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Ulcera Gastroduodedale: cause e cure

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Ulcera Gastroduodedale: cause e cure

Di ulcera oggi si può guarire per sempre in una settimana. Si è infatti scoperto che in 9 casi su 10 a provocare l'ulcera è un batterio, l'Helicobacter pylori, che può essere debellato dalla terapia antibiotica. Fino a pochi anni fa l'ulcera poteva solo essere curata con una terapia a base di farmaci antisecretori i quali, non agendo sulla causa della malattia, dovevano essere assunti per periodi di tempo molto lunghi, senza peraltro condurre alla guarigione dell'ulcera. Appena si interrompeva la cura, ricomparivano puntualmente i sintomi. La terapia antibiotica mirata è ora in grado di debellare l'infezione e l'ulcera scompare per sempre.

La sconfitta dell'Helicobacter pylori è anche considerata una pietra miliare contro il cancro dello stomaco, poiché la gastrite cronica atrofica, provocata dal batterio, favorisce la comparsa di questo tumore. Debellando l'infezione si elimina anche questo rischio.

HELICOBACTER PYLORI
Cos'è?
L'Helicobacter pylori è un germe patogeno a forma di spirale che vive tenacemente annidato nella mucosa gastrica, sotto il muco che riveste la parete dello stomaco. Grazie ad estesi studi istopatologici, il mondo scientifico ha definitivamente riconosciuto che l'infezione gastrica da Helicobacter pylori rappresenta la più comune causa dell'ulcera, sia gastrica che duodenale.
Questo batterio è caratterizzato da singolari proprietà, che gli permettono di sopravvivere in un ambiente tanto ostile quale l'elevata acidità dello stomaco e di rimanere saldamente ancorato alle cellule della mucosa gastrica. infezione gastrica da Helicobacter pylori è sempre associata alla gastrite cronica ed all'ulcera peptica, in un'elevata percentuale di casi. Il batterio può essere presente anche in soggetti asintomatici. Infatti, non tutte le persone infette accusano sintomi, ma tutti mostrano modificazioni a carico della mucosa gastrica (Gastrite Cronica Superficiale).

L'infezione cronica da Helicobacter pylori è stata anche chiamata in causa nella patogenesi del carcinoma e del linfoma gastrico. Nel 1994, l'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro ha stabilito una relazione causale tra infezione da Helicobacter pylori e cancro gastrico, tanto da far pensare che prevenzione e trattamento dell'infezione potessero ridurre la frequenza di cancro gastrico. Attendibili indagini epidemiologiche, documentate da qualificate pubblicazioni sull'argomento, indicano che l'infezione gastrica da Helicobacter pylori si riscontra nel 40% della popolazione: praticamente in due persone su cinque, e colpisce ogni classe di età. Il batterio si trasmette facilmente per via oro-orale e oro-fecale, quindi, molto spesso, si trovano soggetti infetti tra mèmbri dello stesso gruppo familiare, bambini inclusi. L'eradicazione di questa seria infezione assume pertanto una indiscutibile rilevanza clinica e profilattica, sia nei soggetti sintomatici sia in quelli asintomatici. Il medico curante stabilirà quale misura prendere per l'eradicazione del batterio, che consiste generalmente in un trattamento per via orale a base di antibiotici, antibatterici e farmaci antisecretori, della durata di una o due settimane.

Come accertare l'infezione gastrica Esistono differenti opzioni per diagnosticare l'infezione gastrica da Helicobacter pylori.

Ognuna di esse ha la sua validità ed una sua precisa indicazione. Tutte presentano comunque una buona sensibilità e specificità.

Esame istologico L'esame istologico, mediante particolari colorazioni, viene eseguito su biopsia gastrica prelevata in corso di gastroscopia.

Esame mediante CLO test Viene eseguito su biopsia gastrica prelevata in corso di esame gastro-scopico per testare l'attività ureasica propria del batterio (l'Helicobacter pylori produce l'enzima ureasi, che trasforma l'urea in ammoniaca e anidride carbonica). Tale test permette, mediante il viraggio di colore del substrato, di identificare rapidamente una infezione elicobatterica in atto.

Esame Sierologico Permette di testare la presenza di anticorpi (IgG) circolanti diretti contro il batterio. Richiede un prelievo di sangue e diagnostica l'avvenuta esposizione del soggetto al batterio.

Consente di individuare la presenza dell'antigene del batterio nelle feci del paziente. Se l'esame viene effettuato entro 48 ore le feci vanno mantenute in frigorifero tra 2° - 8°C. Anche per il trasporto vale questa norma. Se si prevede di effettuare l'esame dopo le 48 ore le feci devono essere immediatamente congelate a -20°C.

Esame mediante C Urea Breath Test Il test sull'espirato (Breath test) è considerato il mezzo più semplice e innocuo per accertare l'infezione gastrica da Helicobacter pylori. Questo test garantisce inoltre, tra quelli attualmente disponibili, la più elevata accuratezza diagnostica. Il Breath test si basa sulla capacità del batterio di metabolizzare rapidamente l'urea in ammoniaca e C02 (anidride carbonica). L'urea marcata con l'isotopo 13 del carbonio (non radioattivo e presente in natura) viene somministrata per bocca e, attraverso l'espirato, si può misurare la eliminazione di C02 marcata, mediante spettrometria di massa. Il paziente deve soffiare in una provetta subito prima di ingerire l'urea marcata e soffiare in una seconda provetta, mezz'ora dopo l'assunzione della sostanza. La spettrometria di massa misura la differenza esistente tra la C02 marcata, espirata prima dell'ingestione della 13C urea, e la C02 marcata espirata dopo mezz'ora dalla ingestione della 13C urea. Se non vi è differenza tra le due misure significa che non c'è infezione. Se lo strumento riscontra una differenza superiore al 3,5%o tra le due misure, significa che c'è infezione. L'esame è quindi di una elementare semplicità e senza alcun disagio per il paziente. Inoltre l'espirato può essere conservato nelle provette per 90 gg a temperatura ambiente e non richiede specifiche particolari per il trasporto.





   

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