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Nei: da tenere sempre sotto controllo

Nei: da tenere sempre sotto controllo

Quelli che possono provocare problemi compaiono soprattutto nell'età matura. Necessario controllare la propria cute periodicamente per scoprire eventuali neoformazioni. II termine "neo" è usato nella lingua italiana come prefisso indicante qualcosa di nuovo o comunque di differente; è usato anche come termine equivalente a neoplasia, sia essa benigna o maligna. Così, per rendere meno inquietante la parola neoplasia, si usa "neo" che è più gradevole e accettabile rispetto ad altri termini (carcinoma, epitelioma, cancro, fibroma). Nei tempi passati, i "nei" erano considerati veri e propri attributi della bellezza femminile; ancor oggi i francesi li chiamano, con un'espressione molto colorita, grains de beante; non è forse vero che nel '700 le belle dame amavano dipingere sul proprio viso finti nei per apparire più attraenti?
I "nei" o "nevi", dal punto di vista biologico, sono piccole formazioni di colorito nerastro, aggettanti sulla cute; possono essere acquisiti o congeniti ed entrambi producono melanina. I nei acquisiti, eccezionali nei bambini, tendono a crescere nel tempo, sia di numero che di dimensioni. I nei congeniti possono degenerare ed evolvere in melanoma nel 1015% dei casi. Il melanoma è una neoplasia aggressiva che deriva dalla trasformazione dei melanociti (cellule a malignità relativa) il cui compito è quello di produrre pigmento scuro (nero) e perciò il melanoma viene anche detto "tumore nero". Esso compare soprattutto nell'età matura.
Per un profano il melanoma si presenta simile ad un innocuo neo che, se trascurato, può anche uccidere. Si tratta in realtà di una malattia a due tempi: inizialmente si presenta come una formazione scura di forma frastagliata, contenente già cellule maligne; e come tale può rimanere silente per anni. Nella seconda fase, si altera profondamente e rapidamente la struttura delle cellule e dei tessuti e si manifesta la particolare malignità di questo tumore. La lunga durata del decorso pretumorale propriamente detto, consente di attuare gli interventi più efficaci per la prevenzione. La terapia del melanoma è essenzialmente chirurgica: si tratta di un semplice intervento ambulatoriale e la guarigione è totale nel 100% dei casi se si riesce a intervenire in tempo.
Oggi disponiamo, oltre all'intervento chirurgico di resezione, anche di sostanze chimiche e radiazioni potenti che possono distruggere il tumore non ancora in fase metastatica. Attualmente, la speranza di debellare il melanoma in modo radicale è riposta su vaccini specifici e sulla terapia genica ancora in via di sperimentazione. Fin qui l'aspetto patologico dei tumori della pelle (nei). I nei possono costituire anche aspetti sociali di non scarsa importanza. È necessario che ciascuno controlli la propria cute periodicamente per scoprire eventuali neoformazioni soprattutto se di colore nerastro e di dimensioni crescenti, specie se ci sono casi precedenti in famiglia, informandone tempestivamente il proprio medico curante.
Infine, merita attenzione il rapporto fra sole, pelle e neoplasie; si suole dire semplicisticamente: "troppo sole promuove tumori della pelle". Però, per quanto riguarda il melanoma, il pericolo è poco probabile.
Un dato certo è che il sole (con i suoi raggi ultravioletti presenti nelle ore centrali della giornata) determina una serie di alterazioni della pelle causandone un invecchiamento precoce (fotoinvecchiamento), ma non è stato ancora accertato che provochino la produzione di melanomi. I soggetti più vulnerabili sono quelli meno abituati alle radiazioni solari, come le popolazioni nordiche (di pelle chiara) o coloro che lavorano in ambienti chiusi per gran parte dell'anno. Di sicuro le popolazioni di pelle molto scura, come ad esempio i negri, sono, sotto questo punto di vista, le più fortunate.





   

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