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All'apparato immunitario è quindi devoluto il compito di sorveglianza e di riconoscimento tra costituenti propri dell'organismo e sostanze estranee a esso.

All'apparato immunitario è quindi devoluto il compito di sorveglianza e di riconoscimento tra costituenti propri dell'organismo e sostanze estranee a esso.

Quando nell'antichità la peste colpi Atene, gli individui sopravvissuti, sapendo che non si sarebbero più ammalati si dedicavano alla cura degli ammalati. Erano, cioè, diventati immuni. La parola immunità significò pertanto in origine la facoltà che hanno certi organismi di non sentire l'azione di date cause morbigene. Di conseguenza lo studio del meccanismo di tale immunità è stato per molti anni l'oggetto precipuo dell'immunologia. Come certe persone possono essere esenti dall'obbligo di pagare determinate imposte o, ancora, di prestare servizio militare così, chi era sopravvissuto alla peste, al vaiolo o a qualunque altra forma infettiva epidemica, era considerato preservato dalle ricadute, cioè un soggetto immune.
Successivamente si fecero dei tentativi per immunizzare gli uomini contro il vaiolo. Tale pratica era la cosiddetta vaiolazione. Coloro che volevano proteggere Ì propri familiari o se stessi dalla malattia seguivano un sistema assai curioso: fiutavano della polvere ottenuta dalla frantumazione di croste di vaiolo preventivamente fatte seccare come se si trattasse di tabacco. Voltaire racconta che un altro metodo era quello di inoculare del liquido prelevato da una pustola di vaiolo. Alla fine del xvm sec. Edward Jenner migliorò questa pratica profilattica inoculando pus proveniente da una pustola di vaiolo bovino o vaccino. La sua fu una scoperta empirica, basata sulla osservazione e confermata dalla pratica. Egli aveva scoperto come l'immunità poteva essere indotta artificialmente ma non era in grado di spiegare scientificamente «come» e «perché» ciò avvenisse.

Più tardi la scoperta del microscopio, uomini illustri come Pasteur e le prime osservazioni sui microrganismi consentirono acquisizioni scientifiche di fondamentale significato. Per Pasteur la parola immunità esprimeva il processo biologico che rende gli organismi capaci di difendersi spontaneamente o grazie ai poteri acquisiti contro l'attacco dei microbi, dei virus e delle loro tossine. Da semplice stato, l'immunità è diventata un processo biologico.
Il complesso mondo dell'immunità cellulare, degli antigeni e degli anticorpi era ancora tutto da scoprire. Con il progredire delle conoscenze questo mondo è venuto sempre più precisandosi in tutta la sua complessità. Cosi si è visto che la difesa delle malattie infettive era solo uno, e nemmeno il più importante, dei compiti dell'apparato immunitario. Il campo delle ricerche si è andato quindi sempre più estendendo, arricchendosi di molte nuove acquisizioni. Attualmente al sistema deputato all'organizzazione dei meccanismi immunitari viene attribuito il compito più generale di difendere l'integrità dell'organismo, non solo nei confronti di agenti esterni ma anche di agenti endogeni (quali, ad es., le mutazioni somatiche), che tenderebbero a modificarne l'individualità.

