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Una dieta ricca di proteine animali aumenta i livelli di colesterolo nel sangue ed è causa di ateromi e aterosclerosi restringimento e indurimento delle arterie.
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Una dieta ricca di proteine animali aumenta i livelli di colesterolo nel sangue ed è causa di ateromi e aterosclerosi restringimento e indurimento delle arterie. Gli scienziati hanno scoperto che diete integrate con aminoacidi specifici hanno dato come risultato un elevato rischio di tumori. Le diete che presentano assunzioni proteiche caloriche minime, pari al 5%, impediscono la crescita della maggior parte dei tumori, mentre le diete, che raggiungono il 20-25% come assunzione proteica possono incrementare lo sviluppo dei tumori. Dopo un'accurata analisi alimentare, la Food and Agricultural Organization e la Worid Health Organization, nel 1973, pubblicarono un rapporto nel quale si concludeva che ogni adulto sano aveva bisogno di 0,45 g di proteine complete al giorno per ogni chilogrammo di peso, aumentabili fino allo 0,8 g/Kg
di peso: questi valori sembrano indispensabili per realizzare un programma nutrizionale sicuro in termini di equilibrio e di disponibilità di aminoacidi essenziali.
Dato che la nostra dieta abituale, in genere, contiene proteine di diversa specie, è pertanto impossibile avere più che una vaga idea della qualità di aminoacidi presenti nel cibo che mangiamo.
Inizialmente si era valutato il fabbisogno proteico, necessario per una persona di media altezza e peso, intorno a 60 g per il maschio e di 50 g per la femmina (maschi altezza m 1,80 circa, peso 70 kg femmine, altezza m 1,60 circa, peso 55 Kg ). Fino a pochi anni fa la dieta prevedeva una percentuale del 50% di proteine, animali e vegetali: nell'alimentazione attuale queste ultime si sono ridotte drasticamente ad un terzo.
Non si sa ancora quanto questo mutamento abbia influito sul rischio dei tumori; ma oggi è accertato che una dieta ricca di proteine animali aumenta i livelli di colesterolo nel sangue ed è causa di ateromi e aterosclerosi (restringimento e indurimento delle arterie). L'assunzione ridotta di proteine animali abbassa il rischio di cardiopatie e di ictus e sembra possa diminuire il rischio di tumori.
Per questo motivo si ritiene raccomandabile seguire i suggerimenti del National Research Council, il quale pone l'accento non tanto sul valore quantitativo delle proteine assunte, quanto sulla percentuale del valore calorico totale da riservare alle proteine, valore che si aggira sul 12-18%. Un soggetto che necessita di 2300 calorie, non dovrebbe superare i 100 grammi di proteine complete. La dieta per la prevenzione delle malattie degenerative e del cancro suggerisce di ridurre quelle animali a favore di quelle vegetali.
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