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I massaggi possono risolvere inconvenienti causati da tensione nervosa e stress psicofisico stimolando l'organismo ad un miglior funzionamento.

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I massaggi possono risolvere inconvenienti causati da tensione nervosa e stress psicofisico stimolando l'organismo ad un miglior funzionamento.

La tensione nervosa e lo stress psicofisico sono molto spesso fonte e causa di svariate forme morbose e di stati dolorosi: i massaggi possono risolvere questi inconvenienti allentando la rigidità muscolare e stimolando i vari apparati dell' organismo a un miglior funzionamento. La nostra reazione istintiva davanti al dolore è quella di sfregare e di massaggiare la zona dolente per alleviare il fastidio: la massoterapia, cioè la forma di terapia basata sull’impiego del massaggio, cerca di applicare scientificamente questa metodica per portare beneficio a chi soffre di tensione psicofisica e di stati dolorosi.

Come funzionano i massaggi
I massaggi esplicano fondamentalmente due differenti tipi d’azione, uno di rilasciamento l’altro di stimolazione, e dalla combinazione dei due effetti si può ottenere il risultato desiderato. Per esempio, chi soffre di cattiva circolazione accusa spesso freddo alle estremità e dolori alle gambe; la tensione nervosa contribuisce ad aggravare questa situazione, dato che l’eccessiva contrazione muscolare non fa che ridurre il flusso sanguigno locale, così come l’immobilità prolungata, la mancanza di moto, l’obesità, ecc. In queste condizioni i massaggi possono contribuire a rilasciare i tessuti, producendo uno stato di completa distensione con un effetto sedativo su tutto l’organismo e con un benefico influsso sulla circolazione in generale. Parallelamente i massaggi stimolano i tessuti interessati aumentandone il tono e potenziandone l’attività metabolica, con positivi riflessi sulla circolazione. I massaggi facilitano inoltre la guarigione delle ferite, riattivando la circolazione locale e stimolando il trofismo cutaneo.

La massoterapia tradizionale
Si tratta del metodo più in uso nel mondo occidentale, e particolarmente nell’Europa del nord, dove la massoterapia è da sempre nota come efficace tecnica terapeutica. E basata sull’impiego di quattro diverse manualità: sfioramento, percussione impastamento e frizione. Lo sfioramento è la manovra che usualmente apre e chiude la seduta di massaggio: consiste nel passare leggermente la mano aperta o i polpastrelli sopra la parte da massaggiare, esercitando una leggerissima pressione. Lo scopo principale è quello di riscaldare l’area interessata, saggiarne lo stato e contemporaneamente instaurare un rapporto fisico con il paziente. La manovra si dimostra soprattutto utile per facilitare il riassorbimento dei liquidi accumulati nei tessuti (arti inferiori, addome) e per stimolare la riapertura dei pori cutanei, favorendo così il ricambio dei fluidi. La percussione consiste in una serie di colpi portati con una certa energia con il palmo della mano (a mani sovrapposte) o con il taglio della mano. L’impastamento consiste in una profonda manipolazione applicabile alle regioni provviste di ampie masse muscolari, eseguita con i soli pollici o con i pollici da un lato e le altre dita dall’altro in modo da sollevare ampie pieghe di tessuto: il movimento è esattamente come quello che si fa per impastare. La manovra favorisce il deflusso venoso, l’asportazione dei cataboliti e migliora l’eccitabilità delle fibre muscolari che recuperano più rapidamente il tono dopo uno sforzo prolungato. L’impastamento è anche utile alle aree articolari, come polsi, caviglie e gomiti. La frizione consiste in una serie ripetuta di movimenti prevalentemente circolari che vengono eseguiti con i pollici; le nocche o le punte delle dita. La pressione viene esercitata su un’area relativamente ristretta a vari gradi di intensità. Esiste infine un altro tipo di manualità, le vibrazioni, consistenti in rapidi movimenti di carattere vibratorio impressi con le dita su particolari distretti corporei. Si tratta di un’operazione molto stancante per chi la esegue e pertanto si preferisce attualmente ricorrere all’azione di apparecchi meccanici. L’occorrente per eseguire massaggi consiste in lenzuola, cuscino, unguenti appositi e talco in polvere; il soggetto deve giacere su una superficie rigida: anche il pavimento può andare bene, purché l’operatore sia sufficientemente comodo dovendo stare in ginocchio per l’intera durata del massaggio. Una seduta normalmente dura circa 20 minuti; di solito s’inizia partendo dal dorso, sia perché è la superficie più facile da trattare sia perché in questo distretto sono presenti i gruppi muscolari che più spesso vanno incontro a contrazione spastica. Una metodica molto usata nei massaggi di tipo tradizionale prevede l’impiego di strumenti meccanici. Questo trattamento serve a stimolare il trofismo dei tessuti, tonificare i muscoli e facilitare la dissoluzione dei depositi adiposi.

