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Sorprendenti scoperte dalle ricerche sull'attività fisica

Sorprendenti scoperte dalle ricerche sull'attività fisica

Lo sport è amato in compagnia
L'Istituto di Medicina dello Sport di Torino ha sottoposto un gruppo di ultra sessantenni ad un programma di esercizi ginnici adatti alla loro età e al loro stato di salute. Il vice direttore dell'Istituto, Piero Astegiano, illustra i risultati emersi da questo programma della durata di nove mesi l'anno, con tré sedute settimanali in palestra. Evidenti miglioramenti dello stato di salute. Un impegno senza limiti di età purché guidati nella scelta da esperti che valutino le capacità di ognuno. Il sondaggio di 50&PÌÙ tra i lettori.
Ortopedici e psicologi, dietologi e "operatori della bellezza" ne sono convinti: la salute del corpo, così come quella della mente, comincia dal movimento. Automobili, ascensori e persino i tapis roulants delle metropolitane, lusinghe accattivanti per la nostra pigrizia, sedimentano ruggine nelle articolazioni e inflaccidiscono muscoli e cervello. L'allarme vero viene dalle statistische: in Italia il 14% degli adolescenti è in sovrappeso e più del 50% di essi non pratica attività sportiva. Altrettanto sconfortante è la realtà opposta, di chi cioè, ammaliato dalla longilinea figura da topmodel che ammicca dalla copertina di una rivista, comincia a seguire un mito, concentrando tutti gli sforzi risparmiati fino ad allora. Tentativo inuti;le quanto pericoloso se solo si considera che alla fine di uno sforzo prolungato, come possono esserlo una corsa nel parco o un' estenuante seduta in palestra, non sempre si riesce a tirare un sospiro soddisfatto: anzi, è più facile avere un respiro affannoso o un inizio di crisi asmatica.

Ginnastica sì, dunque, ma cum grano salis. Dosata, equilibrata, adeguata alle esigenze e alle energie di ognuno. Magari nella protezione di una palestra attrezzata. Viene condannata la possibilità da parte di casalinghe irrequiete di trovare nella palestra un riempitivo per i numerosi coni d'ombra, di vedere nei pesanti manubri l'espiazione dei peccati di gola (un'ora di ginnastica per neutralizzare un piatto di spaghetti e 35 minuti di cyclette per un gelato), o di amanti della bella vita che fanno dell'estate un momento di tutto riposo e di grandi scorpacciate, sicuri della complicità riparatrice di un corso di ginnastica ai primi d'autunno. Invece, una sana igiene mentale suggerisce l'approccio razionale e costante con l'attività fisica guidata da istruttori e assistenti qualificati.

Il benessere fisico innanzitutto
La corsa alla piscina coperta, al body building, allo yoga o all'aerobica non è determinata solo dalla linea perduta ma anche dal desiderio di affrancare il proprio corpo dalla schiavitù nei confronti della società che delega il movimento alle, macchine. I più informati però sanno che esiste soprattutto una motivazione legata al benessere fisico. Una ginnastica ben fatta non solo modella e rassoda il corpo, ma aumenta l'elasticità dei polmoni favorendo una migliore respirazione, facilita la mobilità delle articolazioni e mantiene un giusto tono muscolare. Senza contare che spesso le persone che prendono la ginnastica come una cosa seria, e non come un trastullo per snob sfaccendati, liberamente scelgono di smettere di fumare o migliorano senza sforzi la loro alimentazione. Sale e salette tappezzate di specchi, dapprima crudeli e poi va via più incoraggianti, e zeppe di macchinari strani solo apparentemente, simili a strumenti di tortura ma in realtà fonte di una buona forma fisica. Dalla semplice e familiare spalliera ai numerosi robot fatti di tubolari metallici e cinghie di cuoio che avvolgono, vibrano, sollevano e massaggiano. Per ogni parte del corpo che crei un complesso c'è la macchina adatta che si chiama "sedia romana", "multi power", "lat machine", "panca curva", "butterfly" o semplicemente bilanciere.

Ginnastica per tutti i gusti.
Molti gli attrezzi per il body building, sempre più apprezzato anche dalle donne che, eliminato il pregiudizio degli indesiderati muscoli nerboruti, sanno di poter ottenere una vera e propria scultura del corpo. Questo tipo di ginnastica va però considerato integrativo di altre forme sportive e quindi praticato con moderazione per evitare che i muscoli, rassodati con esercizio eccessivo, si affloscino quando si smette. Gli esperti infatti consigliano corsi al massimo di quattro mesi per non più di tré giorni la settimana. In sale sgombre da macchinar! di sorta si svolgono invece le lezioni di ginnastica cosiddetta "a corpo libero". La fantasmagorica aerobica, grata all'affascinante Jane Fonda per averla lanciata in tutto il mondo, è in realtà la più pesante e faticosa perché viene eseguita senza interruzione a ritmo di musica.

