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Classificazione delle varici: varici essenziali, varici complicate da compromissione del circolo profondo e varici da malformazione congenita dei vasi.

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Classificazione delle varici: varici essenziali, varici complicate da compromissione del circolo profondo e varici da malformazione congenita dei vasi.

1. Le varici essenziali Sono dovute a cause sino a oggi non esattamente identificate, provocate da una noxa congenita, che si manifesta a cominciare dall'adolescenza per influenze diverse (lavoro sedentario, gravidanza, disendocrinie, ecc.). Si considerano una predisposizione familiare, un'ereditarietà della debolezza del tessuto connettivo delle vene, una maggior frequenza nel sesso femminile. L'età di comparsa è di solito prima dei trent'anni, ma mentre le donne, appena notate le prime varici s'affrettano dal medico per l'evidente danno estetico, gli uomini iniziano a curarsi soltanto quando le loro varici danno effettivi disturbi funzionali o complicanze.

Il primo elemento sintomatologico è rappresentato dall'evidenza di un disegno venoso con tortuosità; successivamente sopravviene una sensazione di stanchezza e pesantezza alle gambe accentuata nell'ortostatismo e migliorata nel decubito supino. In seguito le varici s'aggravano e si estendono particolarmente nelle persone che devono stare a lungo in piedi per ragioni di lavoro. Infine intervengono le complicazioni: edemi, cianosi, dermatiti pigmentarie e ulcere. La sintomatologia si accentua per effetto del calore e lo stesso si rileva durante la gravidanza, verosimilmente per modificazioni ormoniche. Il trattamento chirurgico o quello sclerosante danno notevoli risultati: le possibilità terapeutiche dunque non mancano, ma l'educazione del pubblico e dei medici di base è piuttosto carente.

Non bisogna dimenticare che la flebologia, ricca di antiche tradizioni, se ha attraversato un lungo periodo di decadenza nelle mani di un empirismo assai spesso troppo poco scrupoloso, negli ultimi decenni ha avuto un vigoroso risveglio che è valso a darle il posto che merita nella medicina generale. Per cui se qualcuno è rimasto deluso da un trattamento cui si è sottoposto qualche decina di anni fa, oggi scuole e centri di alta specializzazione nelle malattie vascolari offrono la possibilità di valide soluzioni terapeutiche.

Le varici essenziali possono essere così classificate.

• Le varici delle safene possono formarsi lungo il decorso della grande o della piccola safena oppure delle loro tributarie. L'intervento chirurgico, la terapia sclerosante o i due trattamenti integrati danno buoni risultati.

• Le varici diffuse colpiscono altre vene risparmiando le sa-fene. Sono ereditarie e bilaterali, ma si hanno casi in cui la malattia interessa un solo arto. Colpiscono con maggior frequenza il sesso femminile e sono influenzate da modificazioni ormoniche. Nella prima giovinezza si presentano sotto forma di piccole varici alle gambe che progressivamente s'aggravano. Sono curabili con la sclerosi e con la contenzione elastica.

• Le varici isolate di vasi venosi, eccettuate le safene, interessano una superficie limitata di un solo arto e sono più antiestetiche che dolorose; non sono quasi mai soggette ad aggravamento. Risentono in maniera pressoché univoca del trattamento sclerosante.

• Le varici profonde sono dovute a insufficienza valvolare o ad alterazione delle pareti venose. Di eziologia al momento non identificata, sono caratterizzate da un edema dell'arto inferiore che dalla caviglia risale sino al ginocchio. Quest'edema, di consistenza piuttosto molle, è particolarmente cospicuo alla fine della giornata e migliora nel decubito supino. L'arto è pesante e dolente. Una tale sintomatologia può manifestarsi senza che vi siano varici e il quadro può far pensare a postumi di flebite. Soltanto la flebografia (esame radiologico di cui parleremo più oltre) potrà risolvere il quesito diagnostico.

• Le varici arteriose, cosi chiamate perché esiste una comunicazione artero-venosa anormale, sono molto più rare. Non compaiono mai prima della pubertà, ma in seguito evolvono assai rapidamente. Presentano una sintomatologia particolare: sono molto rilevate anche in decubito supino. Le varici arteriose traggono dal trattamento chirurgico risultati il più delle volte assai mediocri.

• Le varicosità o microvarici, che sono arborizzazioni stellate o ramificate, azzurregnole o rossastre per dilatazione varicosa delle vene sub epidermiche, sono localizzate più sovente al piede, alla caviglia, alla faccia interna delle gambe e delle cosce. La sclerosi rappresenta un valido mezzo di cura e la terapia è assai efficace a condizione di intervenire pure sulle tributarie. Di solito sono contemporaneamente presenti diversi tipi di varici essenziali e il tipo puro è piuttosto raro.

2.Le varici complicate da compromissione del circolo profondo Essenzialmente di natura post flebitica, queste varici presentano un quadro clinico-sintomatologico diverso a seconda della localizzazione del processo flogistico e trombosante iniziale.

• L'arto può essere normale presentando semplicemente turbe trofiche di modesta entità al terzo inferiore della gamba.

• L'aspetto dell'arto può essere molto simile a quello che si osserva in caso di insufficienza delle safene.

• Assai spesso la coscia è normale, ma la gamba è sede di varici.

Varici sovrapubiche o addominali sono caratteristiche delle sequele della flebite che ha colpito i tronchi venosi alti.

3. Le varici da malformazione congenita dei vasi.





   

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