All'apparato immunitario è quindi devoluto il compito di sorveglianza e di riconoscimento tra costituenti propri dell'organismo e sostanze estranee a esso (self e not self secondo la terminologia anglosassone). Una volta riconosciuta Festraneità, spetta ancora al sistema immunitario prendere le misure adatte alla difesa, eliminando tali costituenti abnormi. Si può dunque definire l'immunità come l'insieme dei meccanismi biologici che consentono all'organismo di salvaguardare la propria individualità e integrità. Questo impegno costantemente assolto di difesa della propria individualità porta a paragonare l'organismo a una fortezza, una fortezza superbamente munita contro la quale si infrangono le migliaia, Ì milioni di attacchi che le vengono dall'esterno. Ma, non appena un estraneo penetra nella fortezza, scatta un complesso sistema d'allarme. Quando la scolta di guardia avvista un «antigene», la difesa è immediata: colonne di soldati (gli anticorpi) si precipitano contro il nemico, l'arma in pugno. Si tratta di neutralizzare l'inopportuno, e bisogna far presto! Il fenomeno base dell'immunità è proprio questo: l'organismo vivente risponde all'introduzione di una sostanza estranea con vari processi che hanno lo scopo di eliminare o neutralizzare questa sostanza e di mantenere l'integrità dell'individuo. Tuttavia il conflitto fra l'antigene estraneo e le reazioni immunitarie che esso suscita, oltre a realizzare le finalità di difesa può provocare reazioni nocive (nella fortezza i soldati sono impazziti), stati di ipersensibilità, incidenti anafilattici o allergici.
Supponiamo, ad es., che siate allergici alle fragole. Siamo d'estate, le fragole, mature al punto giusto, tentano la vostra gola e, una dopo l'altra, ne mangiate un bei numero. I frutti, arrivati nello stomaco e nell'intestino, vengono digeriti e trasformati in sostanze semplici delle quali alcune sono polipeptidi. È proprio sotto forma di polipeptidi che le molecole nocive (per voi) delle fragole passano in circolo. Quello che avviene poi è estremamente complesso e ancora non del tutto chiarito: attraverso quale meccanismo queste molecole agiscono nel vostro organismo e con quali sostanze entrano in reazione? Questo è il retroscena estremamente complesso dell'allergia. Date le caratteristiche dell'opera che deve essere soprattutto pratica e utile ai non specialisti, non possiamo scendere troppo nei particolari e addentrarci nel dedalo dei fenomeni allergici. Non pensereste che abuserei un po' della vostra pazienza se vi dicessi: «La degranulazione dei mastociti avviene quando gli anticorpi omocitotropi, che vi si trovano fissati, si legano a una antiimmunoglobulina bivalente del tipo anti-IgE con formazione di legami crociati»?
Cerchiamo dunque di essere più semplici e, lasciando ai medici la loro complessa terminologia, vediamo di capire a fondo l'intima natura dell'allergia. Torniamo allora alle fragole che sotto forma di polipeptidi navigano nel vostro sangue. Riconosciuta l'estraneità di quelle molecole, l'organismo reagisce immediatamente formando gli anticorpi cui spetta il compito di difendere la sua integrità. A questo punto un particolare tipo di cellule libera in maniera anormale una speciale sostanza (Vistammo) che è responsabile di tutta quella serie di fenomeni che sta alla base delle cosiddette malattie allergiche.

L'istamina provoca una contrazione della muscolatura liscia dei bronchi che rende difficile la respirazione; inoltre stimola un'ipersecrezione delle ghiandole mucose che riversano il loro secreto nel lume bronchiale rendendo ancora più arduo il problema della respirazione. L'istamina agisce pure sui piccoli vasi dilatandoli e aumentando la loro permeabilità con conseguente ipotensione. Nei casi più gravi la forte caduta di pressione si accompagna a fuoriuscita di plasma e di elementi corpuscolati dai capillari. A seconda dei distretti interessati si hanno manifestazioni e quadri clinici differenti: a livello cutaneo si ha comparsa di eritemi e di ponfi; nel naso una congestione dei turbinati ostacola il passaggio dell'aria (rinite allergica) e lo stesso dicasi quando, sulla base di turbe funzionali, si ha un restringimento del lume dei bronchioli (e questo è tipico dell'asma bronchiale). Ogni soggetto allergico presenta un limite di resistenza una soglia di fronte all'antigene che l'aggredisce. Tornando all'esempio precedente, se aveste mangiato solo qualche fragola, forse non avreste avuto alcun disturbo; solo superando un certo limite cominciano i fastidi. Questa soglia varia a seconda degli individui e delle circostanze e numerosi fattori esterni agiscono su di essa elevandola o abbassandola. Una stessa quantità di antigene può avere un giorno un effetto disastroso sul vostro organismo, un altro giorno un effetto assai modesto e un'altra volta ancora può non essere quasi avvertibile. La componente psichica ha una parte di notevole rilevanza nelle crisi allergiche.

Altri fattori hanno un'indiscutibile incidenza, per quanto difficilmente determinabile, come la fatica, la malnutrizione, il tabacco, ecc. Un altro elemento importante che contribuisce a far variare la soglia dell'allergia, è un'allergia addizionale che viene a sommarsi alla prima: ad es., se siete non solo allergico alle fragole ma anche al pelo di gatto. La maggior parte dei malati allergici soffre pure di allergie «parallele».





   

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