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L'emorragia extradurale: quando sopravviene?
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L'emorragia extradurale: quando sopravviene?
L'emorragia extradurale sopravviene quando i vasi sanguigni della dura madre il più esterno dei tre strati (meningi) che ricoprono il cervello si rompono e il sangue defluisce verso l'esterno al di sopra della superficie cerebrale. La malattia è dovuta di solito a un trauma cranico che provoca la rottura di alcuni vasi sanguigni lungo la superficie esterna della dura madre . Essendo questi vasi di grosso calibro, ne defluisce una gran quantità di sangue, e i sintomi dell'emorragia extradurale si manifesteranno nel giro di 24 ore dopo il trauma. Anche se la lesione originale sembra insignificante al momento dell'incidente, i sintomi sono gravi: improvviso e forte mal di testa, nausea, vomito e una progressiva sonnolenza che può portare a uno stato di incoscienza.

Quanto è frequente il problema?
Nei reparti di pronto soccorso e rianimazione degli ospedali viene curato ogni anno circa un milione di traumatizzati del cranio, ma soltanto per il 10% di questi si rende necessario il ricovero in ospedale e soltanto 1'12% presenta come complicazione un'emorragia extradurale. Questa è tuttavia una complicazio ne seria, perché la pressione sul cervello aumenta via via che il sangue affluisce nell'esiguo spazio tra cervello e scatola cranica.

Che cosa fare?
Se voi o una persona in vostra presenza manifestate sintomi di emorragia extradurale, cercate rapidamente l'aiuto di un medico, specialmente se vi è stato un trauma alla testa nei giorni precedenti. Se il soggetto non viene curato rapidamente, esiste il pericolo di una lesione cerebrale permanente e anche della sua morte. Sarete ammessi immediatamente all'ospedale per esami diagnostici, come una radiografia del cranio e una TAC. e un trattamento generale per il trauma cranico. Se gli esami rivelano la presenza di un'emorragia extradurale, sarà necessario che vi sottoponiate a un intervento chirurgico per porre fine all'emorragia. L'operazione comporta la rimozione di una parte della calotta cranica per liberare il sangue stravasato e permettere al chirurgo di riparare i vasi sanguigni che si sono rotti. Se l'operazione viene eseguita tempestivamente, è probabile una completa guarigione.

   

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