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La cisti è una nodulosità patologica, che contiene sostanze fluide o semifluide o pastose, la cui parete estrema è provvista di membrana connettivale.

La cisti è una nodulosità patologica, che contiene sostanze fluide o semifluide o pastose, la cui parete estrema è provvista di membrana connettivale.

La cisti è una nodulosità patologica, che contiene sostanze fluide o semifluide o pastose, la cui parete estrema è provvista di membrana connettivale. Può formarsi su qualsiasi organo e tessuto e raggiungere dimensioni anche considerevoli. Si distinguono cisti congenite, cioè già presenti alla nascita, cisti parassitane, determinate da ingresso di parassiti nell'organismo, e cisti acquisite. Tra le cisti congenite le più frequenti sono quelle cutanee che si classificano in sebacee, sierose e dermoidi.

Le cisti cutanee sono determinate o da accumulo di prodotti di secrezione o dalla presenza di ammassi di tessuto epiteliale. Le cisti sebacee sono causate dall'ostruzione del loro condotto di escrezione. Sono di forma emisferica, di volume variabile da una testa di spillo a quello di un uovo o di un pugno e sono localizzate preferibilmente, in un numero unico o plurimo, sul cuoio capelluto; il loro contenuto è biancastro e di consistenza poltacea (sebo). Possono decorrere senza provocare altro disturbo che quello estetico, ma possono anche andare incontro a suppurazione. La rimozione chirurgica è un intervento efficace e di facile attuazione. Le cisti sierose sono costituite da rilievi translucidi localizzati per lo più sul volto di donne di una certa età, contenenti un liquido acquoso che fuoriesce in seguito a puntura, e sono dovute a ostruzione e successiva dilatazione del condotto di una ghiandola sudorifera. Le cisti dermoidi sono di origine embrionale, hanno sviluppo lento, sono per lo più uniche e situate sulla linea mediana del corpo. Hanno forma rotondeggiante, volume variabile, consistenza molle. Possono contenere sebo, peli e perfino abbozzi ossei e dentari. In tal caso si parla più propriamente di teratoma.

Oltre alle cisti cutanee, si annoverano tra le congenite le cisti vere, cioè da proliferazione autonoma del tessuto epiteliale, che si possono trovare in qualsiasi organo e possono assumere qualsiasi forma e giungere a modificare l'aspetto e i rapporti dei vari organi; le cisti branchiali, derivanti dagli archi branchiali, embrionali e quindi localizzate su collo, bocca e sterno. Tra le cisti parassitane le più frequenti sono: le cisticercosi e la cisti da echinococco .

Le cisti acquisite si formano o per imperfetta guarigione di processi infiammatori che rimangono sede di raccolta di liquido e sono delimitate da una parete o per obliterazione di condotti escretori di ghiandole a secrezione esterna, tra le quali vanno ricordate il pancreas e le ghiandole salivari; nei dotti di queste ultime la formazione di un calcolo, ostruendo il condotto, provoca una cisti e una sintomatologia conseguente che consiste in dolori alla masticazione e in secchezza della cavità orale. Un posto a sé occupa la cisti dentaria che si localizza nell'osso mascellare o in quello mandibolare. Essa può essere di diversa origine. Se è embrionale contiene un dente avvolto nel suo sacco, se invece è acquisita rappresenta la degenerazione in cisti di un granuloma, che è a sua volta un processo infettivo cronico derivato da gangrena della polpa dentaria. Tali cisti contengono un liquido giallo, trasparente, formato da cristalli di colesterolo, cellule di desquamazione, eritrociti, leucociti, plasmacellule.

Le cisti ovariche si dividono in tre categorie: cisti follicolari, cisti paraovariche, e tumori cistici. Le cisti follicolari, dette anche da ritenzione, sono costituite da follicoli di Graaf non giunti a maturazione. L'ovaio colpito da questa malattia si presenta disseminato da cisti di varia grandezza, che può andare da quella di un chicco di riso a quella di un acino d'uva. Per cisti paraovariche si intendono formazioni cistiche che si sviluppano dal legamento dell'ovaio; derivano da residui di tessuto embrionale e possono raggiungere dimensioni notevolissime, come quelle di una testa di un bambino ed anche più. Contengono liquido chiaro, acquoso.

Danno dolore in sede addominale e possono determinare aumento di volume dell'addome nei casi di forme gigantesche. I tumori cistici dell'ovaio o cistomi sono per la maggior parte benigni. Quei pochi tumori cistici maligni come il cistocarcinoma, hanno una malignità dominabile, in quanto non danno precoci riproduzioni a distanza (metastasi) e si prestano a una totale escissione chirurgica con risultati favorevoli. I sintomi di questi cistomi sono: senso di peso al basso ventre, dolori continui, perdite di sangue dalla vagina, dimagramento e febbre. La terapia delle cisti è esclusivamente chirurgica in quanto non regrediscono spontaneamente.





   

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