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L'insonnia può essere un sintomo di diverse condizioni patologiche, psichiche o fìsiche inoltre l'insonnia può accompagnare alcune malattie del sistema nervoso o altre gravi patologie che colpiscono il nostro organismo.

L'insonnia può essere un sintomo di diverse condizioni patologiche, psichiche o fìsiche inoltre l'insonnia può accompagnare alcune malattie del sistema nervoso o altre gravi patologie che colpiscono il nostro organismo.

L'insonnia può essere un sintomo di diverse condizioni patologiche, psichiche o fìsiche, oppure un segno di alterazione di un equilibrio ambientale e situazionale. Questo disturbo è la difficoltà di dormire in modo regolare e soddisfacente, può essere provocato da diversi fattori e manifestarsi in varie forme: una riduzione spiacevole del tempo del sonno stesso, difficoltà ad addormentarsi, frequenti risvegli nel corso della notte, risveglio anticipato al mattino. La qualità del sonno deve essere considerata il barometro dello stato di salute del nostro cervello. Si tratta di una relazione evidente se si pensa che generalmente il giovane dorme meglio dell'anziano e l'anziano sano meglio dell'anziano con qualche problema d'ordine neurologico. Per esempio, è da osservare che i sintomi più comuni nei primi stadi del morbo di Alzheimer sono proprio i disturbi del sonno. E interessante anche osservare che se da una parte l'insonnia è espressione di altre patologie, d'altra parte può diventarne essa stessa una causa. I cattivi dormitori infatti possono pagare uno scotto in termini di mortalità e morbilità per cardiopatie ischemiche e ictus.

L'insonnia, disturbo tipico degli anziani, è diventata oggi un fenomeno di vaste proporzioni che colpisce sempre più frequentemente anche sotto i 30 anni di età. Lo stress, la competitività, il ritmo frenetico della vita quotidiana sono tra le cause di questo circolo vizioso. Quando ci riferiamo all'insonnia dobbiamo innanzitutto chiarire bene quale fase del nostro riposo viene maggiormente turbata. Infatti, molte persone hanno difficoltà ad addormentarsi oppure si lamentano di avere un sonno troppo leggero, altri ancora un riposo interrotto da numerosi risvegli.

Dobbiamo, però, distinguere le cosiddette "insonnie transitorie", occasionali, dalle "insonnie persistenti". Le prime possono originare da un periodo di stress particolar-mente intenso o dall'acquisizione di uno stile di vita disordinato. Le seconde, invece, possono rappresentare il primo sintomo di problemi della sfera emotiva e psicologica.

L'insonnia può infine accompagnare alcune malattie del sistema nervoso o altre gravi patologie che colpiscono il nostro organismo. Si tratta di un disturbo che non può essere oggettivato, ma può essere identificato in un "non sufficiente riposo", sia perché non adeguatamente protratto, sia perché qualitativamente incapace di ristorare la psiche e il corpo dell'individuo. Come vedremo, stress, ansia, depressione, ma anche abuso di alcool, fumo, ipertensione, possono scatenare l'angoscia delle notti bianche. L'insonnia non è quindi una vera e propria malattia, ma un sintomo e può essere considerata il campanello d'allarme per fare indagini più approfondite.
Spesso è possibile sconfiggerla curando problemi nascosti (ansia, malattie organiche ecc.). L'accusare disturbi del sonno può essere un sensibile rivelatore di disagi psicofisiologici, ma anche di cattive abitudini. Parlando di insonnia, come abbiamo detto, è importante distinguerne il tipo.

Come si può intuire, l'insonnia non deve essere sottovalutata perché può trascinare in un circolo vizioso in cui i disturbi provocati dal sonno perduto provocano a loro volta insonnia. Prima di avventurarci verso la ricerca delle soluzioni che possono rimuovere le cause dell'insonnia è bene perciò esaminare gli importanti traguardi raggiunti oggi dalla scienza nella comprensione di quei meccanismi che regolano il sonno. Sonno e veglia sono determinati da equilibri funzionali diversi tra strutture prevalentemente localizzate nel tronco cerebrale: nel secondo caso prevalgono funzionalmente le strutture che sostengono la veglia.

