Contattaci
Le proteine del latte vaccino e del latte artificiale vengono assimilate dal bambino solo all'80%, mentre quelle del latte materno sono utilizzate completamente.

Le proteine del latte vaccino e del latte artificiale vengono assimilate dal bambino solo all'80%, mentre quelle del latte materno sono utilizzate completamente.

A parere incontrastato di tutti gli esperti, per il neonato nulla è meglio del latte materno. In più l'allattamento al seno rafforza lo stretto legame tra mamma e bambino che già si è creato durante la gravidanza. Inoltre, e non è un aspetto da sottovalutare, non costa nulla. La scelta sembra essere, di conseguenza, scontata e naturale per tutte le neo mamme; del resto sono rari i casi in cui la mamma non può veramente allattare.
IL LATTE MATERNO Perché e l'alimento ideale?
Non solo nella composizione è un alimento perfetto per il piccolo, ma con le sostanze nutritive gli fornisce anche efficaci strumenti di autodifesa contro malattie e infezioni.
Contiene gli elementi nutritivi necessari: tutti i diversi tipi di latte, vaccino (di vacca), materno o artificiale, contengono proteine, vitamine e sali minerali. Quello materno però è "perfetto" per composizione e qualità di elementi nutritivi.

• Le proteine del latte vaccino e del latte artificiale vengono assimilate dal bambino solo all'80%, mentre quelle del latte materno sono utilizzate completamente.

• II latte materno ha un contenuto di sali minerali nel complesso inferiore a quello vaccino, tuttavia risponde meglio alle necessità di crescita del bambino. Nel latte materno, infatti, vi è una maggiore quantità di calcio e di ferro. Il ferro è di massima importanza per lo sviluppo del neonato: è uno degli elementi costitutivi del sangue, necessario per trasportare l'ossigeno a tutti gli organi del corpo. Inoltre, mentre la biodisponibilità (la capacità cioè di essere assimilato dall'organismo) del ferro contenuto nel latte vaccino è di meno del 10%, il ferro del latte materno viene assimilato per ben 1'80%. Questo altissimo assorbimento, inoltre è dovuto al fatto che il latte materno contiene una proteina, la lattoferrina, che fissa gran parte del ferro e ne permette un maggiore assorbimento.

• Le quantità di vitamina C e di vitamina D nel latte materno sono adeguate alle necessità del neonato, purché la madre consumi una congrua quantità di frutta e di verdure a foglia verde, ricche di vitamina C, e si esponga per almeno mezz'ora alla luce del sole, in modo che la pelle possa produrre la forma biologicamente attiva della vitamina D.

Difende dalle allergie: secondo gli studi più recenti i bambini allattati al seno sono meno soggetti ad allergie. Il latte materno infatti contiene immunoglobuline, sostanze che proteggono la mucosa dell'intestino da elementi che causano allergie. Possiede inoltre due grassi: l'acido linoleico e l'acido arachidonico, che contrastano le infiammazioni della pelle e gli eczemi.

È ricco di elementi che aumentano le difese immunitarie: il latte materno contiene anticorpi contro i virus e contro i batteri, che proteggono dalle infezioni della gola e dell'intestino. Contiene inoltre un elemento che stimola lo sviluppo del batterio Bifìdum, necessario per il regolare sviluppo della flora batterica intestinale.

Per questo motivo, i bambini allattati al seno si ammalano meno di malattie intestinali, come diarrea ed enterite. Sono inoltre meno soggetti a infezioni dell'apparto respiratorio, delle vie urinarie e dell'orecchio. La salute dell'orecchio è favorita anche dal fatto che, rispetto al biberon, il bambino è costretto a succhiare con più forza per spremere il capezzolo materno. Possiede sostanze che regolano la crescita: una caratteristica unica del latte umano è rappresentata dalla presenza di alcune sostanze di grande importanza, se pur non essenziali, per la crescita, lo sviluppo e il funzionamento di particolari organi e apparati. Tra queste, il fattore di crescita della pelle (EGF, Epidennic Growth Factor), il fattore di crescita nervosa, scoperto dal premio Nobel Rita Levi-Montalcini (NGF,' Neurological Growth Factor), l'aminoacido taurina anch'esso necessario per la crescita del sistema nervoso, vari neuropeptidi, piccole catene di aminoacidi che garantiscono il buon funzionamento di alcuni organi, come lo stomaco e la cistifellea.

Contiene enzimi digestivi e ormoni: il latte umano, a differenza di qualsiasi altro latte, contiene un enzima, la lipasi, necessario alla digestione dei grassi. La lipasi è necessaria ai neonati perché, a differenza degli adulti, non hanno ancora sviluppato sufficientemente la produzione della bile e dei succhi pancreatici. Anche tutti gli ormoni presenti nel sangue della madre vengono trasmessi al lattante.

