambiamento nel suo regime di vita perché così presenta troppi elementi di pericolo che si compendiano in un rischio coronarico. È un fumatore, il suo peso è eccessivo di circa 9 kg e la sua pressione sanguigna è assai vicina al limite superiore del valore normale. E poi c'è una tradizione di malattia di cuore nella sua famiglia. Tutti questi fattori, presi nel loro insieme, fanno pensare che egli abbia una probabilità superiore alla media di subire un attacco di cuore nei prossimi anni. Il suo cuore, pur se al presente sopporta abbastanza bene le fatiche che gli sono imposte, è leggermente dilatato e questo significa che la sua efficienza risulta già deteriorata. Quantunque Robustelli si sia deciso a presentarsi per un check-up per ragioni più di preoccupazione che di prudenza, egli ora è sorpreso e costernato e, notando il suo abbattimento, il dottore gli dedica alcuni minuti per rassicurarlo.

Gli dice che non c'è alcuna ragione per pensare che non gli sia possibile continuare a vivere una vita normale, attiva e anche piacevole: i cambiamenti che deve fare sono relativamente secondari. Gli raccomanda vivamente di ridurre il fumo o di rinunciarvi. Gli dice come può perdere un po' di peso e come cercare di ridurre il contenuto di grasso nel sangue attenendosi a un regime alimentare che contenga pochissimi grassi animali; gli suggerisce anche di far un po' più di esercizio fisico.





   

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