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Quale è la dieta migliore? E' quella che si riesce a seguire di più.

La miglior dieta è quella che si riesce a seguire di più.



La miglior dieta è quella che si riesce a seguire di più. Non importa se vieta pane e pasta o riduce a zero i grassi:quel che conta è solo la costanza. "Un articolo pubblicato sulla rivista dell'«American medical association» ha fischiato la fine del match tra i sostenitori dei diversi programmi alimentari, decretando un punteggio di parità: il dimagrimento non dipende tanto dal tipo di dieta, quanto dalla perseveranza con cui la si continua nel tempo.
In un centro universitario di Boston, 160 adulti obesi o sovrappeso sono stati invitati a seguire per un anno una delle quattro diete più in voga negli Stati Uniti: la Ornish e la Atkms, che tagliano in maniera drastica rispettivamente grassi e proteine, la Zona, basata su un rapporto di carboidrati, proteine e grassi di 40-30-30 e la Weight Watchers, che prevede una più equilibrata riduzione delle calorie, con un occhio di favore ai principi della tipica alimentazione mediterranea.

Dopo un anno, la perdita di peso registrata nei quattro gruppi non era molto consistente ne differente in maniera significativa tra coloro che seguivano l'una o l'altra dieta: in media il calo era di circa tré chili, ma era maggiore in chi era riuscito a restare fedele al programma alimentare fino alla fine. I primi due programmi, assai diversi tra loro, hanno però in comune l'ambizione di cambiare le abitudini alimentari, non solo far perdere un certo numero di chili: un approccio da preferire in una società in cui l'obesità sta diventando una questione di sanità pubblica.

La «QUESTIONE OBESITÀ» Secondo alcuni analisti le previsioni sull'aumento della vita media negli Usa dovranno essere ridimensionate a causa delle conseguenze sulla salute di quella che ormai viene considerata alla stregua di una vera e propria epidemia. Mentre nel gennaio del 2004 gli esperti dei «Centers for Disease Control» avevano diffuso una stima terrorizzante di 400 mila decessi, ora parlano di «soli» 25 mila morti annui. Anche in Europa, comunque, non c'è da stare allegri: circa la metà della popolazione adulta è sovrappeso e quasi un quarto degli individui, in molti Paesi, si può definire clinicamente obeso.

In Italia, tra il 1994 e il 1999, l'Istat ha registrato un aumento del 25 per cento dei casi di obesità, mentre almeno 16 milioni di italiani dovrebbero perdere qualche chilo, quindi sono per lo meno in sovrappeso. Quel che per le istituzioni è una spina nel fianco, per le case farmaceutiche è un potenziale sconfinato mercato: gli analisti di Wall Street punterebbero a occhi chiusi su una pillola per dimagrire senza fatica, anche se ci sono precedenti di prodotti che si sono poi dimostrati dannosi per la salute.

Meglio allora cambiare lo stile di vita, muovendosi di più e facendosi guidare verso un programma alimentare che aiuti a cambiare le proprie abitudini. Per riuscire a seguirlo più fedelmente, conviene orientarsi verso quello più consono ai propri gusti, purché sano ed equilibrato.





   

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