Non è mai identico

La composizione del latte varia di giorno in giorno, nel corso della stessa poppata, e si modifica a seconda delle esigenze del bambino. Per esempio, il latte di una donna che ha partorito con molto anticipo è più ricco di zuccheri e proteine per garantire la sopravvivenza al piccolo che è particolarmente fragile.

IL LATTE DEI PRIMI GIORNI

Viene comunemente chiamato colostro e si forma subito dopo il parto. È un liquido denso e giallastro che contiene più proteine, più minerali, ma meno grassi e meno carboidrati del latte maturo. Se ne producono solo 50 mi al giorno, sufficienti però per i bi- sogni del neonato. Nel giro di qualche giorno è destinato a essere sostituito dal latte vero e proprio. I medici sono concordi nel considerarlo perfetto per soddisfare le esigenze del bambino nelle prime ore di vita perché, oltre a fornirgli energia, rafforza il suo sistema immunitario permettendogli di adattarsi più facilmente al mondo esterno. Vediamo perché.

• Ha una composizione molto simile alle sostanze nutritive che il piccolo riceveva dalla mamma attraverso il cordone ombelicale. Le molecole che lo costituiscono, infatti, sono già pronte per essere utilizzate: per assimilarle, l'apparato digerente del bambino non deve affaticarsi.

• Nonostante fornisca 50-60 calorie ogni 100 mi, non contiene la stessa quantità di grassi del latte vero e proprio (2 g invece di 4 ogni 100 mi). Nei primi giorni di vita, infatti, il bimbo ha soprattutto bisogno di proteine e di fattori immunologici che gli consentono di affrontare meglio la vita fuori dal pancione. Ecco perché la maggior parte delle energie del neonato è volta più ad adattarsi al mondo esterno che a crescere.

• I grassi contenuti nel colostro sono costituiti dalle stesse molecole di cui sono composte le cellule della membrana del cervello. Il colostro giova alla maturazione del sistema nervoso, che continua a svilupparsi anche dopo la nascita.

• È ricchissimo di proteine, fino a 7-8 g ogni 100 mi, la maggior parte delle quali è costituita da fattori attivi contro le infezioni. Queste sostanze proteiche, presenti anche nel latte vero e proprio, si ridurranno a partire dal terzo mese di vita, quando il sistema immunitario del bambino sarà più maturo.

• Contiene grandi riserve di anticorpi, che aiutano il neonato a neutralizzare gli attacchi dei batteri e dei virus, tenendo lontane le infezioni. Depurano inoltre il tratto intestinale e lo difendono fino al terzo mese, periodo in cui l'organismo del piccolo incomincia a funzionare in modo autonomo e a produrre i primi anticorpi veri e propri. Rappresentano inoltre una barriera nei confronti delle so- stanze allergizzanti, prevenendo le allergie.

• Funziona come un lassativo. Le feci che si accumulano nell'intestino del neonato costituiscono ima massa spessa e viscosa, chiamata meconio. Il colostro esercita un effetto lassativo che pulisce il tratto intestinale del bambino (liberandolo dal meconio) e preparandolo così alle nuove funzioni.

IL LATTE DI TRANSIZIONE

Verso il quarto giorno avviene la montata lattea e il colostro inizia a modificarsi per assecondare nel modo migliore le esigenze nutritive del neonato che cresce. Il colore diventa, da giallastro, più chiaro e anche la composizione muta, arricchendosi di grassi.

IL LATTE DEFINITIVO

Verso il decimo giorno, dal seno sgorga il latte vero e proprio, bianco e ricco di proteine, grassi e zuccheri. Contiene circa 10 g di proteine per litro, composte al 50% da albumina e caseina, 70 g di zuccheri e 30-40 g di grassi. Il latte continuerà a modificar- si, sia nel corso di ogni poppata, sia nel tempo, per rispondere in modo perfettamente bilanciato all'evolversi del fabbisogno alimentare del bambino.

Nel corso della poppata il latte cambia di composizione. All'inizio è più liquido e verso la fine della poppata è più ricco di grassi: induce quindi una sensazione di sazietà nel lattante.

Come si forma

II latte si forma grazie a un ormone, la prolattina, e fluisce per azione di un altro ormone, Vossitocina. Vediamo come.

A partire dal quinto mese di gravidanza la placenta inizia a pro- durre un nuovo ormone, detto ormone lattogeno placentare, che stimola lo sviluppo degli alveoli, le piccole cavità a forma di acini in cui si forma il latte. Sotto l'influsso degli ormoni, il seno si ingrossa e le pareti delle ghiandole iniziano a secernere piccole gocce di un liquido ricco di proteine che si riversano all'interno delle ghiandole stesse. Una fitta rete di canali collega tra loro le ghiandole e raccoglie il liquido in eccesso convogliandolo verso i ciotti galattofori che lo eliminano attraverso il capezzolo. Ecco perché, in alcuni casi, a partire dal sesto mese di gravidanza il seno è talmente gonfio che piccole quantità di colostro escono spontaneamente. Non a tutte le donne capita di avere perdite durante la gravidanza. Ma questo non significa che il seno non si stia preparando a produrre latte in quantità sufficiente. Dopo il parto, in- fatti, quando il piccolo comincerà a succhiare, il colostro (il primo latte) farà la sua comparsa.

