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Ippocrate e Leonardo ignoravano l'esistenza della prostata
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Ippocrate e Leonardo ignoravano l'esistenza della prostata

Ippocrate, il "padre" della medicina,ignorava l'esistenza della prostata, anche se avanzò l'ipotesi che in certi casi di disturbi minzionali la causa fosse ostruttiva. Fu Erofilo, intorno al 300 a.C., a parlare per primo di prostatai adeinoides; lo fece al plurale in quanto aveva eseguito studi anatomici sul maschio di scimmia che ha la ghiandola prostatica bifida.
Nel II secolo d.C. il famoso medico greco Galene individuò nell'ingrossamento della prostata una possibile causa di ritenzione urinaria. Come Ippocrate, anche Leonardo da Vinci nell'occuparsi di apparato urinario nelle sue famose Tavole anatomiche ignorò l'esistenza della prostata; ai tempi di Leonardo spettava ai barbieri chirurghi e ai ciarlatani occuparsi di ritenzione urinaria. Nel 600 fu Ridano, della Scuola di medicina di Parigi, a indicare la prostata come responsabile della ritenzione urinaria; da notare che all'epoca l'età media era sui 40 anni, quindi pochi uomini arrivavano all'età in cui si manifestano maggiormente i problemi della prostata.
Finalmente, nel 1761, Giovan Battista Morgagni, il medico forlivese fondatore della moderna anatomia patologica, parlò di rigonfiamento della prostata come disturbo che colpisce i soggetti più anziani.





   

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