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Malattie della cornea: quando si riccorre all'innesto lamellare?

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Malattie della cornea: quando si riccorre all'innesto lamellare?

La cornea è quella struttura lucente, trasparente e lievemente tondeggiante situata nella zona centrale dell’occhio. Le lesioni e le alterazioni a suo carico compromettono seriamente la funzione visiva; attualmente la possibilità di attuare il trapianto di tale organo offre una valida soluzione a queste situazioni. La cornea rappresenta il più importante sistema diottrico a fuoco fisso dell’occhio umano; la sua potenza ottica copre circa il 60% della capacità visiva complessiva, nonostante le sue dimensioni veramente ridotte: lo spessore della cornea infatti è di mezzo millimetro al centro e di un millimetro ai bordi, dove continua con la sclera, la parte bianca della superficie oculare.

Struttura della cornea
La cornea è formata da cinque strati: quello più esterno, epiteliale, è simile alla superficie cutanea; segue la cosiddetta membrana di Bowman, costituita da fibre elastiche. Il terzo, detto strato stromale di supporto, è il più spesso ed è ricco di una particolare proteina detta collagene (contribuisce a preservare la cornea dai processi infettivi, dato che vi si trovano diverse sostanze antigeniche dotate di proprietà antinfettive; serve anche a tenere sotto controllo i processi infiammatori a carico della stessa cornea). Segue quindi lo strato endoteliale che serve a mantenere la trasparenza della cornea e a regolare il bilancio dei liquidi che dall’interno dell’occhio la raggiungono (le cellule di questo strato non sono in grado di rigenerarsi, per cui ogni alterazione a carico dell’endotelio causa danni permanenti alla vista); l’ultimo strato è di natura elastica ed è chiamato membrana di Descemet. Lo strato epiteliale è sempre ricoperto da un sottile velo di lacrime che garantiscono alla cornea adeguata protezione contro i batteri, la polvere, gli agenti irritanti; il velo di lacrime ha anche una funzione ottica, dato che in sua assenza la cornea perde la trasparenza per divenire opaca.

Il trapianto di cornea
Questo tipo d’intervento viene compiuto in quei casi nei quali la cornea presenta lesioni cicatriziali nella porzione centrale o alterazioni della sua fisiologica convessità in seguito a traumi o malattie. Laddove la cornea è deformata, essa si presenta assottigliata e assume una forma conica irregolare. L’intervento consta nel sostituire la cornea malata con quella sana prelevata dall’occhio di un donatore (in genere proveniente dalla cosiddetta ‘banca degli occhi’). Per l’esecuzione si procede all’incisione di una porzione circolare attorno alla cornea da asportare; in molti casi la zona da trapiantare, per ottenere un buon recupero funzionale, ha dimensioni comprese tra i 7 e i 9 mm di diametro. Si possono impiegare due tecniche: una consiste nell’incidere la cornea a tutto spessore, l’altra solo parzialmente. A quest’ultima, detta d’innesto lamellare si ricorre quando è sufficiente sostituire solo i tessuti degli strati più superficiali, risultando indenni quelli profondi. Un’ incisione corrispondente, ovviamente, viene eseguita anche sull’occhio del donatore e la parte cosi prelevata viene sistemata nell’occhio del ricevente. Per il fissaggio si ricorre al controllo microscopico della sutura fatta con fili di collagene montati su aghi sottilissimi non più lunghi di 4 mm. Nel caso, per fortuna raro, di un rigetto della cornea trapiantata, si ottengono sovente buoni risultati utilizzando farmaci antinfiammatori per bloccare il processo negativo. I punti di sutura vengono rimossi solo a distanza di alcuni mesi e, se non vi sono problemi con l’innesto, il deficit visivo residuo può essere corretto con l’uso di occhiali o di lenti a contatto.





   

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