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La diagnosi per la Botriocefalosi si basa sui disturbi addominali caratteristici di tutte le malattie da vermi e sul rinvenimento delle uova e delle proglottidi del verme nelle feci.

La diagnosi per la Botriocefalosi si basa sui disturbi addominali caratteristici di tutte le malattie da vermi e sul rinvenimento delle uova e delle proglottidi del verme nelle feci.

Infestazione da un verme, il botriocefalo, appartenente alla famiglia della tenia, che talora raggiunge la lunghezza di dieci metri. Il suo nome è Diphyllobothrium latum e vive nelle zone lacustri dell'Europa, dell'America settentrionale e del Giappone. L'infestazione dell'uomo avviene in seguito all'ingestione di pesci crudi o poco cotti (luccio, trote, salmone, caviale fatto con uova) e soprattutto crostacei che appunto si nutrono delle larve del verme. I sintomi sono quelli comuni a tutte le infestazioni da tenie, però frequentemente vi si aggiunge una profonda anemia perniciosiforme.
Se l'anemia raggiunge un notevole grado si hanno segni clinici gravi come pallore, debolezza, vertigini. L'anemia dipende dal fatto che il verme produce sostanze tossiche che danneggiano i tessuti preposti alla produzione delle cellule del sangue. La diagnosi per la Botriocefalosi si basa sui disturbi addominali caratteristici di tutte le malattie da vermi e sul rinvenimento delle uova e delle proglottidi del verme nelle feci. La cura consiste nella somministrazione di opportuni antielmintici. Sarà altrettanto utile la somministrazione di vitamina B 12.





   

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