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L'arresto cardiaco può verificarsi istantaneamente, senza alcun segno premonitore

L'arresto cardiaco può verificarsi istantaneamente, senza alcun segno premonitore

L'arresto cardiaco è una cessazione dell'attività contrattile delle fibre miocardiche; se non è terminale, cioè la conclusione naturale della morte, è improvviso e imprevisto e può essere provocato da cause cardiache (malattie del miocardio, del pericardio e dei vasi coronarici) o extracardiache (squilibri metabolici ed elettrolitici). Provoca lesioni cerebrali irreversibili in pochi minuti (le cellule nervose prive di ossigeno resistono al massimo 3 o 4 minuti); le manifestazioni classiche sono l'assenza di respiro e di polso, la cianosi e lo stato di incoscienza. A questi fenomeni può seguire morte improvvisa o regressione (spontanea o terapeutica).
L'arresto cardiaco può verificarsi istantaneamente, senza alcun segno premonitore o previsto qualche secondo prima da sintomi come dolori alla regione toracica o gastrica, senso di angoscia, sudore freddo, nausea e vomito. Le prime manovre di rianimazione devono garantire la pervietà delle vie aeree, attivare la respirazione (bocca a bocca, intubazione) e sostenere il circolo (massaggio cardiaco esterno). Spesso l'arresto cardiaco consegue a fibrillazione ventricolare o a sistolia. Può anche presentarsi nel corso di una anestesia.





   

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