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Quali sono le cause della sordità infantile? Quali sono i sintomi della sordità infantile?

Sordità infantile: sintomi e cause.

La sordità infantile costituisce un grave pericolo per lo sviluppo dell'individuo giacché non solo limita o annulla la capacità di comunicare con gli altri, ma minaccia anche di compromettere l'evoluzione stessa della personalità. È quindi di importanza fondamentale riconoscere immediatamente il bambino con problemi d'udito in modo di intervenire subito e permettergli una crescita normale.

Quali sono le cause di sordità infantile?
« Le cause capaci di provocare la sordità in un bambino si possono dividere in due grandi gruppi: ereditarie e acquisite. Rispetto poi al periodo di insorgenza dobbiamo distinguere le embriopatie, che si hanno quando i fattori in grado di provocare una sordità agiscono entro le prime quattordici sedici settimane, e le fetopatie, in cui la causa responsabile della sordità agisce nel quarto, quinto, sesto, settimo mese. Le embriopatie danno sempre delle sordità molto gravi mentre le fetopatie provocano delle lesioni assai simili a quelle che sono già tipiche delle forme acquisite: in pratica l'orecchio, nel feto, è ormai molto simile a quello che si avrà nell'adulto. »

Quali sono le cause ereditarie?
« È piuttosto difficile stabilirlo, tranne nei casi in cui esiste una sicura sordità nei parenti più diretti. Ma dove esistono delle forme latenti o dei salti generazionali diventa molto difficile riconoscere con sicurezza una causa ereditaria. Secondo le statistiche le sordità infantili sicuramente ereditarie rappresentano l'11 per cento, ma oggi si tende a considerare ereditarie anche tutte quelle sordità, circa il 30-40 per cento, di cui non si riesce a determinare una causa certa. »

Le sordità acquisite da che cosa sono provocate?
« Nelle sordità acquisite bisogna distinguere cause prenatali, che agiscono, cioè, prima della nascita; cause perinatali, presenti al momento della nascita e cause postnatali, che intervengono durante la vita extrauterina, entro i primi quattro-sei anni di vita. »

Quali sono le più frequenti cause prenatali?
«Tra le cause prenatali sono soprattutto importanti tutte le malattie virali. La più frequente e grave è la rosolia che colpisce la madre entro i primi tre-quattro mesi. Ma mi sembra qui molto importante ricordare che si sono visti bambini con lesioni uditive le cui madri avevano contratto una rosolia venti giorni, un mese prima del parto. Altre cause capaci di provocare sordità sono anche banali forme influenzali e, in genere, tutte quelle malattie provocate da virus filtrabili capaci di passare la barriera placentare. Cause prenatali sono anche quelle tossiche rappresentate prevalentemente dal tabagismo (intossicazione da eccessivo consumo di sigarette), alcoolismo (abuso di bevande alcooliche) e da tutte quelle sostanze che agiscono sulle madri esposte ad alcuni tipi di lavorazioni pericolose che richiedono l'uso di sali di piombo, benzolo ecc. Tra le cause tossiche sono pure da ricordare alcuni farmaci, come streptomicina, canamicina, gentamicina che, somministrati alla mamma, possono passare la barriera placentare e danneggiare i liquidi labirintici. »

Che cosa si intende con il termine di cause perinatali?
« Sono quei fattori che intervengono al momento del parto: tra le più importanti sono da ricordare l'anossia, data cioè da una riduzione dell'ossigeno e da un aumento dell'anidride carbonica nel neonato, la immaturità, particolarmente quella ponderale, quando cioè il bambino è sottopeso, l'ittero emolitico che, insieme all'anossia, rappresenta la più frequente causa di sordità infantile. »

Cosa sono le cause postnatali?
« Sono quelle che agiscono dopo la nascita: tra le più frequenti sono quelle rappresentate dal morbillo, dalla parotite (orecchioni), dalla meningite sierosa pediatrica. Nei bambini, infine, bisogna ricordare che si fanno delle vere e proprie stragi d'orecchie, dal punto di vista uditivo ovviamente, con la somministrazione eccessiva e immotivata degli antibiotici. Venti grammi di streptomicina, in sostanza venti iniezioni, possono provocare delle lesioni uditive. »

Quali sono le conseguenze più importanti della sordità in un bambino?
« Indubbiamente a livello di acquisizione del linguaggio: la frase "II bambino parla perché sente" può forse essere considerata banale da un rigoroso punto di vista scientifico, ma rispecchia una profonda verità. In effetti, il bambino che non avverte lo stimolo acustico non riesce a costruire un tipo di linguaggio che è appunto la risposta a questo tipo di stimolo. Inoltre, le aree corticali uditive primarie sono in associazione con le altre aree adiacenti, occipitali e parietali, della corteccia cerebrale responsabili dell'informazione visiva, tattile e propriocettiva, cioè della sensibilità muscolare, articolare ecc. Così, nel bambino che non sente risulta alterata non solo l'acquisizione del linguaggio, ma si hanno disturbi del comportamento, ritardato e alterato sviluppo psicomotorio. »

I genitori come fanno ad accorgersi che il bambino è sordo?
« Con l'osservazione: la mancata informazione acustica, cioè la sordità, si manifesta già nei primi mesi di vita con un atteggiamento di indifferenza o di minore partecipazione a tutto quello che si verifica intorno. Infatti, tutto il rumore che c'è intorno non riesce ad attrarre in un qualsiasi modo l'attenzione del bambino che rimane indifferente a tutto. Inoltre, se la causa responsabile si è verificata prima dei sei mesi il bambino non inizia la lallazione, cioè quel caratteristico balbettio del bambino che incomincia a parlare poiché non può ottenere piacere dal fare giochi con suoni che non è in grado di sentire. »

Cosa si deve fare nel caso dì un bambino sordo?
« Anzitutto è indispensabile una diagnosi precocissima, poi una precoce applicazione di una protesi. È importante che questo tipo di bambino sia inserito in classi pubbliche e usuali. Di importanza fondamentale è il comportamento della famiglia: i genitori devono seguire i corsi di rieducazione del bambino in modo da diventare loro stessi degli educatori in grado di agire sul bambino lungo il corso dell'intera giornata.»





   

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