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Mezzi anticoncezionali: coitus interruptus, vasectomia, sterilizzazione

Mezzi anticoncezionali: coitus interruptus, vasectomia, sterilizzazione

I mezzi anticoncezionali sono pratiche atte a impedire la fecondazione dell'ovulo da parte dello spermatozoo. I mezzi più comuni sono: l'uso di un profilattico, l'emettere il liquido seminale fuori della vagina (coitus interruptus), affrontare, per l'uomo, una operazione di legatura dei dotti deferenti (vasectomia, in teoria reversibile, anche se con numerose difficoltà) o la resezione o legatura delle trombe di Falloppio per la donna (sterilizzazione che nel caso di legatura è, per il 75% reversibile). La donna può avvalersi dell'applicazione di un diaframma vaginale che impedisce meccanicamente agli spermatozoi di raggiungere il canale cervicale, e al tempo stesso li priva della loro vitalità con l'uso contemporaneo di una crema spermicida; le due azioni congiunte lo rendono un mezzo discretamente efficiente e privo di effetti collaterali, senza però concedergli la sicurezza dei risultati della spirale ultrauterina e del contraccettivo orale (la pillola). Quest'ultimo mezzo è di acquisizione relativamente recente e consiste in una combinazione di ormoni estrogeni e progestinici che vengono assunti quotidianamente per bocca (pillola) e che prevengono il concepimento impedendo l'ovulazione. La donna deve prendere una compressa al giorno per 21 giorni, dal quinto al venticinquesimo giorno del ciclo mestruale. Ancora in discussione l'innocuità di tali sostanze che provocano con certezza disturbi lievi (aumento di peso, dolore mammario, cefalea, nausea, disturbi gastrici e vomito, sintomo quest'ultimo da tener ben presente per una corretta assimilazione); non si. può ancora affermare se il loro uso, prolungato per anni, possa o no portare a conseguenze dannose per l'organismo femminile. Controindicazioni certe sono le tromboflebiti, le epatopatie e i tumori dell'apparato genitale femminile, mammelle comprese, anche se gli ultimi ritrovati assicurano la mancanza di tali effetti collaterali.

La pillola blocca la fecondabilità soltanto durante il trattamento, per farla tornare normale una volta cessata la somministrazione. Particolarmente efficace è risultata l'applicazione intrauterina di spirali che vengono inserite appunto nella cavità dal ginecologo, e possono essere lasciate in sito fino a tré anni. Non si hanno ne sospensioni della ovulazione, ne alterazioni dell'endometrio. Non è nolo il meccanismo con cui agiscono. H disturbo di maggior rilievo è rappresentato da perdite di sangue irregolari. Generalmente il flusso torna ad essere normale dopo due o tré cicli. Va ricordato infine un metodo abbastanza seguito che prende il nome dai suoi scopritori (metodo di Ogino-Knaus).

Esso si basa sull'astinenza dal rapporto sessuale durante il periodo fecondo del ciclo femminile e cioè nella settimana in cui avviene l'ovulazione. Per stabilire esattamente il giorno dell'ovulazione, la donna dovrà misurare la propria temperatura rettale tutte le mattine per parecchi cicli consecutivi, cercando di cogliere una sua lieve caduta, seguita da un rialzo persistente (37,4-37,5°C) che indica l'avvenuta ovulazione. Questa pratica non è delle più sicure, perché troppo dipendente dalla regolarità dell'ovulazione; la sua efficacia è dovuta, in parte, alla relativa astinenza sessuale che impone.





   

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