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La menopausa, fase molto importante nella vita della donna; c'è addirittura chi la considera alla stregua di una malattia.

La menopausa, fase molto importante nella vita della donna; c'è addirittura chi la considera alla stregua di una malattia.

La menopausa, fase molto importante nella vita della donna, è ancor oggi caratterizzata da pregiudizi e luoghi comuni; c'è addirittura chi la considera alla stregua di una malattia. Il professor Carlo Flamigni, direttore dell'Istituto di ginecologia e ostetricia dell'Università di Bologna, la definisce «il grande tabù delle donne»; con questo titolo ha pubblicato recentemente da Mondadori un saggio che fa il punto sull'argomento alla luce delle ultime conoscenze della medicina e che spiega alle donne come affrontare serenamente questo delicato "momento" della loro esistenza. Da qualche anno la menopausa è sotto la stretta osservazione della ricerca medicoginecologica. Oggi si sanno certamente molte cose in più sull'argomento e ciò dovrebbe sgombrare il campo dai pregiudizi e dai luoghi comuni. In questa ottica abbiamo rivolto alcune domande alla dottoressa Rossella Nappi, ginecologa e sessuologa, ricercatore universitario della Cllnica ostetrica e ginecologica dell'Irccs Policlinico San Matteo, Università degli studi di Pavia.
L'allungamento della vita media ha permesso almeno nei Paesi occidentali di esplorare nuovi aspetti della salute della donna e di individuare le strategie più idonee a preservarne il benessere psicofisico. Come è cambiato per la donna l'approccio alla menopausa? La menopausa è il segnale biologico della fine della vita riproduttiva; è, però, un evento talmente ricco di significati sul versante psicologico e sociale che non può essere affrontato soltanto in una prospettiva medica. L'evento menopausa non è generalizzabile, dipende dalla predisposizione biologica di ogni donna a percepire le modificazioni ormonali e fisiche, dal vissuto emotivo e affettivo e, soprattutto, dalle aspettative che sono il risultato dell'ideale di femminilità cosi rapidamente mutato in questo inizio del terzo millennio. L'età biologica della donna di oggi si discosta molto spesso dall'età anagrafìca. Mentre in un passato non troppo remoto la donna tra i 40 e i 50 anni aveva già giocato la "partita" più importante della sua vita (era madre da tempo e probabilmente già anche nonna, o era almeno zia se il destino ne aveva fatto una "zitella"), la cinquantenne di oggi fa ancora tanti progetti per il futuro, dividendosi con mille equilibrismi tra lavoro e famiglia e con un occhio attento a bilancia, creme, massaggi e fitness.
Quindi sono tanti gli interrogativi che una cinquantenne si pone. Quali le risposte da dare? Il ginecologo di oggi è un medico "nuovo", non più soltanto ostetrico, ma interlocutore privilegiato della donna in tutti i suoi periodi critici di cambiamento psicobiologico. In tema di menopausa, A ginecologo non si occupa soltanto degli eventuali sintomi connessi all'età climaterica (vampate, sudorazioni, insonnia, irritabilità, calo della libido, cefalea, dolori articolari e muscolari, eccetera) e della prevenzione di possibili patologie a lungo termine ad essa in parte correlate (osteoporosi, disturbi cardio e cerebrovascolari, eccetera), ma anche e soprattutto di aiutare globalmente le donne a realizzare il loro progetto di qualità di vita mediante un dialogo aperto su tutti gli aspetti della sua femminilità. Ritengo che alcuni dati emersi da una ricerca effettuata recentemente da Fondazione Organon e Federcasalinghe su un campione di 1.787 donne tra i 40 e i 75 anni il progetto, intitolato piacere di essere donna a 50 anni, va avanti e si arricchisce di nuovi elementi siano davvero significativi della svolta culturale in tema di medicina al femminile sul versante della menopausa, della sessualità e della qualità di vita. Innanzitutto, è importante sottolineare come ci siano delle differenze molto nette ed evidenti tra le varie fasce d'età.
