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L'ipertensione venosa può essere provocata da cause diverse:valvolari, arteriose, meccaniche, traumatiche.
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L'ipertensione venosa può essere provocata da cause diverse:valvolari, arteriose, meccaniche, traumatiche.

La circolazione venosa normale è un sistema complesso nel quale entrano in gioco le pareti delle vene, le valvole e la pressione all'interno di questi vasi. Quando fate un dolce, sapete che occorre mescolare zucchero, uova, farina e altri ingredienti necessari in proporzioni esattamente definite: variando queste proporzioni, il dolce non riesce. Ebbene, se è lecito il paragone, succede la stessa cosa per la circolazione venosa .
Le alterazioni cui può essere soggetto il circolo venoso degli arti inferiori dipendono da diverse condizioni:
• la diminuzione dell'elasticità della parete venosa;
• l'insufficienza valvolare primitiva (le valvole sono congenitamente aplasiche e chiudono male) o secondaria (in tal caso è colpita originariamente la parete, il che impedisce la normale adesione dei lembi valvolari); l'ipertensione venosa che opera uno squilibrio del sistema. Le alterazioni che ne derivano non sono identiche in tutti gli individui. Ecco presentarsi allora alla nostra attenzione un fattore di notevole importanza: la familiarità. Frequentissimo è infatti il riscontro del quadro varicoso negli ascendenti e collaterali: padre, madre, fratelli e sorelle, nonni. Certo non è una regola assoluta e può accadere che sia solo un componente della famiglia a soffrire di varici. Ma siccome si tratterebbe veramente di un'eccezione e questa eredità potrebbe ricadere sui figli, si cerchi di mettere scrupolosamente in atto tutte quelle misure preventive che suggeriremo. La comparsa delle varici, l'abbiamo già detto, è favorita da tré cause locali: la parete venosa, l'insufficienza valvolare, l'ipertensione venosa.

La parete venosa
Può alterarsi o rilassarsi sotto l'influenza di cause endocrine (ghiandola endocrina è sinonimo di ghiandola che produce uno o più ormoni): ad es., in corso di gravidanza si nota una dilatazione delle vene che drenano le mammelle, gli organi genitali, l'addome e gli arti inferiori. Infine le Vene possono dilatarsi per insufficienza valvolare.
Rappresenta una condizione fondamentale nella comparsa delle varici. L'origine di questa insufficienza può essere individuata nell'ipertensione venosa, nell'aplasia congenita delle valvole o in una tromboflebite. Consentendo un'inversione del sangue refluo, si determina infatti una stasi e successivamente una dilatazione della vena stessa. È evidente che un'insufficienza delle valvole della grande safena, data la lunghezza del vaso, ha conseguenze assai gravi in quanto per la stasi viene a instaurarsi progressivamente una grave alterazione di tutta la vena. Quando vi sia insufficienza delle valvole delle comunicanti, venendo meno la loro normale funzione si ha un reflusso dal circolo profondo a quello superficiale che viene così a essere dilatato, allungato, reso tortuoso per il sovraccarico ematico.

L' ipertensione venosa
Abbiamo visto che il sistema venoso degli arti inferiori e strutturato in maniera tale da costringere il sangue a circolare in senso obbligato dal basso all'alto e dalla rete superficiale ai vasi profondi. Quando il sangue refluisce contro corrente si instaura un'ipertensione venosa distrettuale. Questa ipertensione si ripercuote sulla parete della vena che, per opporre una certa resistenza alla pressione ematica, ipertrofizza lo strato muscolare. Poi, a poco a poco, le difese vengono meno, la vena si dilata, si allunga, si fa tortuosa, e diventa varice.
Il danno si ripercuote anche sui tessuti e si hanno:
• l'edema, prodotto dall'aumento della permeabilità capillare che lascia filtrare dapprima i liquidi e poi le grosse molecole proteiche e i globuli rossi;
• la capillarite cronica caratterizzata da macchie color porpora;
l'ulcera varicosa conseguente all'ipertensione venosa ortostatica e alle alterazioni trofiche cutanee. Queste complicazioni non insorgono da un giorno all'altro e occorrono anni prima che esitino in stati irreversibili. Le vene presentano, in effetti, una straordinaria capacità di adattamento: sembrano dotate di immaginazione e di intelligenza tanto sono pronte a trovare una soluzione per rimediare a un evento acuto di malattia. Se una vena si è trombizzata, immediatamente si stabilirà un circolo collaterale per consentire la circolazione di ritorno escludendo il tratto venoso occluso. Queste osservazioni chiariscono il perché delle possibili ricadute dopo trattamento sclerosante o chirurgico. Fortunatamente consentono anche di concludere che le alterazioni venose assai di rado sono irreversibili per quanto poca buona volontà si metta nel curarle. L'ipertensione venosa perviene alle medesime complicazioni qualunque sia la sua eziologia. A ogni modo è evidente che le complicazioni saranno più serie quando l'agente eziologico abbia agito per lungo tempo o quando si tratti di causa grave.

L'ipertensione venosa può essere provocata da cause diverse:
• valvolari
• arteriose
• meccaniche
• traumatiche.


L'insufficienza valvolare rappresenta indubbiamente la causa più grave, poiché impedisce al sangue di circolare normalmente, potendo cosi determinare una stasi e anche un'inversione del corso del sangue refluo. In certi casi l'ipertensione venosa è di origine arteriosa, dipende cioè dalla presenza di anastomosi artero-venose, ovvero di determinati cortocircuiti — veri e propri rapidi passaggi — formati immediatamente dopo la nascita o in epoca successiva.

L'ipertensione venosa riconosce pure delle cause meccaniche che possono essere la compressione o l'ostruzione. La compressione agisce come quando s'appoggia un piede su una gomma da annaffiare: immediatamente si produce un aumento di pressione a monte. Le cause possono essere di natura diversa: dal laccio costituito dall'elastico troppo stretto di una calza, a un tumore muscolare o osseo o che lui colpito organi del piccolo bacino.
L'ipertensione può essere dovuta anche a un processo ostruttivo (trombosi venosa), tanto più importante quanto più esteso, ossia tale da compromettere il circolo collaterale.





   

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