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Sistema muscolare

Sistema muscolare

II tessuto muscolare è formato da tre tipi di fibre muscolari: lisce e involontarie, striate e volontarie, striate e involontarie. A seconda che un muscolo sia composto da uno o dall'altro dei suddetti tipi di fibre si hanno tre categorie di questi organi:
a) muscoli lisci e involontari, che sono quelli che si contraggono indipendentemente dalla nostra volontà, infatti servono a generare la mobilità in organi non connessi al movimento di tutto il corpo (ad esempio: l'apparato digerente, i vasi sanguigni, i bronchi, la vescica, la pupilla);
b) muscoli striati e volontari, sono quelli che si contraggono sotto l'azione della nostra volontà, o, comunque, sotto l'azione del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale); essi producono il movimento delle ossa (muscoli scheletrici) o della pelle (muscoli cutanei o pellicciai);
e) muscoli striati e involontari, che si possono ridurre al muscolo (miocardio) che produce le pulsazioni del cuore. I muscoli involontari e volontari si contraggono sotto l'azione del sistema nervoso, mentre il miocardio si contrae sotto l'impulso di un centro autonomo.
I muscoli inseriti nello scheletro hanno la funzione di permettere il movimento delle varie parti del corpo e per questo sfruttano la potenza della loro forza contrattile o il mantenimento attivo della loro lunghezza, assicurando così oltre al movimento anche la stabilità.
I tessuti del sistema muscolare rappresentano in peso il 40% - 50% del corpo umano; la loro capacità contrattile è determinata dall'azione di controllo del sistema nervoso. Esistono nel corpo umano 501 muscoli ai quali, oltre alla funzione di movimento e di stabilità, viene ascritta anche quella biologica di produzione del calore.
La morfologia del muscolo differenzia i due tipi e precisamente i muscoli lunghi e i muscoli larghi a seconda della prevalenza di una o dell'altra dimensione. La contrazione muscolare comporta una diminuzione della lunghezza del muscolo a cui si accompagna un aumento del diametro trasverso, in modo da mantenere il volume costante.
Per concludere osserviamo che il movimento di due capi articolari uniti fra di loro dalla capsula e dai legamenti viene consentito dalla contrazione dei muscoli collegati ai suddetti capi articolari. La zona terminale del muscolo che si inserisce sulla superficie ossea ha una struttura fondamentale duro-elastica che prende il nome di tendine o di aponeurosi fibrosa.





   

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