Ha lo scopo di portare i ritmi cardiaci ad un certo limite oltre il quale l'organismo brucia soltanto zuccheri. Entro quel limite, invece, vengono aggrediti i tanto detestati grassi. Meno popolare ma molto prezioso per la prevenzione di piccoli infortuni è lo stretching, o ginnastica leggera, che si basa su un principio fondamentale: ogni movimento che si compie è potenzialmente pericoloso se il fisico non è preparato ad esso. Persino gli sport più impegnativi richiedono spesso solo un ristretto numero di movimenti. Lo stretching, "stirando" delicatamente il tessuto connettivo che avvolge muscoli e articolazioni, rende il corpo elastico in ogni sua parte tanto da garantire ogni movimento senza sforzi o danni. A metà tra il fisico e il meditativo, frutto delle sagge filosofie orientali, lo yoga, che, attraverso lentissimi movimenti e contrazioni prolungate, risveglia e accumula l'energia vitale del corpo in funzione dello sviluppo inferiore.

Dal "fior di loto" alla "locusta", le 64 (o 84, secondo le scuole) posizioni principali dell'Hatha Yoga (o yoga fisico, il tipo più diffuso in Occidente) ricompongono l'equilibrio psicofìsico attraverso la concentrazione e il controllo della respirazione. I seguaci dello yoga, che in genere armonizzano la loro vita a quella filosofia seguendo anche un regime alimentare vegetariano, seguono corsi di impegno crescente, guidati di solito da maestri indiani. Sempre più diffuso nelle palestre italiane lo squash. Una sorta di tennis, altamente competitivo, in cui uno dei due contendenti con una racchetta speciale lancia la palla contro il muro con velocità tale da rendere difficile il rinvio dell'avversario. Per parteciparvi sono richieste una perfetta efficienza fisica e una prova da. sforzo valutata dal medico della palestra.

Una giornata nelle oasi della salute
L'assistenza medica nell'attività ginnica è imprescindibile: a partire dalla visita preliminare al momento dell'iscrizione, all'indicazione degli esercizi permessi o vietati, alla progressione dall'entità dello sforzo. Chi se lo può permettere trascorre mólte ore in questi centri attrezzatissimi, vere e proprie "oasi della salute", passando dalla ginnastica per scaldare i muscoli ai pesi, dalla sauna all'idromassaggio. E all'ora del pranzo? Nessun problema. Quasi tutte le grandi palestre hanno un ristorante (o un bar fornitissimo) dove poter consumare un pasto ipocalorico programmato dal dietologo del centro. Dopo, un breve relax su apposite sdraio, magari lungo il bordo della piscina, l'abbronzatura per mantenere un sano e lucido aspetto da vita all'aperto. Niente paura: oggigiorno le radiazioni sono sotto controllo con apparecchiature a lampade filtrate e lettini completamente schermati. Ovviamente, l'allenamento ginnico può essere effettuato anche in casa, ambiente preferito a una certa età per evitare condizionamenti di orari, defezioni dovute al maltempo e una sorta di pudore che potrebbe impedire di muoversi con naturalezza temendo il confronto con giovani fanatici del culturismo. La cosiddetta Home Fitness (buona salute casalinga) oggi è un progetto facilmente realizzabile. Macchinar! e attrezzi dell'ultima generazione, spesso multifunzione, sono ormai in sintonia con le esigenze domestiche quali il ridotto ingombro e la silenziosità. Inoltre, tali attrezzi, detti spesso da "cardio fitness", consentono di bruciare i grassi e migliorare la funzionalità cardiovascolare e respiratoria.

L'importanza del movimento
La salute innanzitutto. È questo l'obiettivo principale che spinge le persone di una certa età a fare attività fisica. E non si tratta di un'illusione. Risultati alla mano, una ricercaprogetto commissionata dall'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte e dall'Istituto di Medicina dello Sport di Torino ha confermato l'importanza effettiva del movimento. Abbiamo chiesto chiarimenti al dottor Piero Astegiano, vice direttore dell'istituto di Medicina del progetto L'attività fisica della terza età.

Come si è svolta questa Ricerca?
Abbiamo preso in esame due gruppi di soggetti sopra i 60 anni; ottanta per ogni gruppo. Un gruppo cosiddetto sperimentale e l'altro detto "di controllo". Quello sperimentale è stato sottoposto a un tipo di attività fisica costante, impegnativa e coordinata nell'arco di nove mesi l'anno; l'altro non faceva attività fìsica. Alla fine del ciclo abbiamo effettuato un ceckup valutativo dei soggetti sottoposti ad esperimento confrontandoli con i loro dati clinici iniziali e con quelli dei soggetti che non hanno svolto quel tipo di attività.

Quanto tempo è durato l'esperimento?
Questa, ricerca è durata 4 anni e nel panorama della letteratura internazionale è uno dei più lunghi, ma soprattutto uno dei più significativi. Quindi possiamo sostenere che i risultati ottenuti sono fortemente validi in termini oggettivi. Naturalmente una ricerca di questo tipo, con soggetti in media di 6567 anni, ha rilevato anche quanti sono riusciti a mantenere il ritmo e a continuare l'esperimento. I risultati sono stati largamente lusinghieri, visto che c'è stata una rinuncia irrisoria, solo il 6%, con riferimento al gruppo sperimentale e intorno al 12% nell'altro gruppo, ovviamente meno motivato perché inattivo.