Quali differenze? Analizziamo la donna dai 60 ai 69 anni. Riservata, regina del focolare domestico, meno attenta alla salute in generale e "vittima" rassegnata e apparentemente soddisfatta degli anni che sono passati, questa "donna di ieri" intende la menopausa come un evento naturale, inevitabile e non ritiene necessario discuterne con il medico, tanto meno con il ginecologo. Basti pensare che il 17% dichiara di non avere mai fatto, o di non aver più fatto una visita ginecologica dall'epoca dell'ultimo parrò. I sintomi dell'età climaterica e le modificazioni della vita sessuale e di relazione sono stati una pane integrante della vita delle "donne di ieri" e ben poche di loro hanno pensato di poterli e doverli risolvere all'epoca della menopausa. Sono molto ansiose, meno in sintonia con il partner e un po' più sole; soltanto una minoranza ha sogni nel cassetto da realizzare. Prendiamo adesso in considerazione la donna dai 50 ai 59 anni. Aperta, impegnata in casa e fuori, con buona cura di sé e della propria salute, la "donna di oggi" ha ancora un atteggiamento ambivalente nei confronti degli anni che passano; in lei abbandonando la visione conservativa sul tema della menopausa c'è la tendenza ad affrontare positivamente questa fase della vita in un'ottica di informazione e confronto con il ginecologo in termini di prevenzione, arma vincente per salute e benessere.
Il 57% delle "donne di oggi" ha un atteggiamento positivo nei confronti di eventuali terapie della menopausa e il 94,4% fa controlli regolari con l'intento di migliorare la propria qualità di vita. Il partner è importante emotivamente e cognitivamente. La sessualità gioca un ruolo centrale nella relazione ed è per questo che la donna denuncia i disturbi relativi a questa età di transizione e le problematiche legate alla vita sessuale. Vive dovendo fare i conti con numerosi e pressanti impegni che assorbono la maggior parte delle sue energie: il lavoro, la cura dei figli e dei propri cari, gli interessi personali, la voglia di socializzare. Passiamo all'età dai 40 ai 49 anni. Informata, iperattiva e un po' stressata, la "donna di domani" è quella che non guarda più con timore alla menopausa in arrivo; è consapevole del fatto che occorre prepararsi con un certo anticipo, prevenendo la comparsa dei disturbi di questa età. Infatti il 78,5% delle donne di questa fascia di età dice che vivrà bene la menopausa, "serenamente, come la fine di un periodo della vita e l'inizio di uno nuovo".
La "donna di domani" ha un rapporto di scambio critico con il ginecologo, intensifica i controlli e richiede esami specifici; si aspetta molto dalle eventuali terapie che tuttavia vengono vissute ancora con un leggero senso di colpa, come se la volontà di contrastare i segni del tempo possa rappresentare un elemento di superficialità. Il partner conta molto, sia in un rapporto di vecchia data che in una relazione nuova, e il declino dell'intesa fisica è un'entità da contrastare. Nel corso della ricerca alla quale lei si riferiva prima è emerso quali siano i sintomi principali delta menopausa? Il 46% delle 1.346 donne in menopausa interrogate nel corso della ricerca ha riferito di avere vampate di calore che spesso si associano in ordine di frequenza ad insonnia (26%), sudorazioni notturne (24%), dolori muscolari e articolari (23%), sbalzi d'umore (22%), ansia (21%), palpitazioni (20%), depressione (17%), cefalea (11%). Sintomi urogenitali quali bruciore, cistiti ricorrenti ed incontinenza urinaria vengono riportati dal 22% delle donne.
È alta la percentuale di donne in menopausa che segue una terapia ormonale? Nonostante il 46% delle donne in menopausa abbia riferito sintomi anche di una certa rilevanza, soltanto una donna (12,5%) su dieci sta effettuando una terapia ormonale prescritta dal ginecologo; nel 15% dei casi l'ha effettuata in passato. Le ragioni più comuni di sospensione delle terapie sono: stanchezza nell'assumere le cure nel 35% dei casi, remissione dei sintomi nel 23%; le ragioni invece che motivano il fatto di non aver mai iniziato un trattamento sono: assenza di disturbi nel 16,6% dei casi, il non voler assumere ormoni nel 17,7%.
Quanto incide la menopausa sulla sessualità della donna? Sono tante le donne in menopausa che denunciano un calo del desiderio. È indubbio che la libido rappresenti il "motore" della sessualità durante tutto l'arco della vita femminile, ma è anche vero che la base biologica della libido è endocrina e dipende dagli ormoni maschili e femminili che costituiscono la "benzina" della risposta sessuale. Una riduzione della libido in età menopausale è pertanto una "spia rossa" molto fedele della carenza ormonale e può rappresentare un segno segreto, nascosto nel cuore e nel cervello della donna, il segno di un malessere che investe molte aree del benessere fisico e mentale.





   

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