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Regole principali per un corretto allattamento. Insieme di aspetti da considerare durante l'allattamento del neonato.

Regole principali per un corretto allattamento. Insieme di aspetti da considerare durante l'allattamento del neonato.

Perché l'allattamento materno sia ben condotto, occorre attenersi ad alcune regole. Anzitutto attaccare il bambino al seno a intervalli regolari osservando, nel limite del possibile, l'orario per le poppate. Queste potranno essere 6 al giorno nei primi due mesi e 5 al giorno dal terzo mese in poi. Occorre poi misurare la durata delle poppate (15-20 minuti in media) e controllare di quando in quando la quantità di latte somministrata pesando il bambino. Bisogna anche pesare il bambino almeno una volta alla settimana e controllare i progressi del suo peso. Un aumento regolare, ne scarso, ne eccessivo, è sicuro indizio di un buon allattamento.

Se il peso non aumenta o aumenta irregolarmente, e il bambino non è ammalato, si può ritenere che l'allattamento sia difettoso. Si tenga però presente che, da un giorno all'altro, è difficile che l'aumento di peso sia costante: la regolarità dell'aumento va riferita alle medie settimanali.

È necessario anche esaminare attentamente le feci che, per il bambino allattato al seno, debbono essere color giallo uovo; inoltre controllare la sua temperatura che deve mantenersi intorno ai 37 gradi centigradi con leggere oscillazioni quotidiane. Il bambino sano e bene alimentato al seno è tranquillo e divide il suo tempo tra i pasti e il sonno. Si attacca con avidità al seno e quando il suo appetito è soddisfatto si addormenta quietamente. Se invece il bambino, pur non presentando alcun segno evidente di malattia, non cresce o cresce irregolarmente, è inquieto, piange dopo la poppata e durante la notte, bisogna pensare a una insufficiente alimentazione e controllare la quantità di latte.

Quando, per le ragioni di cui si è detto, la madre non possa allattare ne affidare il bambino alla balia, sarà necessario scegliere una alimentazione che risponda il meglio possibile alle esigenze del lattante, cioè l'allattamento artificiale. Anche nei numerosi casi nei quali il latte materno non risponde, per la sua insufficienza quantitativa o qualitativa, alle esigenze alimentari del lattante, l'allattamento artificiale costituisce la salvezza del bambino.

Il latte di mucca si è dimostrato, nella pratica, il sostituto più conveniente del latte di donna, purché venga sottoposto a modificazioni o correzioni di composizione che lo rendono adatto all'alimentazione del lattante. Ciò si ottiene in uno dei modi seguenti: diluendo il latte di mucca fresco, oppure stemperardo il latte di mucca in polvere.

Nel primo caso, si diluisce il latte, preventivamente bollito (due parti di latte e una di acqua; nelle prime due - tre settimane si può fare una diluizione della metà) si aggiunge una piccola quantità di zucchero e si riscalda a bagnomaria a circa 37 gradi. Nel secondo caso si stempera (con acqua tiepida) latte in polvere che abbia subito un trattamento tale da renderlo ben tollerato e assimilabile dal lattante.





   

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