La pratica dei massaggi secondo la tecnica orientale
Si tratta di una tecnica di massaggi che ha assunto una sempre maggiore importanza in seguito al diffondersi di metodi terapeutici non tradizionali, come per esempio l’agopuntura, con cui ha stretti legami. Il principale obiettivo è quello di organizzare il flusso dell’energia vitale (detto anche ‘Chi’) lungo i diversi meridiani presenti nel nostro corpo lungo cioè le vie vitali: secondo la medicina orientale infatti lo stato di malattia comporta la deviazione dei flussi vitali da 14 meridiani corporei principali (ciascuno dei quali ha un punto sulla superficie del nostro organismo) con sbilanciamento tra i vari influssi e perdita della naturale armonia. Con un’approfondita conoscenza dell’anatomia di questi meridiani e della teoria dell’agopuntura, è possibile trattare con successo forme dolorose o altri disturbi anche agendo a distanza dal punto interessato, oltre a risolvere con buon esito alterazioni funzionali, come la stipsi o l’emicrania, che interessano organi e strutture situate in profondità nel nostro corpo. La scelta dei punti sui quali operare avviene in base alla sintomatologia accusata e ovviamente ai principi teorici dell' agopuntura. Quando l’obiettivo è quello di sedare o lenire il dolore in un’area iperreattiva. la manipolazione deve essere esegutta con una pressione profonda e densa; quando invece lo scopo è quello di tonificare e di stimolare il trofismo in una zona ipostenica la tecnica si basa su manipolazioni leggere e delicate.

I massaggi sul tessuto connettivale
Per questa forma di massaggi, impiegati allo scopo di dissolvere e frammentate zone di tessuto connettivale in preda a reazioni fibrose di lunga durata, si richiede dall’operatore l’uso di una notevole pressione. Spesso fino a fare male, messa in atto con i pollici, la mano piegata a pugno, talora con i gomiti. Non di rado tali reazioni fibrose sono di natura infiammatoria, per esempio in seguito a traumi che abbiano interessato le cosiddette parti molli. In altri casi può trattarsi di fenomeni dovuti alla continua assunzione di atteggiamenti posturali viziati, sia in seguito ad anomalie scheletriche sia a disturbi profondi della sfera emotiva.

Le controindicazioni al massaggio
Esistono situazioni nelle quali il massaggio non appare indicato e altre nelle quali tale trattamento potrebbe addirittura essere dannoso. Il massaggio è in linea di principio controindicato in presenza di condizioni infiammatorie acute da infezione batterica o nel caso di uno strappo muscolare o di una ferita recente ancora aperta. Anche i disturbi circolatori agli arti inferiori con presenza di vene varicose costituiscono una controindicazione così come, in linea generale. le cardiopatie. Analogamente i massaggi non dovrebbero essere eseguiti su soggetti affetti da malattie interne o bisognosi di assoluto riposo o ancora nel caso di malattie cutanee per evitarne l’ulteriore diffusione.

Domande e risposte ruguardo ai massaggi.
D. I massaggi di bellezza e i massaggi terapeutici si differenziano in qualche cosa oppure no?
R. i massaggi eseguiti, per esempio, a scopo dimagrante si basano sul principio di mobilizzare i depositi adiposi sottocutanei e prevedono le stesse tecniche usate nei massaggi terapeutici veri e propri. Diverso è il caso dei massaggi destinati a rassodare la pelle dei volto e a cancellare le rughe: la muscolatura facciale, particolarmente sottile, e l'ampia rete di vasi sanguigni e linfatici rispondono assai meglio a un trattamento basato su leggeri colpetti che non su una decisa pressione, potenzialmente dannosa.

D. Vorrei sapere se strumenti meccanici sono realmente utili per i massaggi.
R. Gli strumenti meccanici elettrici possono dimostrarsi particolarmente efficaci in quanto l'azione meccanica può riprodurre molto bene l‘opera manuale di vibrazione. Quest'ultima è una tecnica decisamente faticosa e quindi l'impiego di un apparecchio meccanico ritorna molto utile, anche perché permette l' automassaggio. Gli strumenti migliori sono quelli che si applicano direttamente sulla mano, senza manico quindi; ciò permette di conservare un reale contatto con la parte da massaggiare.

D. Ho sentito dire che esistono tecniche di massaggio particolarmente indicate per chi ha i piedi stanchi e dolenti, è possibile imparare a farsi da soli questi massaggi?
R. Certamente. L'unico problema è quello che si tratta di conservare per un periodo relativamente lungo una posizione alquanto scomoda. Come valida alternativa, si possono seguire un paio di semplici suggerimenti: uno è quello di procurarsi un rullo di legno da far rotolare avanti e indietro con la pianta del piede, caricandoci sopra il peso; l'altro è quello di adottare quelle speciali calzature (a sandalo) che presentano sulla faccia superiore della suola un fitto tappeto di punte di gomma (indossando queste calzature, il semplice camminare costituisce di per se un efficace forma di massa io peri piedi). Un analogo risultato può essere ottenuto camminando. tutte le volte che sia possibile, a piedi nudi, anche all'aperto.





   

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