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Quali sono i bambini più predisposti agli infortuni domestici? Come evitare che la curiosità di un bambino possa essere un pericolo per la sua incolumità?

Quali sono i bambini più predisposti agli infortuni domestici? Come evitare che la curiosità di un bambino possa essere un pericolo per la sua incolumità?

Negli ultimi anni, le malattie infantili sono diminuite del 95 per cento. Ma contemporaneamente si è riscontrato un aumento impressionante degli infortuni fra i bambini, tanto che oggi il 25 per cento della mortalità infantile è da ricercarsi in cause accidentali. E la maggior parte degli incidenti si verifica nella casa, proprio nell'ambiente che meglio dovrebbe proteggere il bambino. Gli incidenti più frequenti sono ferite, cadute, ustioni, introduzione di corpi estranei nelle vie respiratorie, folgorazione, avvelenamenti, intossicazione da ossido di carbonio. Le statistiche hanno stabilito che gli infortuni aumentano bruscamente da quando il bimbo comincia a camminare e raggiungono la massima frequenza verso i tre anni. L'ambiente più pericoloso è la cucina perché, approfittando di un momento di distrazione o di una breve assenza della madre, il bambino può maneggiare coltelli, forbici, bottiglie, pentole contenenti liquidi bollenti, chiavette del gas.

Gli incidenti in cui possono incorrere i bambini sono svariatissimi e numerose le loro cause dirette o indirette. Molto spesso, le imprudenze e le leggerezze che contribuiscono a determinare un infortunio infantile sono da attribuirsi non già al bambino, bensì agli adulti che lasciano per casa, alla sua portata, oggetti in grado di nuocergli. Ma nel bambino stesso esistono tendenze che, a causa della sua inesperienza, lo espongono al pericolo: la curiosità, che nei più piccoli si manifesta con l'abitudine di “ conoscere “ ogni cosa mettendola in bocca, nei più grandi di toccare qualsiasi oggetto; il gioco e lo spirito di imitazione che inducono il bimbo a servirsi anche di oggetti per lui pericolosi; la golosità, che lo spinge ad assaggiare, scambiandole per bevande o per alimenti, sostanze tossiche.

Insomma, soprattutto fra la prima e la seconda infanzia, anche il bimbo più prudente o pauroso spesso non è in grado di valutare i rischi che corre sia perché è fondamentalmente fiducioso sia perché manca di esperienza. Esposti più di altri a incidenti sono i bambini che hanno una personalità spiccata, una notevole dose di immaginazione, che sono molto attivi, si interessano molto a tutto ciò che li circonda, controllano male i loro istinti, tengono in poco conto l'autorità dei genitori, vogliono affermare la loro indipendenza e non sopportano la monotonia della vita quotidiana E proprio in questi bambini che si desta vivissimo il desiderio di « fare qualcosa di nuovo » : si trovano così di fronte a mille pericoli che non sempre purtroppo, riescono a evitare .

Vi sono poi bambini predisposti a restare vittime di infortuni perché hanno difetti in campo percettivo e motorio: vista o udito che non funzionano normalmente, oppure coordinazione muscolare insufficiente. Spesso si tratta di difetti così lievi da non essere notati neppure dalla mamma più attenta, eppure bastano per suscitare infortuni a catena. Gli psicologi hanno constatato perfino che alcuni bambini vanno proprio in cerca di incidenti, ma senza rendersene conto, inconsciamente: per autopunirsi, se hanno un senso di colpa; per attirare l'attenzione dei genitori, se credono di essere trascurati; per esercitare sui genitori una vendetta simbolica, se ritengono di essere trattati ingiustamente; per sfuggire all'inquietudine e perché subiscono il fascino del pericolo.

Che fare dunque per proteggere il bambino dagli incidenti? Prima di tutto bisogna educare i genitori e in particolare la madre perché è lei che trascorre gran parte della giornata con il bimbo; quindi è lei, soprattutto, che deve prevenire i pericoli sorvegliandolo assiduamente e tenendo lontano da lui tutti gli oggetti che pungono, tagliano, scottano, soffocano, avvelenano; oggetti usuali che l'adulto è abituato a maneggiare con indifferenza, senza farsi del male, ma che per il bambino inesperto e curioso possono diventare micidiali. La prima precauzione da prendere, appena il bimbo è capace di far uso delle mani, consiste nel mettere fuori dalla sua portata tutti i piccoli oggetti che egli potrebbe introdursi in bocca : pupazzetti di plastica, palline, tappi, bottoni, tubetti, semi, ecc. e giocattoli facilmente smontabili. Molto pericolosi sono anche i sacchetti di plastica che il bambino potrebbe infilarsi in testa o in bocca, correndo il rischio di soffocare. Quando il bambino è sul seggiolone, non bisogna mai trascurare di mettergli la cinghia di sicurezza, per evitare cadute. Comunque il seggiolone deve essere molto stabile, con base larga e sistemato in modo che non possa mai rovesciarsi quando il bimbo si agita. Se è molto vivace, è logico sostituire il seggiolone con un seggiolino basso.

Anche i giocattoli nascondono parecchie insidie: pupazzi molto pelosi o troppo grandi possono provocare accessi di soffocazione; e cosi anche pezzi di balocchi che, rompendosi facilmente, vengono messi in bocca; lance, frecce, armi di vario genere possono ferire. Occorre perciò che, nella scelta dei giocattoli, i genitori tengano conto anche della loro innocuità: vi sono quelli pericolosi per la prima infanzia ma innocui nelle età successive, e quelli sempre pericolosi. Quando il bambino comincia a camminare, a esplorare ogni angolo della casa, a toccare ogni oggetto che lo incuriosisce, i rischi di infortunio si moltiplicano. La cucina, abbiamo detto, è l'ambiente più pericoloso per il bimbo, quindi dovrebbe essergli vietato l'ingresso. Diciamo « dovrebbe » perché, in pratica, è sempre possibile che vi entri. Qui, gli incidenti più frequenti sono le ustioni. Per prevenirli, bisogna aver cura che i manici delle pentole e delle padelle posti sul fuoco siano rivolti all'interno in modo che il bambino non li possa afferrare; allo stesso scopo, recipienti bollenti e ferri da stiro caldi vanno sistemati in mezzo alla tavola.

Stufe (a legna, a carbone, a cherosene, a gas o elettriche) e specialmente bracieri devono essere riparati con ringhiere di sicurezza fissate solidamente al muro. Cerini, zolfanelli, accendigas vanno riposti in alto, dove il bimbo non possa prenderli. Quando la cucina è in funzione, bisogna sorvegliare che egli non si trastulli con le chiavette; quando non è in funzione, tenere sempre chiusa anche la chiavetta principale, dove il bambino non è in grado di arrivare. Vi sono oggi in commercio cucine a gas con chiavette di sicurezza; comunque è prudente farle controllare di tanto in tanto perchè tendono ad allentarsi con l'uso.





   

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