I rapporti tra sonno e veglia possono essere disturbati a causa di una disfunzione primaria dei centri che li regolano, ma più frequentemente sono compromessi in via secondaria da condizioni patologiche di natura neurologica, medica o psichiatrica (come, ad esempio, le insonnie). C'è chi dorme poco e male, e chi dorme troppo, chi dorme quando dovrebbe stare sveglio ed è ineluttabilmente sveglio quando dovrebbe dormire, e chi durante il sonno presenta manifestazioni anomale (come, ad esempio, gli incubi). Si delineano così le quattro categorie di disturbi del sonno e del risveglio considerate nella classificazione proposta nel 1979 in America dall'Association of Sleep Disorders Centers, associazione dei centri per i disturbi del sonno: disturbi dell'inizio e del mantenimento del sonno o insonnie; disturbi da eccessiva sonnolenza diurna o ipersonnia; disturbi del ritmo sonno-veglia; disturbi associati al sonno, a stadi del sonno o a risvegli parziali, chiamati para-sonnie.

Sonno e veglia rappresentano quindi due facce della stessa medaglia: se una viene disturbata, anche l'altra ne risente. Cosi, se una persona dorme poco o male durante la notte avrà sonnolenza durante il giorno e, di conseguenza, una veglia disturbata. La vita moderna aumenta lo stato di tensione e di preoccupazione della gente, che è costretta a ritmare la propria vita secondo tempi precisi e ad apprendere metodologie e tecniche operative sempre più complicate. Basti pensare, ad esempio, ai turni variabili di lavoro applicati da alcune industrie ed alla diffusione dell'uso del computer. La necessità di adeguarsi alle esigenze sociali, rappresenta, inoltre, uno stimolo non indifferente ad accrescere l'ansia, che, come da sempre noto, è nemica del sonno. Nelle aree metropolitane dell'Occidente, circa un terzo della popolazione ha problemi di sonno e metà di questo terzo ritiene di avere problemi importanti e persistenti. Per tali motivi, negli ultimi anni si è diffuso l'uso, spesso anche eccessivo, di ipnotici. A tale proposito due punti vanno sottolineati. Il primo è che il sonno, come tutte le funzioni fisiologiche, può essere facilitato o ostacolato dal nostro comportamento quindi seguire adeguate norme di igiene del sonno è importante e in taluni casi sufficiente a risolvere le difficoltà del dormire. Il secondo punto è che, una volta deciso il trattamento farmacologico per l'insonnia di un certo paziente, i farmaci vanno scelti con oculatezza sulla base della sua situazione cllnica. I farmaci più largamente utilizzati sono gli ipnotici che appartengono per lo più alla classe delle benzodiazepine.

Recentemente è stato posto in prontuario in Italia un derivato (zolpidem-emitartrato) di un'altra classe di farmaci, le imidazopiridine. E sicuramente altre classi di farmaci si profileranno all'orizzonte nei prossimi anni. Ma vogliamo ricordare ancora una volta che in molti casi sono le tensioni psicologiche dovute allo stress a disturbare il riposo notturno causando difficoltà ad addormentarsi o risvegli precoci. Prima di ricorrere al medico sarebbe quindi bene farsi un esame di coscienza per capire cosa bisogna modificare nella vita che conduciamo, se è il caso di non prendersela troppo per quei piccoli problemi di ogni giorno che finiscono col danneggiare la qualità della vita.

Ma non e soltanto l'ansia che può disturbare il sonno: non raramente intervengono anche fattori somatici. Cosi, una cattiva respirazione ed in particolare le apnee ostruttive, di cui il russare abituale è il primo stadio, può essere causa di una frammentazione del sonno, che diventa di conseguenza poco riposante e tende a prolungarsi anche durante le ore diurne determinando sonnolenza e intrusione di periodi di sonno o ipersonnia diurna. La cattiva respirazione durante il sonno è prima o poi causa di alterazioni cardiocircolatorie (ipertensione, disturbi del ritmo cardiaco, riduzione dell'ossigeno nel sangue) che possono essere causa di lesioni ischemiche, miocardiche e cerebrali.

Certamente i disturbi del sonno non sono rappresentati unicamente dall'insonnia derivante dall'accresciuto stato di ansia, dall'ipersonnia e dai disturbi cardiocircolatori correlati all'alterata respirazione morfeica (Morfeo era il piccolo Dio classico del sonno), ma certamente queste due condizioni sono quelle di più frequente riscontro. È importante infine considerare il sonno come un farmaco potente e privo di controindicazioni.

Mentre si dorme, nell'organismo si innescano meccanismi in cui è coinvolta la produzione di sostanze, come il cortisone l'ormone della crescita, necessari per assicurare un buono stato di salute e un insostituibile recupero delle forze fisiche e psichiche.





   

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