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Cosa provoca l'abuso del ciuccio nei bambini? Quando l'uso del ciuccio diventa abuso?

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Pro e contro dell'uso del ciuccio. Quando l'uso del ciuccio diventa abuso.

Sull' opportunità di lasciar usare il ciucciotto ai bambini si sentono opinioni discordi: c’è chi lo ammette e chi è contrario. Per decidere bisogna considerare anche il punto di vista del bambino. È curioso notare come su molti particolari inerenti la cura e l’educazione di neonati e bambini piccoli si creino spesso degli schieramenti opposti, Ciascuno dei quali sostiene una propria idea con un calore a volte sproporzionato alla causa. Allattamento al seno o artificiale? A orari fisso a richiesta? Svezzamento precoce o tardivo? Succhiotto si o succhiotto no? Quello che ogni madre ha sempre fatto istintivamente diviene ora competenza degli esperti, salvo poi scoprire che il comportamento presentato come il più scientifico viene soppiantato nel giro di pochi anni da quello opposto, con un’alternanza che richiama quella delle mode. Una madre, per orientarsi, dovrebbe innanzitutto mettersi, per così dire, nei panni del bambino, per capire i suoi bisogni, e poi fare quello che la rende più serena e più sicura nel suo ‘rapporto’ con il figlio.

Il bisogno di succhiare
Si pensa che quello di succhiare sia in se stesso un bisogno, non collegato necessariamente alla nutrizione. Secondo una ricerca, sembra che i bambini, dalla prima settimana di vita al quarto mese, richiedano circa due ore al giorno di suzione, o durante le poppate o in altri momenti. Premesso questo, il problema è se sia consigliabile lasciar usare ai bambini, per tale scopo, il succhiotto, il familiare ‘ciuccio’.

Pro e contro il succhiotto
Molte obiezioni contro l’uso del succhiotto riguardano anche il succhiare il dito, altre sono più specifiche. La più_diffusa deriva dal timore che succhiare il ciuccio o il dito faccia venire i denti in fuori e deformi il palato. Questi pericoli sono stati molto esagerati: infatti se il bambino smette di succhiare il pollice o il ciuccio entro i tre o quattro anni, come quasi sempre avviene, le eventuali deformazioni si correggono automaticamente. È nociva invece l’abitudine di intingere il succhiotto nello zucchero prima di darlo al bambino; questo può rovinare i denti ancor prima che spuntino. Un’altra obiezione di tipo igienico e che il succhiotto viene lasciato cadere per terra un’infinità di volte, diventando in tal modo un terreno di coltura per i germi. Ma il bambino piccolo si mette in bocca praticamente tutto, perché e un suo bisogno evolutivo, ed è quindi impossibile controllare il grado di pulizia degli oggetti che finiscono nella sua bocca. Il buon senso suggerisce di risciacquare sempre il succhiotto (e qualunque altro oggetto) prima di restituirlo al bambino. Per i neonati è buona norma sterilizzarlo periodicamente, come si fa per le tettarelle.

Un altro timore diffuso è che si tratti di un’abitudine brutta a vedersi e che potrà suscitare la derisione degli altri bambini, per esempio all’asilo. Succhiare il dito o il ciuccio è un’abitudine a cui di solito il bambino già grandicello ricorre nei momenti in cui ha bisogno di maggior conforto e sicurezza, come prima di addormentarsi. Il normale senso della propria dignità indurrà il bambino ad abbandonare spontaneamente questa abitudine; se a 5-6 anni ancora non l’avesse abbandonata, allora potremmo considerarla il segno di qualche disarmonia del suo sviluppo.

Abuso del succhiotto
Un’obiezione più seria riguarda invece non tanto l’uso quanto l’abuso del succhiotto per placare qualunque manifestazione di disagio del bambino. Troppo spesso si ficca in bocca il succhiotto a un bambino che strilla, con lo stesso atteggiamento con cui gli si metterebbe il bavaglio: per farlo tacere, per evitare di prenderlo in braccio, per non doversi chiedere il motivo del suo pianto. Ma questo effetto negativo non è un problema né del succhiotto né del bambino, bensì degli adulti che lo usano in questo modo.





   

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