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I danni più evidenti e più comuni dell'arteriosclerosi si compiono sul distretto cardiaco.

I danni più evidenti e più comuni dell'arteriosclerosi si compiono sul distretto cardiaco.

L' arteriosclerosi è un indurimento delle arterie dovuto a ispessimento e perdita di elasticità; è caratterizzata da un aumento di consistenza della parete vasale che rappresenta l'esito in sclerosi di svariati processi patologici. Sotto questo nome vengono comprese diverse forme morbose che si possono trovare associate o isolate e che comunque hanno tutte come effetto finale una riduzione più o meno elevata dell'elasticità della parete arteriosa con conseguente infarto (arterie coronarie) o trombosi (arterie degli ari). Queste forme sono: 1) arteriosclerosi dei piccoli vasi (arteriolosclerosi); 2) arteriosclerosi iperplastica; 3) arteriosclerosi della tunica media; 4) aterosclerosi. L'arteriolosclerosi interessa unicamente le arteriole degli organi ed è ben documentabile soprattutto nei reni, dove provoca un raggrinzimento (rene grinzo) noto come nefrosclerosi benigna. Nelle arteriole colpite si nota un ispessimento omogeneo dovuto a depositi di sostanza ialina (v. lalinosi) con perdita delle infrastrutture cellulari. La forma iperplastica è dovuta a proliferazione delle cellule muscolari che restringono il lume; anch'essa colpisce frequentemente le arteriole renali e si riscontra in casi di gravi ipertensioni sostenute da una compromissione grave dei reni (nefrosclerosi maligna).

L'arteriosclerosi della tunica media è caratterizzata da fenomeni regressivi dei tessuti muscolari ed elastici della tunica media, a cui si sostituisce tessuto fibrosclerolico; da ciò deriva non tanto una deformazione del vaso quanto una sensibile perdita della sua elasticità. L'aterosclerosi, in cui è evidente il collegamento con un disturbo del metabolismo dei grassi, è una forma particolare di arteriosclerosi, v. Atcrosclerosi. I sintomi più frequenti dell'arteriosclerosi sono quelli che dipendono da una scarsa irrorazione cerebrale: facile stancabilità al lavoro sia fisico che mentale, perdita della memoria, insonnia, instabilità del carattere con fasi di depressione che si alternano a periodi di estrema irritabilità. Inoltre sono frequenti i disturbi a carico dell'udito (ronzii) e della vista (offuscamenti transitori). Spesso le arterie superficiali sono dure al tatto e si presentano tortuose e vivacemente pulsanti. Quando l'arteriosclerosi si accompagna a ipertensione arteriosa, si può notare a carico del ventricolo sinistro del cuore un grado più o meno elevato di ipertrofia, cioè un aumento di volume che il cuore mette in atto per vincere più facilmente l'aumento della resistenza che incontra nel pompare il sangue nell'arteria aorta. Con questa dinamica circolatoria alterata si creano le premesse per la formazione di trombi nel lume arterioso e per il loro eventuale distacco dal punto in cui si siano formati con successivo arresto in un punto più ristretto del tronco arterioso. Si verificano così fenomeni occlusivi a carico di arterie più o meno grandi del cervello, del cuore, dell'intestino, o delle estremità.

Ma i danni più evidenti e più comuni dell'arteriosclerosi si compiono sul distretto cardiaco e su quello cerebrale. Nel primo la malattia colpisce le arterie coronarie responsabili della nutrizione del cuore. La sclerosi coronarica si riflette in una sclerosi del tessuto cardiaco (miocardiosclerosi) con conseguente alterazione del suo funzionamento manifestata da affanno, palpitazione, aritmia, edema alle gambe; ma l'angina pectoris e l'infarto (soprattutto quest'ultimo) sono comunque le manifestazioni più temibili della compromissione delle coronarie. Nel distretto cerebrale si possono verifìcare ugualmente fenomeni di occlusione improvvisa che si estrinsecano con il gravissimo quadro dell'ictus apopleticus . La cura dell'arteriosclerosi è essenzialmente preventiva, ma intesa come trattamento della malattia, in generale si articola in due direzioni: il trattamento igienicodietetico e il trattamento medico. Per il primo si provvederà a ritmi lavorativi meno stressanti, all'eliminazione di tutto ciò che porti ad accentuare la partecipazione emotiva dell'ammalato, gli squilibri climatici e gli eccessi di temperatura, tanto calda che fredda. Il paziente dovrà modificare i suoi ritmi di vita: dormire a sufficienza e svolgere attività fisica all'aria aperta. Nell'alimentazione si dovranno limitare vino, caffè e tè ed eliminare del tutto alcolici e tabacco.

Tutti i grassi animali andranno sostituiti con grassi vegetali; la dieta sarà povera di calorie, perché il colesterolo, una delle chiavi (se non la sola) del meccanismo arteriosclerotico, può essere sintetizzato se la dieta è ricca di calorie anche se priva di grassi animali. Dal punto di vista medico si tende a diminuire i lipidi nel sangue.





   

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