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Vene varicose: la safena interna o grande safena, la safena esterna o piccola safena.
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Vene varicose: la safena interna o grande safena, la safena esterna o piccola safena.

Gli arti inferiori, come per altro quelli superiori, posseggono due sistemi di vene:
• uno profondo o sottofasciale i cui canali sono satelliti delle arterie;
• uno superficiale o soprafasciale, i cui canali decorrono nel tessuto sottocutaneo senza arterie corrispondenti. I due sistemi comunicano lungo il loro percorso per mezzo di vene perforanti che si recano dall'uno all'altro attraverso speciali pertugi della fascia comune della gamba. Il sistema venoso profondo, che drena il 90% del sangue, è costituito da vene situate nella profondità dei muscoli. Esso è formato:
• dalle vene tibiali anteriori e posteriori e dalle vene peroniere della gamba;
• dalla vena poplitea nella regione posteriore del ginocchio (chiamata appunto cavo popliteo);
• dalla vena femorale che nella coscia segue alla vena poplitea e continua con questo nome fino al livello del legamento inguinale sotto al quale passa penetrando nella pelvi per divenire vena iliaca esterna.

II sistema venoso superficiale costituisce nella tela sottocutanea una rete di vasi i cui canali convergono in due grossi tronchi collettori che risalgono dal piede e terminano a vario livello gettandosi nelle vene profonde. Essi sono:
• la safena interna o grande safena,
• la safena esterna o piccola safena. Il sistema venoso superficiale ha origine da estreme diramazioni confluenti nell'arcata dorsale superficiale del piede che sbocca medialmente nella vena marginale interna la quale contribuisce alla formazione della grande safena e lateralmente nella vena marginale esterna, che da origine alla piccola safena e a un plesso che circonda il malleolo esterno.

Nelle vene marginali confluiscono inoltre alcune vene plantari; in questa sede esistono anche numerosi rami anastomotici fra il sistema superficiale e quello profondo. La grande safena È la vena più lunga del corpo. Origina dalla vena marginale interna, passa davanti al malleolo interno, percorre la faccia mediale della gamba e, giunta in corrispondenza della parte interna dell'articolazione del ginocchio, aggira nella parte posteriore il condilo interno del femore.

Nella coscia raggiunge con andamento obliquo l'area del triangolo di Scarpa a 2—4 cm dal legamento inguinale, si incurva profondamente formando un arco (arco terminale della safena) col quale, attraverso la fascia della coscia, va a terminare nella sottostante vena femorale. L'arco della safena, chiamato comunemente crosso, è situato approssimativamente in corrispondenza della parte centrale della piega inguinale. Nel suo decorso, la grande safena è accompagnata da numerosi vasi linfatici e, dal malleolo al ginocchio, dal nervo safeno.
Riceve numerose tributarie:

• alla gamba, le vene sottocutanee della parte anteromediale e frequentemente il ramo anastomotico con la piccola safena;
• alla coscia, altre vene sottocutanee di cui la più costante è la vena anterelaterale;
• alla eresse, le pudende esterne superficiali e profonde, l'epigastrica superficiale, la circonflessa iliaca superficiale. La safena interna presenta talvolta anomalie riguardanti la sede del suo sbocco e la frequente possibilità di una vena safena accessoria.

La piccola safena Questa vena origina dalla vena marginale esterna, si dirige indietro lungo il margine laterale del piede e, contornando l'estremità inferiore e il margine posteriore del malleolo laterale, fuoriesce dietro questo dove inizia un decorso ascendente seguendo lateralmente il tendine di Achille. Poco sopra il malleolo s'immette nel solco longitudinale dei muscoli gemelli fino al cavo popliteo, dove sbocca nella vena poplitea che si continua nella vena femorale. Al contrario della grande safena, che per tutta la sua estensione ha un tragitto superficiale, la piccola safena per un tratto variabile decorre nello spessore della fascia comune della gamba in un vero canale intrafasciale, che rappresenta una valida protezione del vaso.

La safena esterna riceve dal basso all'alto:
• la vena calcaneare laterale;
• le vene superficiali della regione posteriore della gamba. Questa safena presenta pure numerose anomalie, quali la variazione di livello dello sbocco e la frequenza di un ramo anastomotico (cosiddetta vena anastomotica di Giacomini) che alla coscia sbocca nella grande safena. La grande e la piccola safena da una parte e le vene profonde dall'altra comunicano fra loro mediante tratti anastomotici.
Le anastomosi profonde collegano le vene profonde della gamba per mezzo di rami disposti orizzontalmente come i pioli di una scala ; le anastomosi superficiali pongono in comunicazione la piccola safena e la grande safena sia in corrispondenza della gamba che della coscia. Esiste comunicazione anche fra il sistema superficiale e quello profondo grazie a tratti anastomotici chiamati rami perforanti.

Tali anastomosi sono molto numerose a livello del piede. Nella gamba abbiamo quattro gruppi di anastomosi: un gruppo mediale, un gruppo anteriore, uno laterale, uno popliteo. Le più importanti, agli effetti della patologia, sono le comunicanti presenti al terzo inferiore della gamba. Esistono, infine, anastomosi arterovenose o shunts arterovenosi che collegano un'arteria a una vena.





   

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