Dal punto di vista fisico che risultati avete avuto?
Miglioramento dell'efficienza fisica globale: apparato cardiorespiratorio, apparato muscoloarticolare (la capacità di muoversi e la forza espressa), peso, parametri di colesterolo, azotemia, uricemia, glicemia ed altri. I soggetti che hanno partecipato all'esperimento per 4 anni hanno avuto un sensibile miglioramento: circa il 15% nell'efficienza cardiocircolatoria, che è moltissimo, il 910% per l'apparato respiratorio che con l'avanzare dell'età è più soggetto di quello cardiaco alle cadute di efficienza; ed è perciò questo un dato estremamente positivo. Riguardo alla forza muscolare abbiamo avuto dei risultati superiori a quelli attesi, miglioramento per gli arti inferiori che sono i più sollecitati nell'attività in palestra intorno al 20-25%, mobilità articolare (spalle, schiena, ginocchia) con costanti miglioramenti tra il 10 e il 20%. Naturalmente bisogna tener conto del fatto che i soggetti che hanno iniziato l'esperimento a 65 anni, alla fine ne avevano 69. Per cui gli effetti ottenuti hanno ancora più rilevanza perché hanno vinto la "fisiologica" caduta dovuta all'età. I risultati sono stati così positivi che hanno indotto chi aveva commissionato la ricerca, l'Istituto di Medicina dello Sport di Torino e l'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, a ripeterla invertendo i ruoli dei due gruppi. Questo però partendo da un'età anagrafica su periore di 4 anni rispetto al precedente esperimento. Il fatto è che chi ha sperimentato l'efficacia dell'attività fisica non ci vuole più rinunciare, mentre chi non l'aveva fatta vuole iniziare aspettandosi dei risultati positivi già dopo il primo anno.

Con quale intensità è stata effettuato il programma di attività fisica?
Tre sedute di un'ora alla settimana, in palestra, per 9 mesi all'anno. Venti minuti di ginnastica streching o di riscaldamento, 20 di lavoro sulle macchine per il rinforzo muscolare e 20 minuti di attività aerobica. Senza fermarsi. Canali sono le motivazioni che hanno spinto il gruppo a far parte di questa iniziativa? Innanzitutto l'aspettativa di un miglioramento dell'efficienza fìsica. Ma non è da trascurare anche il fatto che lavorare ad un progetto insieme ad altri favorisce la socializzazione. Un aspetto psicologico, questo, decisamente positivo tanto che molti dei partecipanti al gruppo attivo hanno ridotto gradualmente i tarmaci psicoansiolirici che prima assumevano regolarmente. Durante questi quattro anni, alcuni soggetti sono stari affetti da gravi malattie come delle forme neoplastiche, ma il fatto positivo è che dopo il trattamento sono tornati in palestra. E l'esperienza vissuta durante l'attività e gli effetti benefici riportati li hanno motivati al punto da superare meglio e con più forza un momento negativo della loro vita. Se non si è mai praticato sport in gioventù, è possibile cominciare in età matura? L'attività fisica, che non è attività sportiva semmai ne è il presupposto, si può cominciare a qualunque età. L'importante è che sia impostata sulla base di quello che il medico valuta riguardo al livello di efficienza fìsica. Dunque la visita medica è un presupposto indispensabile, per conoscere lo stato di salute del soggetto. Se una persona ha l'artrosi delle ginocchia non è il caso che faccia, jogging o footing. Il nuoto, per esempio, non è consigliabile a tutti; infatti, chi non sa nuotare fa tanti movimenti anomali per il suo fisico che diventa controproducente. In palestra è molto più facile trovare l'esercizio giusto per ognuno, all'inizio per esempio lo streching per migliorare la mobilità articolare, poi si può passare ad esercizi per rinforzare il tono della muscolatura. A quel punto, cioè solo dopo aver migliorato il livello di efficienza fisica generale, si può pensare a fare l'attività che più piace. Jogging, sci di fondo, nuoto, corsa leggera, trekking. Parlando di soggetti in buona salute, c'è qualche sport comunque sconsigliato dall'età? Dipende dall'individualità della risposta, anche se oggi la qualità media della popolazione di una certa età è talmente migliorata che le attività sconsigliate sono davvero poche. Ad esempio, quelle che comportano impiego notevole di forza come il sollevamento pesi o alcuni esercizi di ginnastica o la corsa veloce. L'importante è capire quale sport sia adatto alle caratteristiche e all'efficienza fisica di ognuno.

La preferenza dovrebbe comunque cadere sulle attività aerobiche?
Certamente. Sono più modulabili. Ad esempio, lo sci di fondo o l'escursionismo montano che consentono una certa gradualità. Il notevole allungamento della vita ha spostato in là il limite oltre il quale sarebbe meglio non praticare dello sporti Se una persona è efficiente può fare attività fisica senza limiti di età. Anzi, l'esercizio migliora le capacità dell'organismo. Nessuno può garantire l'immortalità, ma l'efficienza fìsica sì.





   

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