• Dopo la nascita del bambino, il livello degli ormoni della gravidanza (estrogeni e progesterone) si abbassa considerevolmente provocando l'attività dell'ipofisi, una ghiandola situata alla base del cervello, che inizia a secernere un ormone detto prolattina, così definito perché stimola la ghiandola mammaria a produrre il latte. La produzione del latte inizia subito dopo il parto, anche se la montata lattea vera e propria compare solo dopo 3-4 giorni.

• A garantire la produzione del latte, non bastano gli ormoni: è necessario che il bambino venga attaccato al seno. La suzione, infatti, stimola le terminazioni nervose del capezzolo, collegate all'ipofisi, che risponde alla sollecitazione producendo anche un altro ormone, detto ossitocina, lo stesso che durante il parto stimola le contrazioni uterine.

Gli ormoni del latte

LA PROLATTINA

• Prima della nascita del bambino, la produzione di prolattina vie- ne frenata sia dagli ormoni della gravidanza sia da uno specifico fattore inibitore, detto PIF (Prolactìn-release Inhibiting Factor). La sua azione sarebbe collegata anche all'esigenza di garantire la salute della madre dopo il parto, nel caso in cui si trovasse nel- l'impossibilità di allattare.

• Dopo l'espulsione della placenta, la prolattina entra in circolo e, a partire dal momento in cui il bambino viene attaccato al seno, i suoi livelli aumentano ancora, e così il latte. Con la suzione, infatti, viene rimosso il PIF, cioè il fattore di inibizione della prolattina. Se il bambino viene attaccato già in sala parto il PDF con- tenuto nel primo latte, viene eliminato dando il via a una crescente produzione di latte. In pratica, più il bambino si attacca al seno, meno PIF rimane e più sale la prolattina, che incrementa a sua volta la quantità di latte.

L'OSSITOCINA

Succhiando, il bambino stimola le terminazioni nervose del capezzolo e invia all'ipofisi, la ghiandola situata alla base del cervello, il segnale di via per la produzione di prolattina. E questo è il riflesso di suzione. Ma per far arrivare il latte, è necessario attivare tramite l'ossitocina un altro riflesso, detto di eiezione. L' ossitocina fa contrarre le cellule attorno agli alveoli in modo che il latte venga spremuto e sospinto lungo le ramificazioni dei dotti fino ad arrivare ai seni galattofori, i serbatoi terminali che sfociano nell'areola mammaria. E qui è la volta del bambino che, succhiando, spreme e svuota i seni galattofori.

A volte, il riflesso di eiezione, o ossitocinico, è avvertibile. Eccone i segnali caratteristici.

• Contrazioni uterine, utili per arrestare l'emorragia conseguente al distacco della placenta e per riportare l'utero alle dimensioni corrette.

• Sete improvvisa. Una donna che allatta può avvertire maggior- mente il bisogno di bere.

• Sensazione di spremitura al seno, immediatamente prima o nel corso della poppata.

• Fuoriuscita spontanea del latte anche al solo pensiero di allatta- re il bambino o nell'udire il suo pianto. Può anche succedere che, durante la poppata, il latte sgoccioli dall'altro seno.

Come stimolare gli ormoni

Finché l'allattamento non si è consolidato, non date al bambino ne ciucci ne biberon, perché richiedono un modo diverso di succhiare e questo rischia di confondere il piccolo, ostacolando il suo apprendimento della suzione al seno.

• Offrite il seno a richiesta in modo che le poppate assecondino i ritmi fame-sazietà del bambino.

• Non staccate mai il bebé prima che sia lui stesso a rifiutare il seno. Tocca a lui stabilire la durata della poppata, dando lo stimolo giusto per calibrare la produzione successiva di latte in base al suo reale fabbisogno.

• Attaccate il piccolo anche di notte, quando il rilascio di prolattina è maggiore e potete beneficiare dell'effetto rasserenante e soporifero di quest'ormone.

• Stimolate gentilmente il capezzolo con il massaggio e spremete con delicatezza un po' di latte prima di attaccare il bambino.





   

Scarico di Responsabilità: 

MEDICINA33.COM e collaboratori non sono legalmente obbligati o responsabili per eventuali errori contenuti in questo documento, o per ogni speciale, incidentale o consequenziale danno che sia stato causato o che si supponga sia stato causato direttamente o indirettamente dalle informazioni contenute in questo documento.

Prima di seguire qualsiasi consiglio letto in questo sito (MEDICINA33.COM) è suggerito che consultiate il vostro medico e seguiate i suoi consigli.