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Le diete mediatiche più famose, con relativi commenti degli esperti
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Le diete mediatiche più famose, con relativi commenti degli esperti METODO TISANOREICO
CHE COS'È Programma dimagrante
iperproteico associato a decotti e
bevande depurative, barrette e
piatti pronti a alto tasso proteico.
PECULARITÀ Netta riduzione di
zuccheri e grassi, a vantaggio
delle proteine; integratori per
aumentare l'apporto di vitamine,
minerali e fibre. Si basa su regole
e monoporzioni precise. Due fasi:
intensiva e di mantenimento,
entrambe di 11 giorni.
L'ESPERTO «È molto rigida e come
tutte le iperproteiche sconsigliata
con problemi renali e stati di
rischio nefropatia», osserva Fatati.
PUNTI
CHE COS'È Antesignane delle dieta
iperproteiche, ricca di grassi,
povera di carboidrati. Ricalca i
principi della Atkins.
PECULIARITÀ Ogni cibo ha un
punteggio proporzionale ai
grammi di carboidrati contenuti;
carni, pesce (anche tonno
sott'olio), salumi e condimenti
valgono zero punti; una fetta di
pane in cassetta 5; una pasta con
ragù 11; mezza mela 10; una
porzione di cannelloni 15. Per
dimagrire occorre rimanere nel
range 40-60 punti al giorno.
L'ESPERTO «Una delle peggiori diete
iperproteiche. Molto limitata,
diseducativa, esageratamente
iperproteica, squilibratissima. I
suoi eccessi in proteine e grassi
rischiano di favorire acidosi,
calcolosi renali, ipercolesterolemia
e perdita di calcio», dice il
nutrizionista Marcelto Ticca.
DELLE TRÉ ORE
CHE COS'È Ideata dal nutrizionista
americano Jorge Cruise, mira a
mantenere sempre attivo il
metabolismo sfruttando il fattore
tempo; non devono mai passare
più di 3 ore tra un pasto e l'altro.
PECULARIETÀ Va rispettata
rigidamente la cadenza delle 3 ore
per mantenere il metabolismo a
pieno regime. Si sceglie un'ora per
far colazione, (es. 7,30), e poi si
prosegue di 3 ore in 3 ore, per un
totale di 5 pasti quotidiani. Ogni
pasto (sempre moderato), include
carboidrati, proteine e verdure a
scelta. Porzioni a occhio. Quella di
verdura è pari a un videotape; di
carne e pesce, allo spessore di un
mazzo di carte; di olio e.v. d'oliva,
2 tappi di plastica per bottiglie.
L'ESPERTO «Impossibile seguire
una dieta se non si rispetta il
canone del piacere e della
flessibilità dell'atto alimentare»,
dice Fatati. «Unico prò: il tentativo
di' definire le porzioni con i
volumi», sostiene Ticca.
DEI CINQUE FATTORI
CHE COS'È Pensata dal nutrizionista
delle star, Hariey Pastemak. La
amano la cantate e attrice Jessica
Simpson, Alida Keys ed Èva Mendes.
PECULARIETÀ Il nome è... tutto un
programma: infatti, prevede 5
pasti al giorno 5 tipi di alimenti
per ogni pasto, per 5 giorni alla
settimana e con 5 brevi sessioni di
esercizi al di. Semplici (e scontate)
le regole da seguire; mangiare cibi
ricchi di fibre (cereali, frutta,
verdura) perché danno senso di
sazietà; preferire cibi proteici con
pochi grassi (carni magre, pesce,
albumi d'uovo, formaggi light) e
cucinati in modo leggero (forno,
vapore, cartoccio). Via le bevande
alcoliche, gassate e zuccherine. Si
può trasgredire con un cibo non
previsto, es. palatine fritte, una
volta la settimana.
L'ESPERTO «È monotona e rigida»,
dice Fatati.
SOUTH BEACH
CHE COS'È Programma dimagrante
iperproteìco associato a decotti e
bevande depurative, che
accompagnano barrette e piatti
pronti con alto contenuto di proteine.
PECULIARITÀ . Per 2 settimane si
eliminano i carboidrati (pane, riso,
pasta, patate, cereali, prodotti da
forno, frutta e dolci In genere). Non
ammesso neanche un cucchiaino
di zucchero. Tutto a favore di
uova, pesce, carne purché magra,
latticini light e olio d'oliva. Dopo i
14 giorni rigidi, gradualmente si
possono reintrodurre i cibi vietati.
Promette di perdere dai 4 ai 5 chili
nelle 2 settimane di regime stretto.
L'ESPERTO «Improponibile: esclude
un gruppo di alimenti importanti
ed è impossibile da mantenere nel
lungo periodo», dice Fatati.
DELL'INDICE GLICEMICO
CHE COS'È Altra dieta molto cara ai
vip (Sharon Stone, Uz Huriey), è
opera dal medico americano David
Jenkins. Per dimagrire e eliminare
i rotolini di adipe va tenuto sotto
controllo l'indice glicemico degli
alimenti, ossia velocità ed entità
dell'aumento della glicemia dopo
la loro assunzione.
PECULIARITÀ Consumo a piacere
per i cibi a basso indice glicemico,
veto per quelli con indice alto. Si a
uova, pesce, formaggi (tutti),
carne e insaccati, ortaggi verdi,
yogurt magro, cioccolato al latte,
piselli, arance, arachidi tostate e
salate, cereali integrali, che hanno
un indice medio o basso. Veto ai
carboidrati raffinati, cornflakes,
patate fritte, purè di patate,
anguria. Non sempre I valori di
indice glicemico che usa Jenkins
coincidono con quelli - corretti -
usati dai diabetologi.
L'ESPERTO "Non è l'indice glicemico
del singolo alimento, ma il carico
glicemico del pasto nel complesso
ad avere positive ripercussioni sul
controllo della risposta insulinica. ,
Inoltre, come emerso da una n
recente e ampia metanalisi, è
ancora dubbia la relazione tra
sovrappeso o addirittura obesità e
il carico glicemico della dieta»,
osserva il professor Ticca.
ZONA
CHE COS'È Lanciata a metà anni '90
da Barry Sears, la zona è tra le
iperproteiche più seguite e amate,
specie dagli sportivi. Si basa sul
controllo degli equilibri ormonali
dell'organismo con l'eliminazione
dei cibi a indice glicemico troppo
alto e prevede un'integrazione di
acidi grassi omega 3 e omega 6.
PECULARIETÀ Ad ogni pasto si deve
rispettare l'apporto di carboidrati,
proteine e grassi nella percentuale
del 40-30-30. Non si contano le
calorie: per stabilire le dosi si usa
un sistema a blocchi e blocchetti.
L'ESPERTO Prevede pasti ad orari
stabiliti, una riduzione dei grassi
saturi e la preferenza dell'olio
d'oliva, ma non è in linea con la
dieta mediterranea, modello di
riferimento tra le diete benefiche",
osserva Giuseppe Fatati. Aggiunge
Ticca: «Da perplessità il carico
proteico eccessivo (30% di calorie
dalle proteine contro il 12-15%
degli standard codificati), che nel
lungo periodo può avere effetti
nocivi sulla salute. Inoltre, è
incompleta: prevede l'uso quasi
sistematico di integratori proteici
e di capsule di acidi grassi omega
3. A favore, il rilievo dato a frutta e
verdura e l'importanza affidata al
carico glicemico, ai grassi insaturi
e al movimento»
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