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Palestre, supermercati, erboristerie, farmacie, sostanze dopanti e integratori

Palestre, supermercati, erboristerie, farmacie, sostanze dopanti e integratori

Palestre, supermercati, erboristerie, farmacie: dovunque in Italia, con modalità diverse, è possibile rifornirsi di sostanze dopanti. Non si parla più di atleti poco sportivi, ma di doping di massa. Ragazzi che ambiscono a costruirsi in fretta un fisico appariscente, quarantenni che vogliono mettere su muscoli o andare più forte in bicicletta, buttafuori delle discotesche che si «potenziano» in modo illecito. E persone in buona fede che assumono sostanze pericolose senza saperlo.
Nelle palestre italiane, in base a cifre fornite in un convegno a Roma sulle malattie andrologiche giovanili, l'uso di sostanze dopanti è ormai altissimo: da un minimo di 2 a 60 persone ogni cento, a seconda del centro sportivo. E calata anche l'età in cui si inizia ad assumerle: ragazzini di 1415 anni ne fanno già uso in palestra, secondo un allarme lanciato dall'ex sottosegretario al ministero della Salute Antonio Guidi. Le dimensioni del fenomeno sono confermate dal Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri: «Nel 2004 abbiamo sequestrato 1 milione di confezioni di sostanze illecite contro le 10 mila del 2003 » dice il colonnello Gianfranco Dainese, capo ufficio operazioni dei Nas. «La lotta al doping sta diventando uno dei nostri principali fronti di indagine».

Tra le persone arrestate lo scorso anno ci sono medici, farmacisti, informatori farmaceutici, dirigenti di società e federazioni sportive, produttori di integratori. L'elenco delle sostanze sequestrate riempie decine di pagine di verbale: dagli anabolizzanti ai costosi stimolatori dell'eritropoiesi, dalle sostanze stupefacenti e psicotrope ai diluenti ematici all'ormone della crescita. Con preoccupanti variazioni sul tema: medicinali scaduti, alterati, contraffatti.
E migliala di confezioni di preparati destinati a bovini e suini pronti per essere usati sull'uomo, Non solo: il 7 giugno sarà presentato a Roma il risultato di un lungo lavoro di indagine, svolto dall'associazione Libera di don Luigi Ciotti: un rapporto sui legami tra le mafie e il mercato del doping, aperto non solo ad atleti professionisti ma anche e soprattutto a dilettanti e sportivi amatoriali.

Procurarsi sostanze illecite non è mai stato così facile, anche nei supermercati e nei grandi negozi di articoli sportivi. «I prodotti a rischio sono in genere integratori di aminoacidi o di ferro di produzione statunitense, in libera vendita ovunque, su internet ma anche nei supermarket» avverte Luciano Caprino, ordinario di farmacologia alla Sapienza di Roma. «Negli ultimi dieci anni sono stati trovati parecchi integratori contaminati con nandrolone, in dosi tali da produrre positività ai controlli antidoping. La tecnica di produzione è semplice: la quantità complessiva dello steroide nella confezione è rilevante, ma solo il 20 per cento delle pastiglie di integratori viene alterato. Così spesso sfugge ai controlli a campione». Un prodotto tagliato con steroidi funziona meglio sulla crescita della massa muscolare.
Secondo la legge italiana, chi immette sul mercato integratori per sportivi ha solo l'obbligo di una notifica al ministero della Salute. E i controlli sono rari.

Risultato: sostanze di questo tipo possono capitare in mano a chi cerca un semplice integratore. Come difendersi?
«Prima di tutto ricordando che ferro e aminoacidi vanno integrati solo in caso di specifica necessità e su consiglio di un medico» dice Caprino. «Poi acquistando di preferenza prodotti italiani, confezionati da ditte serie che li mettono in vendita tramite il circuito farmaceutico.
L'ideale sarebbe migliorare i controlli di legge e introdurre un bollino verde sui prodotti sicuri». Le farmacie come forma di garanzia. Ma è possibile entrare in una farmacia e uscirne con il costoso ormone della crescita, o con l'eritropoietma, il cui commercio è soggetto a forti restrizioni? «Certo, anzi è frequente e le nostre indagini lo dimostrano» risponde Dainese. «Succede quando si crea una catena di complicità fra cliente, medico di base e farmacista». Il primo fa la richiesta.
Il secondo compila una speciale ricetta non ripetibile o limitativa intestandola a un paziente anziano e ignaro o addirittura defunto. Il terzo finge di non accorgersi delle tante prescrizioni anomale che arrivano sempre dallo stesso medico. «Noi monitoriamo il fenomeno grazie ai dati di vendita che ci arrivano dalle asi e spesso riusciamo a smascherare quelle che sono anche truffe al Servizio sanitario nazionale».

Anche le erboristerie sono luoghi a rischio. «Gli acquirenti non si rendono conto che un'erba può contenere principi nocivi, contaminati o dopanti, perché non ci sono foglietti illustrativi o posologie» avverte Caprino. n ginseng è in vendita ovunque con generiche qualità tonificanti.
Ma ha controindicazioni ed è a rischio di contaminazione». Prodotti come il mahuang o il Citrus aurantium hanno efedrina e sinefrina, sostanze stimolanti monitorate come possibile doping. L'apparentemente innocuo polline di pino scozzese contiene un precursore del testosterone. Ma il luogo principe dello smercio di sostanze dopanti restano le palestre, con sportivi dilettanti di ogni estrazione sociale ed età. Qui si trova di tutto .





   

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