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La crescita: dall'embrione alla maturità

La crescita: dall'embrione alla maturità

Si tratta di un processo tanto sociale quanto fisico. La velocità di crescita dell'essere umano è massima nell'embrione che fra la terza e la quinta settimana raddoppia le sue dimensioni raggiungendo cm 1,5. Si tratta di una esplosione di crescita che in tutta la vita dell'individuo non sarà più uguagliata: sarebbe come se un bimbo ai primi passi crescesse in due settimane per diventare come un bimbo di 10 anni. La velocità di crescita dell'individuo va gradatamente diminuendo; c'è, è vero, uno scatto durante la pubertà quando sia la statura che il peso aumentano rapidamente, quando cioè le ghiandole sessuali appena attivate secernono gli ormoni che determinano la maturità fìsica; nella tarda adolescenza, però, si affievolisce fino a che ogni crescita si arresta.

I genitori sono veramente affascinati dal processo della maturazione. A ciascuna età possono confrontare statura e peso con le tabelle dei valori normali", per verificare il progresso. È altrettanto semplice, ma più interessante tracciare in diagramma l'andamento dei cambiamenti in termini di crescita. La curva dell'andamento di crescita indica bene la straordinaria diversità presente nei ritmi secondo i quali maturano gli individui di una stessa famiglia. Se tracciata con sufficiente accuratezza, e a intervalli di tempo sufficientemente brevi, può perfino mostrare come una malattia, per esempio il morbillo, possa rallentare la crescita e come a questo fatto faccia seguito un periodo di ricupero mentre il corpo si riassesta. Per stabilire con cura se lo sviluppo di un bambino procede bene un medico ne determina la struttura del corpo, la distribuzione del grasso e della muscolatura come pure la dimensione e le misure degli arti; ne stabilisce anche la maturità sessuale (una preziosa indicazione per le ragazze nel loro primo periodo mestruale, detto monarca, dopo il quale restano loro ancora in media 5 cm da crescere). Nella crescita il fattore più importante è l'ereditarietà: di solito genitori alti hanno figli alti e genitori bassi hanno figli bassi, anche se ogni profezia fissa è sempre pericolosa. Non è mai cosa certa l'avere o non aver raggiunta la statura potenziale, poiché molti sono i fattori che intervengono. Le malattie possono ritardare la crescita; la malnutrizione o la carenza di vitamine possono influire sul risultato finale (un pericolo oramai quasi eliminato in Occidente). C'è poi l'esercizio fisico che è fattore vitale, ma è ben raro che i bambini, a questo proposito, abbiano bisogno di essere incoraggiati.

La coscienza di se stesso in un bimbo di solito è già ben affermata all'età di tre anni. Fra i tre e i cinque anni fa la sua comparsa la sessualità infantile insieme a una preferenza rivolta al genitore di sesso opposto. All'incirca a sei-sette anni va scomparendo la sessualità precoce<> dei primi anni e il fanciullo presenta un sensibile progresso verso la realtà: in genere si comporta meglio-, impara con maggior facilità un comportamento sociale e incomincia a sviluppare interessi e legami emotivi al di fuori dell'ambito famigliare. Sia i ragazzi che le ragazze reagiscono al loro precedente attaccamento al genitore di sesso opposto denigrandosi l'un l'altro: il ragazzo considera le ragazze inferiori e stupide, mentre la ragazza vede nei ragazzi solo l'aspetto violento e spiacevole. L'emancipazione parziale del fanciullo dalla dipendenza dai genitori consente di impartirgli una istruzione formale come pure di infondergli una certa capacità di autocritica. Con il raggiungimento della pubertà, fra gli undici e i quindici anni, la sessualità soppressa dell'infanzia riappare in modo spiccatissimo. Nei due sessi la masturbazione è frequente e il fatto che il fanciullo non sappia considerare il sesso una cosa normale — forse per la disapprovazione dei genitori — è stato dimostrato essere in rapporto, in misura notevole, con disturbi nevrotici che si riveleranno più avanti nella vita. Nei due sessi, ma soprattutto nelle ragazze, compare una nuova preoccupazione per il proprio aspetto.

Le crisi spingono a un ritorno ai conflitti emotivi e alle rivalità sessuali del periodo precedente, dando ' origine a quella contestazione imbronciata e alla insubordinazione così tipica di tanti giovani fra i tredici e i quindici anni. Più tardi, fra i quindici e i vent'anni, l'antagonismo verso i genitori assume spesso la forma di adesione a convinzioni politiche o religiose che consentono all'adolescente di esprimere i suoi sentimenti contraddittori più coscienti. Anche se ciò non accade, tutti gli adolescenti all'approssimarsi della maturità devono emanciparsi dai propri genitori per poter instaurare quel rapporto responsabile dell'uno verso l'altro, specialmente con l'altro sesso, che noi consideriamo essere l'indizio principale di una vera maturità. Il bisogno di affermare la loro mascolinità, disprezzano tali comportamenti Sformano gruppi più attivi ed estroversi. A quattordici anni le ragazze risultano più mature dei maschi; si truccano e palesano un certo interesse per l'altro sesso.





   

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